Vittorio Veneto, niente manifestazione ma dispiegamento di Forze dell’Ordine in piazza del Popolo. Bonaldo: “Questo creerà un precedente”


Anche se ufficialmente l’iniziativa “In piazza per la libertà” in programma per il primo pomeriggio di oggi, domenica 2 maggio, è stata annullata (vedi articolo), a causa del diniego della Questura, piazza del Popolo a Vittorio Veneto è stata caratterizzata da un grande dispiegamento di Forze dell’Ordine, che  saranno presenti fino al tardo pomeriggio di oggi.

Gazzelle dei Carabinieri, agenti della Digos, due camionette e diverse macchine della Polizia di Stato hanno presidiato tutta l’area della piazza, nel frattempo già transennata fin dal mattino, mentre due pattuglie della Guardia di finanza e della Polizia locale hanno percorso l’area circostante.

Sul posto si sono comunque presentati alcuni manifestanti, seppure in numero molto ridotto rispetto all’appuntamento coneglianese, oltre ad alcuni curiosi di passaggio, attratti dal numero di agenti presenti.

“Siamo venuti per testimoniare e non certo per fare disordini – è quanto dichiarato da alcuni dei presenti – Non siamo d’accordo sulla definizione di ‘no vax’ che ci è stata data: prima eravamo in un locale e, per rispetto al gestore, abbiamo tenuto indossata la mascherina”.

Presente anche Devis Bonaldo, organizzatore dell’iniziativa e presidente del circolo trevigiano di Ancora Italia, il quale aveva già specificato la possibilità di discutere il diniego ricevuto alla manifestazione nelle “sedi opportune”.

“Oggi sono qui a Vittorio Veneto come libero cittadino e la libertà di scelta è un diritto inviolabile. – ha dichiarato Bonaldo – La dittatura è conclamata”.

“Io manifesto per la libertà di poter respirare all’aria aperta poi, per rispetto, è logico che al chiuso la indosso. – ha proseguito – Vedo che la piazza è stata transennata, ma il sindaco di Vittorio Veneto non ha emesso nessuna ordinanza per la sua chiusura”.

Bonaldo ha poi specificato come siano state programmate due manifestazioni pacifiche a Pordenone e a Jesolo, alla presenza di alcuni relatori scelti, esprimendo il timore che “le altre Questure possano prendere da esempio da quella di Treviso, essendo stato creato un precedente”.

Nel frattempo nessun disordine o forma di protesta per la mancata autorizzazione all’iniziativa si è verificata.

Solo una coppia è stata fatta salire su una gazzella dei Carabinieri e condotta via per essere identificata, poiché non avrebbe avuto con sé i documenti.

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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