Volpago, una caccia al tesoro per far tornare i bambini tra le vigne: a Case Paolin i valori contadini di un tempo si trasmettono giocando

Echeggiano ancora le risate dei bambini tra i vigneti all’azienda agricola Case Paolin di Volpago del Montello: mentre gli adulti portano avanti i lavori nella vigna, per poi fermarsi a gustare un meritato calice di vin col fondo o una varietà autoctona di rosso, i più piccoli prendono la canna da pesca, giocano a palla nel cortile o vedono chi è il più veloce nella corsa coi sacchi.

È questa l’atmosfera che ha cercato di ricostruire ieri, sabato 23 ottobre, la famiglia Pozzobon, organizzando una mattinata focalizzata nel trasferire la parte migliore dei valori contadini, quelli legati allo spirito di comunità, ai più piccoli. Diego, Adelino e Mirco li hanno trasmessi sia pensando all’eredità del papà Emilio, sia pensando al futuro del piccolo Emilio.

“In queste case vivevano ben 42 persone – racconta Adelino -. I giorni di festa spesso corrispondevano a ricorrenze legate al raccolto, durante le quali tutta la famiglia davano una mano”. Di questa generosità hanno parlato i due fratelli nel loro intervento, poco prima di dare il via alla caccia al tesoro, attesissima dai ragazzi.

Cercando tra un filare e un altro indizi legati con un tralcio di vite, i ragazzi hanno superato tutte le prove fino a trovare un tesoro: un libro e un succo di frutta.

“Il premio della caccia al tesoro è un libro che parla di un uomo che arriva in una valle piena di rovi, pianta degli alberi e poi è costretto a partire per la guerra – spiega Nicola Menin, esperto vitivinicolo che ha aiutato nell’organizzazione dell’iniziativa -. Quando il protagonista fa ritorno ritrova, là dove aveva piantato gli alberi, una foresta rigogliosa. Si parla tanto di biologico e di biodiversità ma, nel concreto, è bello rivedere i bambini giocare nei vigneti”.

“Già da tempo abbiamo studiato approfonditamente gli effetti del clima sul raccolto e stracciato il calendario dei trattamenti – spiega Mirco Pozzobon -. Abbiamo cercato di diversificare, piantando altre tipologie di vino come il Manzoni, invece che puntare tutto sul prosecco”.

L’altra idea messa in pratica a Case Paolin è stata quella di far adottare una vite a ogni bambino: quando saranno più grandi, i ragazzi potranno tornare e fare un brindisi con il frutto del lavoro che loro stessi hanno portato a termine decine di anni prima. Come promemoria e premio, è stato assegnato loro anche un certificato.

Alla mattinata ha presenziato anche una delegazione dell’Unione Europea dei Gourmet: ai giochi, alla degustazione e alla visita all’azienda agricola è stato abbinato anche il suono della fisarmonica, ideale quando si tratta di riscoprire i sapori antichi


(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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