Una vacanza in Sicilia che si è trasformata in un’odissea per riuscire a tornare a casa: è quanto sta vivendo T. N., una giovane vittoriese rimasta bloccata sull’isola insieme agli amici a causa delle eruzioni e delle conseguenti difficoltà nei collegamenti aerei. Lo scalo di Catania dovrebbe rimanere chiuso fino alle 16 di oggi giovedì, creando non poco caos per i collegamenti di tutta Italia.
La giovane era arrivata in Sicilia lo scorso 4 agosto e avrebbe dovuto fare ritorno a casa martedì 11 agosto. I programmi sono però saltati con la cancellazione del volo.
“Siamo arrivati qui il 4 agosto e dal 6 sono iniziate delle eruzioni molto forti – racconta –. Dovevamo partire l’11, ma il nostro volo è stato cancellato. Ci hanno detto che fino al 20 agosto non c’erano posti disponibili sugli altri voli e quindi abbiamo chiesto il rimborso”.
A quel punto è iniziata la ricerca di una soluzione alternativa per riuscire a lasciare la Sicilia. «Abbiamo noleggiato un’auto che lasceremo a Palermo. Fortunatamente in questi giorni siamo ospiti da un amico e quindi non abbiamo dovuto sostenere anche le spese per l’alloggio, ma solo per l’auto abbiamo speso circa 400 euro».
Il piano ora è raggiungere Palermo e partire dall’aeroporto del capoluogo siciliano domani mattina. “Abbiamo trovato un volo da Palermo per le 6 del mattino del 14. In qualche modo torneremo a casa”.
T. N. non è l’unica ad essere rimasta bloccata: “Ho altri due amici che si trovano a Catania e anche loro dovrebbero riuscire a partire domani. In aeroporto ho sentito addirittura di persone che cercavano un’auto a noleggio da prendere a Catania e lasciare a Milano”.
Proprio la corsa verso gli aeroporti alternativi ha reso difficile anche trovare un’automobile: “Non c’erano quasi più auto disponibili a noleggio perché tantissime persone hanno deciso di raggiungere Palermo per prendere un altro volo. Avevamo guardato anche Comiso, ma i biglietti costavano tra i 300 e i 400 euro e poi l’aeroporto è stato chiuso per la presenza di polvere vulcanica e cenere”.
Tra le alternative prese in considerazione, anche il lunghissimo viaggio in autobus verso il Nord Italia: una strada presto scartata. “Abbiamo guardato anche i FlixBus: costavano relativamente poco, ma si parlava di circa 21 ore di viaggio ed erano comunque tutti pieni. Una situazione folle”.
In attesa di raggiungere Palermo e riuscire finalmente a ripartire, la giovane vittoriese prova comunque a prendere con filosofia l’imprevisto che ha allungato di diversi giorni la permanenza sull’isola: “Se non altro siamo al mare: è la nota positiva di tutto ciò”.
(Autore: Simone Masetto)
(Foto: Gabriele Zampieri)
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