Vittorio Veneto, 51enne alla sbarra con l’accusa di avere picchiato e minacciato il marito gravemente malato

Rapporti familiari tesi, liti continue e botte. Tante botte. Ma questa volta la storia di maltrattamenti arrivata oggi martedì in Tribunale a Treviso non vede un marito violento e una moglie vittima. Questa volta i ruoli sono invertiti: a picchiare il compagno, ripetutamente, sarebbe stata la moglie, la 51enne vittoriese D. F.. E lo avrebbe fatto mentre il marito era già gravemente malato per una patologia che lo ha portato al decesso prima dell’inizio del processo.

La donna, difesa dall’avvocato Stefano Arrigo, è infatti finita alla sbarra con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate. I fatti contestati risalgono al gennaio del 2020 a Fontanelle.

I due erano ormai in fase di separazione, e a inasprire gli animi sarebbe stato il possesso della casa, acquistata e ristrutturata con il denaro di entrambi. Il marito avrebbe voluto tenere per se l’abitazione e questo avrebbe scatenato la furiosa reazione della moglie che, come citato nel capo d’imputazione del pubblico ministero Barbara Sabattini, avrebbe picchiato il marito con una scarpa e lo avrebbe graffiato anche ad un occhio provocandogli una seria lesione.

Non solo: nel corso di un’altra lite gli avrebbe lanciato contro varie suppellettili fino ad arrivare a spaccargli un quadro da parete sulla schiena. La donna lo avrebbe anche minacciato di bruciarlo, insieme alla casa.

Per questo si rifugiò in cantina, dove visse per oltre un mese fino a quando decise di denunciarla. Al termine delle indagini, per la donna è arrivato il processo davanti al collegio dei giudici Umberto Donà, Alberto Fraccalvieri e Carlotta Brusegan.

La 51enne respinge le accuse, minimizzandole, e si difende sostenendo che quelle con il marito sarebbero state normali liti e che, quando le condizioni dell’uomo erano peggiorate, lo avrebbe accudito fino alla morte.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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