Un corposo “Archivio storico cenedese” ricorda nell’ultimo numero Aldo Toffoli: “Quando il dialetto sa recuperare il passato”

L’ultimo numero, il sesto della serie, dell’ “Archivio storico cenedese” si apre, per non dire che è dedicato, con la figura del prof. Aldo Toffoli, scomparso poco tempo fa alla vigilia dei novant’anni.

Toffoli è stato una presenza significativa per Vittorio Veneto come docente al “Flaminio”, uomo politico, di cultura, scrittore e studioso della “sua” città e territorio. Lo ricorda, in apertura della rivista composta di oltre trecento pagine, il direttore editoriale Giampaolo Zagonel.

Il quale focalizza la presenza dell’intellettuale vittoriese come autore poetico in dialetto. Perchè il dialetto resta una delle poche certezze in contrasto con la globalizzazione di cui siamo testimoni (o vittime). È questa forma linguistica che sa ancora recuperare il nostro passato. È il dialetto che ci tiene avvinti alle radici che si vorrebbero cancellare.

E, sebbene sia una frase fatta, è doveroso dire che senza passato non c’è, e non può esserci, futuro.

La rivista, anche in questo numero fedele ad una cultura accademica, presenta una serie di studi di notevole spessore. Il primo saggio è di Vanni Veronesi che, lavorando sul codice 339 della biblioteca comunale di Treviso, analizza il trattato petrarchesco “De viris illustribus” tradotto in italiano da Donato degli Albanzani.

Giampaolo Zagonel ripropone un aspetto della figura di Luigi Parravicini, ottocentesco scrittore ed educatore, autore del “Giannetto”, il più diffuso libro per elementari del XIX secolo. Zagonel ha riportato alla luce una serie di lettere che il Parravicini scambiò con il pedagogista meridionale Francesco Prudenzano.

Tipicamente di Marca è il terzo saggio di cui è autore il giovane storico dell’arte Roberto Costella che passa in rassegna importanti pittori opitergini del Novecento che vanno da Luigi De Giudici a Lino Perissinotti, ai fratelli Cristofoletti, Ciro ed Eugenio, ad Armando Buso per arrivare a Gina Roma, Tullio Vietri e Arturo Benvenuti.

Nel settore delle “Comunicazioni” possiamo leggere lo studio di Leonardo Mezzaroba su “I Collalto in medaglia”, di Fulvia Mainardis sul metodo storico di Aurelio Guarnieri Ottoni sul percorso antico della via Claudia da Altino al Danubio e, infine, il lavoro di Francesca Costaperaria sulla “Madonna col Bambino del Sansovino”.

Chiudono la rassegna, prima delle indispensabili e utili recensioni, gli appunti di Manoel Mar onese su un’ode greca di Giambattista Amalteo, noto erudito opitergino, e di Giampietro Fattorello su Goffredo Parise e i suoi Sillabari. 

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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