Con una pistola ad aria compressa avrebbe minacciato due clienti e messo a segno una rapina all’interno dell’Hotel Calvi di Vittorio Veneto.
Per questo, in Tribunale a Treviso, un 37enne vittoriese è stato condannato oggi martedì a una pena di un anno e un mese di reclusione.
L’uomo, che avrebbe problemi di tossicodipendenza, è accusato di avere rapinato l’albergo la sera del 20 aprile 2021.
Secondo quanto ricostruito nel processo, il 37enne con un cappuccio calato sul capo e la mascherina, brandendo una pistola che poi sarebbe risultata essere da soft air, avrebbe minacciato due clienti facendosi consegnare il contante che avevano con loro, in totale 160 euro, ed era poi fuggito. Inseguito dal titolare, il rapinatore era stato bloccato e consegnato ai Carabinieri che avevano recuperato anche la refurtiva.
Il 37enne è in cura nel Centro di Salute mentale ed è una delle presunte vittime di don Federico De Bianchi, il sacerdote a processo con l’accusa di aver abusato di alcuni pazienti quando era cappellano negli ospedali di Conegliano e Vittorio Veneto. Fatti per i quali il sacerdote è attualmente a processo.
In relazione al dibattimento per la rapina al Calvi, il 37enne è stato sottoposto a una perizia psichiatrica per accertare le sue condizioni mentali. Il consulente ha concluso che, al momento del fatto, l’uomo era capace di intendere e di volere.
(Foto: archivio Qdpnews.it).
#Qdpnews.it







