Esempio, regole, sicurezza partecipata. Il Colonnello Carraro si congeda dall’Arma: “Ma ho ancora qualcosa da dare”

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Due principi cardine lo hanno sempre accompagnato nella sua carriera e, più in generale, nella vita: “Esercitare il comando attraverso l’esempio e il rispetto delle regole. E perseguire sempre la via della sicurezza partecipata, coinvolgendo i cittadini”.

E ora che, a 60 anni appena compiuti (martedì scorso), è arrivato il momento del congedo dall’Arma, per il colonnello Giancarlo Carraro, residente a Vittorio Veneto, è anche tempo di bilanci.

“Quarant’anni di lavoro nei Carabinieri che mi hanno dato tanto, lasciandomi un patrimonio di esperienza che mi piacerebbe mettere a disposizione della comunità – spiega l’ormai ex capoufficio del Comando di Belluno, ultimo incarico ricoperto prima della meritata pensione – Sono ancora relativamente giovane e in forze, vorrei poter dare ancora qualcosa, aiutando soprattutto le fasce più deboli o trasmettendo alcuni miei valori ai giovani nelle scuole”.

Una carriera, la sua, iniziata nel 1985, a 19 anni, quando nell’anno di leva comincia da ausiliario, per poi proseguire con la scuola militare. Nel 2000 diventa ufficiale e, nella zona del Franciacorta, in provincia di Brescia, assume l’incarico di vice e poi di comandante di stazione, restando lì 12 anni.

A Faenza, fino al 2007, comanda il Norm (Nucleo Operativo e Radiomobile), per poi “tornare a casa”, a Vittorio Veneto, con la prima esperienza da comandante di Compagnia: “Ho fatto 7 anni cercando di rinsaldare i legami con le istituzioni, in particolare coi sindaci come prima interfaccia del territorio, e tentando di promuovere la sicurezza partecipata con il supporto dei cittadini. Ho sempre pensato che a loro, noi carabinieri, dobbiamo ispirare fiducia ed empatia“.

Ma l’episodio più forte e toccante, sia a livello umano che professionale, arriva nel 2019 a Crema, quando Carraro, nel frattempo diventato comandante di Compagnia della cittadina lombarda, si trova a gestire in prima linea il dirottamento dello scuolabus sulla Paullese, con annesso incendio del mezzo.

A bordo una cinquantina di bambini di una scuola media del posto: “Mia moglie insegnava in quella scuola e quindi ricevetti tra i primi la segnalazione di quanto stava accadendo lì – racconta il colonnello -. Andai di corsa sul posto, vedendo bambini che mi venivano incontro in lacrime e con varie ferite”.

Bambini che si salvarono anche grazie al suo tempestivo intervento e ai suoi nervi saldi in un frangente così drammatico. Anche a Vercelli, in Piemonte, sua tappa successiva al comando del Reparto operativo e del Nucleo investigativo, Carraro lascia il segno.

E’ il periodo del Covid e, in una casa di riposo, si susseguono alcune morti sospette degli ospiti: “Una vicenda molto dolorosa, un caso di malasanità ‘involontaria’ e colposa – ricorda -. Fu molto difficile e penoso doversi confrontare con le famiglie”.

Sempre in quel contesto arriva anche un’indagine che diventa presto “simbolo” a livello nazionale: quella sul reddito di cittadinanza percepito (illecitamente) da stranieri: “Denunciammo più di 270 persone”.

Nel 2022 l’ultimo approdo, anche per riavvicinarsi a casa: “Arrivo al Comando bellunese come capoufficio, per gestire in particolare l’avvicinamento alle Olimpiadi di Milano-Cortina e le successive Paralimpiadi: “Mi sono dovuto occupare della parte organizzativa e degli aspetti logistici dietro ai Giochi – spiega Carraro – Un’esperienza molto pesante ma estremamente stimolante e formativa“.

In mezzo, giusto un anno fa, un altro episodio virtuoso che lo ha visto protagonista: il salvataggio del suo vicino di casa e l’incendio domato a Borgo Olarigo, dove il militare risiede. Un intervento provvidenziale ma che gli era costato alcune ustioni alle gambe.

Da ieri, mercoledì, il congedo ufficiale dall’Arma, anche se la voglia di fare è ancora tanta: “Mi sento vitale nello spirito e nel corpo, faccio sport e cerco di restare attivo – conclude il neo pensionato -. Da ‘grande’ vorrei quindi rendermi ancora utile, trasmettendo i miei principi alle nuove generazioni e mettendo la mia esperienza a disposizione come volontario, per aiutare in particolare le fasce più deboli”.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: per gentile concessione di Giancarlo Carraro)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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