Durante le feste natalizie il campanile illuminato di Montaner si è visto da lontano, alcuni dicono addirittura fino a Venezia.
L’idea, che da domani giunge alla sua conclusione, rappresenta il rinnovo di una tradizione amata dalla comunità che era stata interrotta e finalmente ripresa.
Il campanile, progettato dall’architetto Domenico Rupolo, fu costruito totalmente in pietra dalle maestranze locali tra il 1908 e il 1914 e raggiunge l’altezza di circa 50 metri.
Un tempo erano i rocciatori ad arrampicarsi fino alla croce in cima al campanile della frazione di Sarmede, portando le luminarie alla massima altezza. Oggi, dopo vent’anni di stop, le decorazioni si sono ridotte a circa 45 metri ma in cambio c’è il vantaggio del risparmio energetico con le lampadine a led.
Un grande impegno dimostrato dalle associazioni e volontari che si sono messi in gioco con verricelli e impalcature, per accendere un punto di riferimento nel paesaggio, con il sostegno anche del Comune e di Banca Prealpi SanBiagio, che proprio nella frazione di Montaner ha visto le sue origini.
Le operazioni di allestimento sono durate quasi due settimane coinvolgendo una quindicina di persone, mentre per lo smantellamento i tempi saranno leggermente più rapidi. Damiano Gava, assessore del comune di Sarmede, ha espresso la volontà di portare avanti quest’iniziativa incrementando il numero di luci, per fare un segnale di positività non solo a Montaner ma a tutta la zona.
“Il nostro sogno sarebbe di riportare le luci oltre i 40 metri di altezza, fino alla punta della croce proprio come un tempo” commenta Gava.
(Fonte: Luca Vecellio © Qdpnews.it).
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