“La montagna è un modo di vivere la vita”: inaugurato il “Monumento all’andare in montagna” del Cai

Un invito a pensare ai valori della montagna e di chi la frequenta: è questo il messaggio del “Monumento all’andare in montagna”, inaugurato questa mattina dal Cai di Vittorio Veneto, nelle vicinanze della rotonda nord del traforo di Sant’Augusta (lì posato con l’aiuto degli Alpini), terreno di proprietà di Anas.

L’opera, realizzata dallo scultore Barry Bona, nonostante l’iter burocratico complesso che ha richiesto (e affrontato con l’ausilio del Comune di Vittorio Veneto), ora potrà accompagnare il percorso verso le Dolomiti degli automobilisti in transito, rendendo la città una vera e propria porta in direzione della montagna.

Il monumento, realizzato con la pietra proveniente dall’Alpago, raffigura uno scenario montano, completo degli anfratti, su cui si muovono due alpinisti (di cui uno più giovane), legati l’uno all’altro da una corda, che è simbolo di sicurezza e, al tempo stesso, di un legame con i propri compagni e il Cai (del quale compare lo stemma e il riferimento al centenario della sezione vittoriese, festeggiato lo scorso anno).

Alpinisti impegnati a scendere verso la città, accompagnando di fatto gli automobilisti che stanno percorrendo la strada in questa direzione.

Tutto nel segno delle parole “La montagna è un modo di vivere la vita”, messaggio emerso durante l’iniziativa.

Alla cerimonia erano presenti il presidente del Cai di Vittorio Veneto Leonardo Pradal, la sindaca Mirella Balliana con gli assessori Giulio De Antoni e Laura Ceccarini e la consigliere comunale (nonché componente dello stesso Cai) Silvia Bevilacqua, da cui è partita tutta l’idea dell’opera.

E ancora Massimo Magagnin Giacomo De Luca, sindaci rispettivamente di Revine Lago e Fregona, il parroco monsignor Massimo Bazzichetto (che ha benedetto il monumento e i presenti), i vicepresidenti di Banca Prealpi SanBiagio Giampaolo De Luca e Flavio Salvador, l’assessore di Colle Umberto Laura Zin, la consigliere comunale di Tarzo Milva De Conto.

Presenti anche i rappresentanti dei gruppi Cai dei territori dell’Alpago, Pieve di Soligo, Conegliano e Sacile, alcuni componenti del Soccorso alpino e Anas, il comandante della Polizia locale di Vittorio Veneto Ezio Camerin, i Carabinieri forestali.

L’incontro è stato aperto da alcuni brani cantati da Mauro Da Ros (il quale, con la sua musica, ha anche concluso l’inaugurazione).

“E’ la prima volta che ricevo in dono un monumento dal valore così estremamente importante – le parole di Balliana -. Un monumento che rimarrà per le future generazioni, concepito per i 100 anni del Cai di Vittorio Veneto. Un’opera che trasmetterà i valori a tutti coloro che passeranno di qua – ha proseguito -. Ringrazio tutto quello che portate nell’andare in montagna (i valori di fratellanza e aiuto) e il Cai per quello che fa, come ad esempio la manutenzione dei sentieri”.

“Quello che inauguriamo è un monumento che esprime emozioni dal punto di vista ambientale, sociale e artistico” ha concluso.

L’architetto Laura De Stefani (Anas) ha osservato che le occasioni come quella odierna sono la prova che le istituzioni, quando dialogano, riescono a trovare una soluzione veloce.

Da parte sua, Flavio Salvador (Banca Prealpi SanBiagio) ha ricordato il sostegno dato dall’istituto bancario all’opera, un impegno che rientra in quello di “ricordare il territorio”.

“Il germoglio del monumento risale al 2018, poi è stato messo in moto tutto l’iter per il centenario del Cai – ha spiegato Silvia Bevilacqua -. Quella del Cai è una grande famiglia e il suo impegno passa per molti ambiti. La frequentazione della montagna è in costante crescita”.

“Il percorso affrontato per quest’opera non è stato facile: ci siamo ‘legati tutti alla stessa corda’ – ha aggiunto -. La nostra volontà è stata quella di affidarci a un’opera figurativa, con lo stemma nazionale del Cai. Abbiamo voluto scegliere come luogo per la posa una strada, perché avesse la massima visibilità (Vittorio Veneto è una porta privilegiata verso la montagna): potremo ora vedere il monumento qui, nella nostra quotidianità”.

Mi sono divertito nello scolpire questo monumento. Ho provato entusiasmo e trovato un senso di sicurezza verso me stesso – ha spiegato lo scultore e alpinista Barry Bona, originario di Tambre d’Alpago, pluripremiato e con una formazione all’Accademia di Belle Arti di Venezia -. Quando un lavoro viene bene, il primo a esserne contento è il suo autore“.

(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: Arianna Ceschin)
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