Vittorio Veneto, a breve piani e progetti per un rilancio generale della città, ma il Covid deve regredire

“Ciascuno per le sue competenze, abbiamo dovuto incentrare l’attività in base allo scenario nuovo che si è venuto a creare. Il Covid ha assorbito molto della nostra azione, e mille gli aspetti diversi che ci hanno impegnati per cui inevitabilmente è stata un’annata alquanto pesante da gestire”.

Così il sindaco di Vittorio Veneto Antonio Miatto (nella foto) nel descrivere un anno, il 2020, per certi versi disgraziato.

Quanto ha inciso l’emergenza sull’attività amministrativa?

“Direi profondamente perché il Personale ha dovuto assentarsi dal lavoro (soprattutto meccanismo del consumo delle ferie a credito) e poi dovuto operare da casa col telelavoro e non è la stessa cosa in termini di produttività dell’operare in presenza. Perché parte delle risorse sono state deviate a spese impreviste e molti Uffici si sono dovuti sobbarcare grosse moli di lavoro imprevisto nella assistenza”.

C’è qualcosa che avrebbe voluto o potuto fare di più questo senso?

“Chiaramente avremmo avuto piacere nell’essere ancor più efficaci nel mitigare gli effetti sanitari e economici dei vittoriesi ma davvero più di così non si sarebbe potuto fare se non aumentare il denaro distribuito. Noi abbiamo tesaurizzato una parte del denaro disponibile in attesa di quello che temiamo di più ovvero la fine della Cassa integrazione e l’aumento del numero di coloro che perderanno il lavoro; speriamo che ciò non accada ma, nell’evenienza, saremmo pronti con qualche “colpo in canna” in più. Senza dimenticare che abbiamo fornito aiuto e supporto alle nostre scuole, comprese le paritarie, e anche altri tipi di intervento di carattere finanziario sono ora al nostro vaglio etico ed economico”.

Ci sono però state delle priorità nell’attività?

“Ci siamo concentrati molto a progettare e predisporre “Piani” e progetti in attesa che il Covid si affievolisca e cresca la capacità e possibilità di far partire i cantieri e le varie attività in sofferenza (come quelle turistiche) e con loro, finalmente, anche il lavoro. Tra gli obiettivi abbiamo risolto il problema della disastrosa chiusura di Via Martel, abbiamo fatto importanti passi avanti con la questione irrisolta di Piazza Meschio e di quella dell’Asilo di San Giacomo, con Anas si sta portando a compimento l’uscita della Statale in via del Carso togliendo le tante mancanze progettuali che abbiamo trovato. E poi i temi delle caserme per cui abbiamo quasi finito il percorso di concambio, ma continuiamo a pensare che avrebbe potuto essere molto meno oneroso”.

Ci sono alla luce di questo piano altre priorità per il 2021?

“Partirà a breve una grande azione di ripristino del Meschio mentre stiamo ripristinando condizioni di decoro in tutta la città e Comune; a livello culturale la ripresa in carico del Teatro Da Ponte, l’organizzazione di uno spettacolare Concorso di Violino internazionalizzato, del “Corale” con tutta una serie di altri eventi importanti oggi fermi ma pronti a decollare. Piani poi importanti per il riuso di alcune grosse strutture oggi abbandonate e per gli impianti sportivi da aggiornare. Inoltre lo sviluppo della sentieristica e delle ciclabili e per le riasfaltature al ritmo di almeno 300 mila euro all’anno. Ci auguriamo che il Covid regredisca cosa indispensabile per portare a compimento ciò che ormai abbiamo deciso di fare”.

Le difficoltà economiche degli enti locali, le tasse locali, dove trovare risorse per gli investimenti e servizi per la comunità?

“Intanto continuiamo a onorare le rate dei mutui e debiti contratti in passato e anche in questo campo contiamo di quasi azzerare i debiti di Vittorio per la fine del nostro mandato. Abbiamo recuperato antichi finanziamenti che sembravano persi per intervenire su Palazzo Piazzoni, sul Museo archeologico, e Museo del Cenedese oltre che su Palazzo Todesco e altre strutture storiche ed architettoniche. Altre importantissime azioni anche per Ceneda, sono partite nella loro fase iniziale di esplorazione della fattibilità. Oltre ad incassare le tasse i Comuni possono partecipare e vincere bandi di finanziamento di Provincia, Regione, Stato o Europa ed è quello che stiamo facendo sperando di riuscirci … e ripetutamente! Importante è anche l’evocare l’interesse ad investire da parte di privati creando le precondizioni perché ciò possa avvenire e anche qui ci stiamo impegnando”.

(Fonte: Fulvio Fioretti © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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