“L’area Borca non è un sito degradato”: le minoranze annunciano battaglia in consiglio comunale con il no alla variante urbanistica

“Se questa è l’idea che l’amministrazione comunale ha per il futuro di questa area, devo dire che è alquanto misera”. Marco Dus, capogruppo Pd, rimarca la sua contrarietà al progetto presentato dai privati proprietari dell’area Borca, circa 32mila metri quadrati ora scanditi da verde e da due immobili storici che saranno ristrutturati con destinazione ricettiva, commerciale e residenziale.

Qui, se il consiglio comunale mercoledì sera andrà a riconoscere l’ambito urbano di degrado previsto dalla legge 14 del 2017, potrebbero sorgere anche nuovi edifici, 5mila metri cubi di villette addossato sul lato est del sito che confina con tre condomini costruiti a metà anni Settanta.

“Stando ai documenti depositati dai tecnici incaricati dai proprietari dell’area Borca, il degrado dell’area sarebbe causato dai tre condomini e dal terreno incolto, anche se storicamente è sempre stato coltivato a soia o a mais. Aspetti che fanno concludere ai progettisti che tutta l’area è degradata” spiega Dus.

Stamane, sabato 18 settembre, il capogruppo Pd insieme ai consiglieri di Rinascita Civica Mirella Balliana e Alessandro De Bastiani e al consigliere Giulio De Antoni della civica Dus hanno convocato, proprio nei pressi dell’area Borca, una conferenza stampa per porre attenzione su una questione che già sta facendo discutere in città.

Presenti anche alcuni residenti dei condomini indicati come elementi di degrado dell’area. “Vengano a vedere i nostri appartamenti – ha affermato una residente -: come fanno a dire che sono degradati?”.

Questi condomini vennero costruiti per i dipendenti Enel tra il 1974 e il 1975. “Se sarà riconosciuto il degrado, il danno sarà per i proprietari degli appartamenti perché, oltre al muro di villette a pochi metri, si troveranno anche con immobili deprezzati” ha sottolineato Dus.

“I proprietari dell’area Borca – ha aggiunto De Antoni – fanno forza su un documento del 2011 della Sovrintendenza che in una nota dava come possibile la realizzazione di volumi, alti sei metri e mezzo, fronte condomini”.

“Sappiamo che nel 2014 e nel 2016 la Sovrintendenza ha aggiornato i vincoli. Bisogna capire ora – ha annotato Balliana – come si esprimerà a riguardo”.

“Questa variante urbanistica – ha evidenziato De Bastiani – arriva in consiglio comunale pochi mesi prima del Pat”. “Fretta e mancanza di partecipazione” ha osservato Balliana con riferimento all’iter che approderà in consiglio il 22 settembre.

Le minoranze preannunciano il loro voto contrario. E se il riconoscimento di area degradata passerà, promettono battaglia: “Una raccolta firme, ma non è escluso nemmeno, se ci saranno gli estremi, un ricorso al Tar” annunciano. 

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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