C’è cordoglio in città e non solo per la scomparsa, avvenuta ieri lunedì, dell’ex vicesindaco e assessore Bruno Della Libera.
Nato a Vittorio Veneto nel 1940, dopo la maturità classica al Liceo Flaminio – ricorda la famiglia – si laurea in Lettere classiche all’Università di Padova. Nel frattempo inizia ad insegnare nella scuola media unificata. Consegue l’abilitazione all’insegnamento dell’italiano e latino nei licei e poi quella di greco e diventa ordinario di italiano e latino nel Liceo scientifico di Vittorio Veneto. Accompagna alla maturità per un trentennio diverse generazioni di studenti.
Iscritto al PCI, diventa segretario della sezione nei primi anni settanta e partecipa attivamente alla vita politica cittadina. Sarà tra gli artefici della fusione delle cooperative di consumo vittoriesi con Coop Emilia-Veneto, dando avvio al consolidamento della Coop in città.
Nel 1975 è assessore comunale alla sanità, e membro del Comitato di gestione dell’Unità Sanitaria Locale. L’anno successivo è promotore di una iniziativa di aggregazione intellettuale che si concretizzerà nella Cooperativa Libraria (divenuta poi libreria “Il Punto”), riferimento per diverse iniziative culturali in quegli anni.
Nel 1980 viene eletto consigliere provinciale del PCI con oltre il 32% nel collegio Vittorio Veneto nord, la più alta percentuale di voti raggiunta in città nel dopoguerra. Sarà dunque lui l’interlocutore autorevole che nel 1988 porterà alla formazione di una Giunta comunale DC – PCI, assolutamente inedita per quegli anni.
Per un biennio assunse il ruolo di vicesindaco, occupandosi di lavori pubblici (di quell’epoca l’avvio del collegamento Celante-Forlanini, oggi viale del Cansiglio).
Ben presto si ritirerà dal Consiglio comunale e dalla vita politica attiva lasciando campo libero alle nuove generazioni. Non mancherà però di essere presente nel dibattito politico interno al partito e all’evoluzione che porterà prima al Partito Democratico di Sinistra, poi ai Democratici di Sinistra e infine alla nascita del Partito Democratico.
Per espressa disposizione non ci sarà la cerimonia funebre. La moglie Rita Ossi, i suoi studenti e quanti l’hanno conosciuto e apprezzato ne conserveranno un caro ricordo.
«Con Bruno Della Libera scompare una figura importante della storia recente di Vittorio Veneto – dichiara la sindaca Mirella Balliana –. Per decenni ha contribuito alla crescita della nostra comunità attraverso l’insegnamento, formando generazioni di giovani, e attraverso un intenso impegno civile, culturale e amministrativo. Sono moltissimi i vittoriesi che lo ricordano innanzitutto come professore, per la passione e il rigore con cui ha svolto il proprio lavoro e per il rapporto costruito negli anni con i suoi studenti. Ma il suo impegno non si è fermato alla scuola: Della Libera ha vissuto pienamente la vita della città, partecipando al dibattito pubblico e mettendo le proprie competenze e le proprie convinzioni al servizio della comunità.
È stato protagonista di una stagione politica molto diversa da quella attuale, caratterizzata da appartenenze forti e da un confronto anche acceso tra posizioni differenti, ma nella quale era altrettanto forte il senso delle istituzioni e della responsabilità verso la città. L’esperienza amministrativa che alla fine degli anni Ottanta portò alla collaborazione tra Democrazia Cristiana e Partito Comunista fu, per quell’epoca, una scelta certamente non scontata. Della Libera fu uno degli interlocutori che contribuirono a renderla possibile, dimostrando come, quando è in gioco l’interesse della propria comunità, il confronto e la capacità di dialogare possano superare anche profonde distanze politiche».
Di Bruno Della Libera rimane inoltre la capacità di guardare oltre il proprio ruolo, partecipando alla costruzione di esperienze culturali e sociali che hanno lasciato una traccia nella vita di Vittorio Veneto. Il suo impegno nella scuola, nella cultura, nell’amministrazione e nella politica racconta una concezione della partecipazione pubblica intesa come responsabilità e servizio. Anche quando decise di lasciare gli incarichi istituzionali e la politica attiva, continuò a seguire e ad accompagnare il dibattito della sua città e l’evoluzione della realtà politica alla quale aveva dedicato una parte importante della propria vita.
La sua scomparsa lascia quindi un vuoto che va ben oltre le appartenenze politiche. Vittorio Veneto perde un insegnante che ha contribuito alla formazione di tante generazioni, un amministratore e un uomo che ha partecipato con passione alla vita della comunità. A nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera città esprimo alla moglie Rita, ai familiari, ai suoi ex studenti e a tutti coloro che lo hanno conosciuto e apprezzato le nostre più sentite condoglianze e la vicinanza della comunità vittoriese» conclude Balliana.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Per concessione della famiglia)
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