Si è ufficialmente insediato il nuovo consiglio di amministrazione dell’Istituto Cesana Malanotti, l’ente vittoriese titolare delle case di riposo di Vittorio Veneto e di San Vendemiano e proprietario di vari immobili in città, dall’asilo di San Giacomo all’ex istituto De Zorzi Luzzatti.
Giuseppe Maso, avvocato 49enne, assessore a Vittorio Veneto dal 2004 al 2014, per cinque anni anche vicesindaco, è il nuovo presidente. Subentra a Maurizio Castro che ha guidato l’ente nell’ultimo quinquennio. Vicepresidente Monica Tonon, commercialista di Santa Lucia di Piave. In consiglio anche Greta Alfieri, Alberto Cabras e Rudi Casagrande.
Presidente Maso, come vive questo nuovo incarico?
Con entusiasmo e con la consapevolezza che è un impegno che richiederà il suo tempo e le sue energie. Sono fiducioso anche per la squadra che si è composta e per le competenze del nuovo consiglio di amministrazione.
Quali sono le linee guida del suo cda?
Collaborare insieme, se c’è coesione e ognuno mette del suo. Il sindaco ha scelto bene: ogni consigliere ha caratteristiche e competenze proprie e non era scontato. Ognuno potrà essere d’aiuto agli altri nel consiglio di amministrazione.
Come è stata questa prima settimana da presidente?
Sono stato più volte in istituto. E’ stata una settimana di conoscenza. Già giovedì faremo il primo consiglio, perché ci sono cose urgenti, ferme da mesi, da affrontare.
Che tipo di rapporto intende tenere con il Comune dopo che per anni non sono mancate le tensioni tra istituto e amministrazione comunale?
L’obiettivo primo è non avere tensioni, ma raggiungere un rapporto di reciproca collaborazione, non solo con il Comune ma anche con la Regione. Mi ha fatto piacere la telefonata che ho ricevuto da Lorenzo Traina, segretario della giunta regionale, che conosco da tempo (Traina era segretario comunale quando Maso era assessore ndr). Mi ha detto che la Regione è a disposizione per necessità, dunque potrà esserci una collaborazione reciproca. Ho ricevuto poi numerose telefonate da svariate persone, a testimonianza dell’interesse posto sull’Istituto.
Come valuta l’eredità lasciata dal cda Castro?
La stiamo valutando. Il primo approccio è valutare quanto fatto e la situazione dell’Istituto. E ci vorrà del tempo.
Che ne sarà del progetto di nuove Rsa a villa Papadopoli e a Ca’ Mocenigo?
E’ ancora prematuro dirlo, ma non è una nostra priorità.
Quale il ruolo della rsa del futuro?
Passata la pandemia, saranno come sempre e come sono ora un centro importante. Saranno un servizio fondamentale per le famiglie.
Le prospettive post Covid?
Un ritorno alla normalità e, quindi, la ripresa con la prossima primavera del centro diurno, che causa Covid al momento è ancora sospeso.
(Foto: Facebook).
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