Guerra di perizie sulla responsabilità dell’incidente costato la vita a Chiara Bernardi, 42enne di Santa Lucia di Piave, impiegata alla Savno di Conegliano.
La donna è morta l’8 giugno 2019 in sella alla sua Kawasaki Z650 schiantatasi contro la Peugeot 308 station wagon condotta da M. Z., 41enne di Belluno.
A conclusione delle indagini, il pubblico ministero Francesca Torri ha chiesto il processo per il 41enne bellunese con l’accusa di omicidio stradale.
In tribunale a Treviso si è tenuta l’udienza preliminare davanti al gup Marco Biagetti. Secondo quanto accertato dalle indagini e dalla perizia disposta dalla procura, l’uomo che stava uscendo dal casello dell’A27 di Vittorio Veneto Nord, si sarebbe immesso sulla statale Alemagna in direzione di Belluno occupando la carreggiata e omettendo la precedenza alla motociclista che proveniva dal Fadalto e viaggiava verso Vittorio Veneto a una velocità di 70 chilometri orari.
L’impatto era stato fatale alla donna, morta sul colpo, ma la difesa dell’imputato, rappresentata dall’avvocato Paolo Pastre che ha chiesto il rito abbreviato, ha presentato una consulenza che smentirebbe la ricostruzione dell’accusa.
Sostenendo che Chiara Bernardi al momento dell’impatto viaggiasse a una velocità molto superiore, di 150 chilometri orari. Per questo il gup Biagetti ha disposto una perizia per stabilire la dinamica e le responsabilità dello schianto.
(Fonte: Redazione Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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