Conegliano, ieri sera è andata in scena "La Corte cena in rosa 4.0". Loberto: "Bello vedere la città vivere"

  • Conegliano
  • - 20 Settembre 2020

Come era stato già stato annunciato (qui l'articolo), nella serata di ieri, sabato 19 settembre, è andata in scena "La Corte cena in rosa 4.0", appuntamento conviviale organizzato negli spazi aperti di Corte delle Rose, vero e proprio centro commerciale a cielo aperto, nel cuore della città di Conegliano.

Un'occasione, per autorità, cittadini e rappresentanti delle associazioni di riunirsi e confrontarsi sull'andamento della città stessa.

Tuttavia, quest'anno, l'appuntamento ha assunto un significato particolare, visto l'arrivo della tappa del Giro d'Italia, in programma per il prossimo 17 ottobre.

Tappa che ieri sera è stata festeggiata con la presentazione delle mascherine ufficiali del Giro d'Italia, realizzate dall'associazione Conegliano In Cima, di cui Patrizia Loberto è la presidente, in collaborazione con Grafiche Battivelli, il patrocinio del Comune di Conegliano e il marchio di Qdpnews.it.

Come ha spiegato Barbara Battivelli, si tratta di mascherine realizzate in carta filtro certificata, in un primo tempo con un adesivo medicale e, successivamente riprodotte nella versione con l'elastico.

"L'evento è frutto di una mia idea nata quattro anni fa, - ha spiegato Patrizia Loberto - ed è un omaggio fatto al Giro d'Italia. Le mascherine sono un omaggio che verrà fatto alla tappa e saranno distribuite ai commercianti proprio in quella giornata".

"È bello vedere la città vivere dopo quello che abbiamo passato. - ha proseguito Loberto - Ce l'abbiamo messa tutta e questo è solo l'inizio di un autunno ricco di eventi".

In effetti, in un primo momento, c'era un po' di incertezza sulla possibilità di riproporre un appuntamento che l'anno scorso aveva riunito in Corte delle Rose ben 200 persone e solitamente previsto per il mese di maggio: un'opzione, poi scartata, era quella di organizzarlo proprio per il 17 ottobre mentre, successivamente, era stato addirittura annunciato lo spostamento dell'evento direttamente al 2021, considerate le potenziali difficoltà organizzative che la pandemia in corso avrebbe potuto comportare (qui l'articolo).

In seguito, però, era giunta la notizia positiva del possibile svolgimento della cena, con le dovute precauzioni del caso.

Cena che, come ha spiegato Andrea Vidotti, coordinatore generale della tappa, rientra in quel calendario di eventi dove sarà possibile "parlare di ciclismo e di territorio", in attesa del 17 ottobre.

Nel frattempo Corte delle Rose, e di riflesso la stessa Conegliano, ha già potuto tingersi di rosa.


(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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Sesso a pagamento nella Sinistra Piave durante l’emergenza Covid. L’intervista a Viviana, prostituta trans colombiana

  • Conegliano
  • - 20 Settembre 2020

Neanche l’emergenza epidemiologica ha fermato gli incontri delle prostitute transessuali della Sinistra Piave con i loro clienti.

Tra mille incertezze e paure per i contagi, infatti, dopo il lockdown i trans trevigiani sono tornati in strada con qualche piccolo accorgimento.

In un’intervista concessa a Qdpnews.it, Viviana, prostituta transessuale colombiana da 18 anni in Italia, ha voluto raccontare i principali cambiamenti che hanno interessato la sua professione da quando, dopo diversi mesi di inattività, è tornata a incontrare i suoi clienti nelle strade dell’Alta Marca Trevigiana.

Quando ha iniziato questo lavoro in Italia?

Vivo in provincia di Treviso da 18 anni e sono arrivata qui dalla Colombia dopo aver lavorato molti anni come parrucchiera. Abito da sola in un appartamento nella zona del Coneglianese, pago regolarmente l’affitto e non ho una macchina. Mi sposto molto in treno e a piedi; qualche volta, quando me lo posso permettere, chiamo il taxi per farmi portare a casa. Considero quello che faccio una professione a tutti gli effetti anche se conosco bene il pensiero della maggioranza della gente in merito al mio lavoro. Nessuno mi ha mai costretto a fare nulla e ho scelto liberamente di essere un transessuale e di chiedere del denaro per un rapporto sessuale.

Ha mai subito aggressioni? Come si è organizzata per difendersi da un eventuale atto di violenza nei suoi confronti?

L’episodio più grave è avvenuto dieci anni fa quando un cliente, dopo che ci siamo appartati, si è scagliato violentemente contro di me alla mia richiesta di denaro per avere un rapporto sessuale. Il rischio c’è sempre e ora la gente, molto più del passato, pretende di poter venire con noi per pochi soldi. A volte, se il cliente mi piace, posso anche decidere di fare qualche sconto ma io vivo con questo lavoro e quindi non posso cedere a nessun ricatto. Ci sono anche clienti gentili che si sono affezionati a me e che mi conoscono da anni. Spesso mi portano regali, dalle uova alla verdura, e con loro ho instaurato un bel rapporto di fiducia reciproca.

Che età hanno le persone che la contattano e che caratteristiche ha il cliente tipo di una prostituta transessuale?

Con me vengono giovani e anziani, operai e persone che hanno lavori più importanti, gente sola e uomini sposati. Tanti clienti mi raccontano dei loro insuccessi familiari e si confidano con me. A volte hanno solo bisogno di parlare e non mi chiedono neanche di avere un rapporto sessuale. Chi fa il mio lavoro, come dico sempre, deve essere anche un po’ psicologo perché il bisogno di essere ascoltati è forse la necessità più importante per le persone che si rivolgono a noi. Quante maschere e quanta sofferenza in questa società dell’apparenza dove, dietro a famiglie apparentemente perfette, si nascondono tragedie familiari che fanno venire i brividi.

Com’è cambiato il suo lavoro dopo il Covid?

Durante il lockdown sono stata a casa e ho cercato di utilizzare i risparmi che avevo messo via negli anni. Non è stato facile e ora, dopo aver sempre pagato l’affitto regolarmente, sono indietro con i pagamenti di qualche mensilità. Da alcuni mesi sono tornata in strada e sono molto attenta all’igiene dei miei clienti ai quali ho spiegato che non possono chiedermi baci con la bocca. Io non consumo rapporti sessuali in macchina ma non critico chi lo fa: ognuno si comporta come crede. Porto i clienti a casa mia e nella mia borsetta, oltre agli “strumenti del mio mestiere”, non possono mancare le mascherine, il gel igienizzante e le salviette per pulire il corpo. Inoltre, per difendermi dalle aggressioni, ho anche uno spray al peperoncino che, fortunatamente, ho usato poche volte.

Pensa di continuare a fare questo lavoro ancora per molti anni? Immagina di tornare in Colombia in futuro?

Non si può sapere cosa ci riserverà il futuro, oggi ci siamo e domani non si sa. Ultimamente mi hanno colpito molto i due fatti di cronaca che hanno interessato il giovane Willy e don Roberto Malgesini, ammazzato qualche giorno fa a Como da un uomo senza fissa dimora a cui non aveva mai negato il suo aiuto. Ho riflettuto che anch’io corro dei rischi e quando la sera lascio casa mia per andare in strada non posso sapere che cosa mi succederà. Comunque non mi lamento, perché ho scelto io il mio lavoro e chiedo solamente di poter svolgere la mia professione in tranquillità. In quest’ultimo periodo la gente ha meno soldi e le persone sono molto più nervose. In ogni caso, a noi prostitute transessuali il lavoro non manca e continueremo ad incontrare e ad ascoltare i nostri clienti finché le famiglie non inizieranno a dialogare meglio al loro interno.

Terminata l’intervista, conclusa intorno alle ore 23 di ieri, sabato 19 settembre, Viviana è tornata in strada perché la notte era appena iniziata e stavano arrivando i primi clienti.


(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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Conegliano, la Festa dell'Uva si sposta al Convento di San Francesco: uno sguardo al futuro della cultura enologica

  • Conegliano
  • - 20 Settembre 2020

Dopo il grande successo dell'edizione 2020 del concorso Enoconegliano (qui l'articolo), dal 25 al 27 settembre prossimi tornerà anche la Festa dell'Uva, l'altro grande evento a tema enologico promosso da Dama Castellana, e lo farà in un'inedita cornice e con un nuovo format.

Nell'anno dell'emergenza sanitaria non si svolgerà infatti la Cena della Vendemmia in Piazza Cima, che lascerà il posto a una tre giorni di degustazione dei migliori vini veneti premiati dai riconoscimenti di Enoconegliano e alle atmosfere magiche dell'ex Convento di San Francesco, uno dei siti storici più suggestivi della città.

“Sono onorata di essere qui, è stato fatto un grande lavoro di squadra per arrivare a questo risultato”, spiega Lara Caballini di Sassoferrato, presidente di Dama Castellana.

“Non dimenticheremo questo 2020, un anno che ha toccato profondamente le nostre vite ma che però ha anche visto un grande esempio di forza e di volontà da parte nostra. - prosegue la presidente - La ventiduesima edizione di Enoconegliano è stata da record e questo ha avuto un significato profondo per noi, la Festa dell'Uva si presenta quest'anno con un format nuovo dettato anche dalla voglia di innovare e alzare sempre di più l'asticella”.

“Usciamo da un periodo drammatico che verrà ricordato anche per la forza di rialzarsi del nostro territorio”, sottolinea il sindaco Fabio Chies, che elogia il ruolo di Dama Castellana per la città: “Una realtà che ha precorso i tempi nel valorizzare il nostro territorio, ora possiamo partire dal successo del Prosecco per dimostrare che tutti i nostri prodotti sono di eccellenza, e questo anche grazie al grande tessuto di associazioni che abbiamo”.

Elio Ceschin, priore di Enoconegliano, spiega l'idea che sta alla base di questa edizione della Festa dell'Uva: “Vogliamo far diventare i problemi delle nuove opportunità, per cui il necessario cambio di location ci permetterà di valorizzare un monumento cittadino creando un'atmosfera inedita”.

I tre giorni si apriranno infatti con una delle scommesse dell'edizione 2020 della festa: venerdì 25 le degustazioni dei vini e dei prodotti della tradizione del territorio saranno accompagnate da intrattenimenti “emozionali” che tingeranno di magia gli ambienti dell'ex convento.

Ma sarà anche una festa che punterà molto sulla divulgazione della cultura enologica, con degustazioni guidate non solo di prosecco ma anche di vini tipici, come il Piave Malanotte, che hanno visto una grande crescita in termini qualitativi.

Infine l'obiettivo ambizioso per il futuro di aprirsi a un nuovo pubblico, con la pubblicazione della guida “Selezione di vini veneti” che racconterà dei vini premiati da Enoconegliano e spiegherà anche ai turisti di passaggio l'esistenza di un concorso che di anno in anno diventa sempre più prestigioso.

“Si tratta del primo passo per una specializzazione di questo concorso”, ha concluso il priore Michele Zanardo.


(Fonte: Fabio Zanchetta © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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Conegliano, bimba dell'asilo positiva al Covid-19: in quarantena due classi, tre maestre e un insegnante di sostegno

  • Conegliano
  • - 20 Settembre 2020

Proseguono le attività di monitoraggio per contenere la diffusione del Covid-19: secondo gli ultimi dati forniti dall'azienda sanitaria Ulss2, è risultata positiva una bimba di una scuola dell'infanzia del distretto di Conegliano, parente di un positivo già noto alle autorità sanitarie.

A seguito di ciò, sono state poste in quarantena due classi, per un totale di 34 bambini, oltre a tre maestre e a un insegnante di sostegno.

Positività anche per uno studente di un istituto superiore del distretto di Asolo: la quarantena è scattata per i 25 compagni di classe, che seguiranno le lezioni da casa, mentre nessun provvedimento è stato preso per i genitori e i docenti.

Nel frattempo, il Sisp ha già attivato e svolto alcuni videoincontri informativi per gli istituti scolastici, specie per le scuole dell'infanzia, per ricordare l'importanza dell'osservanza e del rispetto delle regole di sicurezza, al fine di evitare il diffondersi del contagio.

Già nei giorni scorsi, l'Ulss2 aveva annunciato la volontà di promuovere un ciclo di incontri per gli istituti, in modalità webinar, proprio per illustrare il protocollo di gestione dei casi da Covid-19 (qui l'articolo).

Tutto ciò a fronte delle decine di chiamate ricevute dall'azienda sanitaria, dagli stessi istituti, in occasione dei primi due giorni di scuola. 


(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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L'arte della quarantena come ex-voto negli ospedali: le opere dei ceramisti di Scomigo in mostra in piazza Cima

  • Conegliano
  • - 19 Settembre 2020

I piccoli ceramisti di Scomigo sono tornati all'Oratorio dell'Assunta in Piazza Cima a Conegliano per la tradizionale esposizione che vede protagonisti gli storici maestri dell'associazione a fianco delle nuove leve.

Nell'anno del Coronavirus la mostra ha assunto però un significato diverso: le opere esposte sono infatti quelle realizzate dagli artisti durante la quarantena e catturano, a tratti esplicitamente e a tratti invece più concettualmente, le paure, le fragilità ma anche la voglia di rinascita provata da tutti noi durante quei mesi di angoscia.

Sono una sorta di ex-voto, spiega Vito Santin, perché rappresentano un ringraziamento espresso “dopo l'assedio a cui la pandemia ci ha costretti” come aveva già fatto la Madonnina di Gianni Da Re, esposta alla chiesetta di San Pierin a Scomigo (qui l'articolo).

Ma se nell'opera di Da Re, che rimarrà esposta a Scomigo a futura memoria, è evidente l'aspetto più religioso, queste ceramiche esprimono anche un debito di riconoscenza nei confronti di chi la pandemia l'ha combattuta in prima linea: il personale degli ospedali locali a cui, alla fine della mostra, verranno donate le opere realizzate dai maestri dell'associazione.

In linea con lo spirito delle ultime mostre dei ceramisti grande spazio è dato alle nuove generazioni di artisti, e infatti l'immagine-simbolo dell'esposizione è di Renza Brugnera, che con la sua “Desolazione” rappresenta una madre mentre culla il mondo e riassume così perfettamente i temi della mostra: il senso di fragilità e la solitudine che ha portato il lockdown, ma anche il desiderio di rinascita che ne è emerso.

Conegliano ceramisti Scomigo4

Sulla parete opposta, Isidoro Dal Col con “Rinascita” riduce all'essenziale questa idea in una visione concettuale e “archeologica” della vita come potenziale da esprimere che resiste nel tempo.

Attorno a questi due estremi, gli altri artisti spaziano da un compianto con protagonisti dei medici a una riproposizione in chiave “Covid” della celeberrima fotografia “Pranzo in cima ad un grattacielo”.

Opere particolarmente significative sono poi quelle realizzate da ragazzi affetti da sindrome di down nei laboratori seguiti da Giuseppe Lorenzet, “ragazzi meravigliosi che non hanno voluto fermarsi”, come racconta il presidente dei Piccoli Ceramisti Renzo Salvador.

“Queste sono opere che portano con se tutta la crisi interiore che abbiamo provato”, spiega il sindaco Fabio Chies, che vede nelle ceramiche esposte all'oratorio una testimonianza importantissima per il futuro.

“Per chi ha vissuto il periodo i sentimenti provati rimarranno scolpiti, ma non tutti riusciamo ad esprimerli. Questi artisti sono riusciti a catturare quei sentimenti e li trasmetteranno alle generazioni future”, ha concluso Chies.


(Fonte: Fabio Zanchetta © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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