L’Anpi ricorda domani, lunedì 12 aprile, i tre civili vittoriesi trucidati nel 1944. Brevi cerimonie a Vittorio Veneto e Cordignano

Nel mese che contempla la giornata della Liberazione il 25 aprile, ci sarà un doveroso anticipo di ricordo domani, lunedi 12 aprile, quando infatti ricorre il 77esimo anniversario della morte dei vittoriesi Antonio Boffa, Giovanni Casoni e Temistocle Tomassi, avvenuta per mano delle camicie nere.

Come ricorda l’Anpi vittoriese era appunto il 12 aprile del 1944 quando Giusto Chersi, allora segretario del Fascio, decise di cominciare ad “epurare” la società civile vittoriese da tutti coloro che avevano espresso, più o meno velatamente, la propria contrarietà al regime.

Approfittando dell’uccisione di un milite da parte dei partigiani e della necessità, perciò, di una rappresaglia tale da far comprendere ai cittadini chi comandava a Vittorio Veneto – spiega Maria Chiara Marangon, presidente della sezione Anpi -, predispose una lista di civili e religiosi che, con l’esempio della loro vita quotidiana e lavorativa, potevano disturbare il suo operato, mirato ad occupare tutte le posizioni di potere e a impedire qualsiasi opposizione. Boffa Casoni e Tomassi erano fra questi: vennero sacrificati in nome della follia di un uomo e della sua idea”.

Per questo la sezione Anpi “Divisione Nino Nannetti”, con le Amministrazioni Comunali di Vittorio Veneto e Cordignano, ricorderà i tre fucilati lunedì 12 aprile sia nel nuovo monumento a loro dedicato in Foro Boario, a Vittorio Veneto,  alle ore 17, e di seguito nel luogo della loro morte, lungo l’argine del Meschio a Cordignano, alle ore 18.45.

Saranno cerimonie brevi e nel rispetto della normativa anti Covid.

“In una Italia lacerata dalla guerra civile – ha voluto ricordare il sindaco di Cordignano Alessandro Biz – anche il nostro Comune si è bagnato del sangue di tre uomini, funzionari pubblici a Vittorio Veneto, in disaccordo con il regime che ormai vacillava. Portati qui il 12 aprile 1944, furono uccisi vicino all’argine del fiume Meschio, dove ancora tre colonne spezzate, ricordano queste tre vite interrotte prematuramente”.

(Foto: Anpi).
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