“Con mia moglie abbiamo deciso di chiudere“: è l’annuncio che ha fatto il titolare dell’Antica Gelateria Flaminio, attività situata a Serravalle.
Proprio il titolare, qualche mese fa, aveva lanciato un grido di aiuto di fronte all’imminente inizio dei lavori in via Martiri della Libertà, sostenendo che l’intervento fatto nel periodo scelto avrebbe sicuramente impattato negativamente sul suo lavoro.
Ora il cantiere è concluso e, stando a quanto riferito dal titolare, le cose non sono migliorate. “Fin dall’inizio sapevo a cosa andavo incontro – la premessa fatta dal commerciante -. Da quando hanno chiuso la strada, gli affari sono crollati del 90% per me: ci sono certe giornate, durante la settimana, in cui i guadagni sono andati dai 22 ai 38 euro”.
Il gelataio ha quindi riferito di non essere riuscito ad avere un appuntamento con l’amministrazione comunale, dopo che quello preso in precedenza era saltato: “Il motivo non era quello di andare a battere cassa – ha spiegato, sostenendo che gli aiuti annunciati non ci sarebbero stati -. Volevo chiedere di poter spostare il distributore del gelato in un luogo del Comune, a mie spese, almeno per il periodo in cui la strada sarebbe rimasta chiusa: non mi hanno ascoltato e risposto”.
Il titolare ha poi specificato che il varco che si trovava di fronte alla gelateria non sarebbe stato aperto per agevolare l’attività: “Il varco lo hanno aperto due giorni prima dell’inaugurazione di una mostra a Palazzo Todesco. Finita la mostra, il varco l’hanno di nuovo chiuso. Quindi l’aiuto era per me o per l’evento organizzato dal Comune?” ha aggiunto.
Diminuiscono i guadagni, mentre resta sempre presente l’impegno con i conti da pagare: “Manca la riserva che mettevo da parte durante tutta la stagione per affrontare l’inverno, periodo in cui le gelaterie sono chiuse – ha affermato -. Quindi io e mia moglie abbiamo deciso di chiudere l’attività: resterò fino a ottobre“.
“La sindaca sosteneva che i lavori dovevano essere fatti in quel periodo in quanto c’erano più ore di luce, ma se gli operai vanno a casa alle 17.30, talvolta anche alle 16, cosa sarebbe cambiato farli a settembre o a febbraio? – ha dichiarato -. Avrebbe avuto senso se ci fossero state due squadre, una impegnata fino a una certa ora e l’altra fino alla durata delle ore di luce, così l’intervento sarebbe stato fatto in metà tempo. Questa non è una critica alla ditta, che ha fatto quello che doveva fare”.
Secondo il gelataio, inoltre, la pedonabilità di Serravalle decreterà la “morte” delle attività commerciali: “A fine stagione scriverò, nel ringraziare tutti, che la strada è veramente molto bella, ma lo sarebbe stata altrettanto anche se la avessero fatta a settembre oppure a ottobre – ha concluso -. Ormai quello che è fatto è fatto: dicono che quando si chiude una porta, si apre un portone e io sono rivolto al futuro”.
(Autore: Arianna Ceschin)
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