Conegliano, la mototerapia si presenta alle scuole: ieri l'incontro con gli studenti del "Marco Fanno"

In attesa dell'evento di oggi pomeriggio, in via XX Settembre a Conegliano, la mototerapia si è presentata alle scuole: è stato il turno dell'istituto "Marco Fanno", dove gli studenti, riuniti in auditorium, hanno avuto modo di conoscere da vicino l'iniziativa promossa dal campione mondiale di freestyle Vanni Oddera.

Grazie a un team di piloti, Oddera ha creato il progetto legato alla mototerapia, che consiste nel portare il mondo sportivo delle moto nelle corsie degli ospedali e coinvolgere le persone portatrici di disabilità in iniziative legate al motocross. Il team è formato da 18 piloti che hanno vissuto "una brusca virata nella vita", come è stato specificato nel corso dell'incontro, durante il quale sono stati proiettati filmati in grado di esplicitare il livello di questa iniziativa e di avvicinare i giovanissimi al mondo del sociale, ma non sono neppure mancate le testimonianze dirette di chi vive da vicino una simile esperienza.

Video sugli allenamenti quotidiani, il racconto delle proprie esperienze e le storie sui primi incontri tra piloti e ragazzi portatori di handicap, hanno caratterizzato l'appuntamento di stamattina, fatto di empatia, vicinanza e riflessione."La mototerapia è stata un'emozione fantastica per noi", è stato ribadito da più parti, sia dai piloti coinvolti nel progetto che dai ragazzi che, nonostante le conseguenze lasciate da brutti incidenti sulla moto, sono riusciti a ritrovare una speranza e un obiettivo con questo progetto.

"Io da disabile ho realizzato il mio sogno quindi, se ce l'ho fatta io, voi potete fare quello che volete. La disabilità non mi ha tolto qualcosa, ma mi ha permesso di credere in me stesso e se apriamo la nostra mentalità possiamo fare molto": questa è stata una delle testimonianze significative ascoltate dagli studenti, i quali hanno dimostrato una grande partecipazione e interesse. "Essere disabile non è non poter usare le gambe, ma tutto il resto", invece è stato più volte ribadito.

Inoltre, sono stati illustrati i viaggi fatti dai ragazzi assieme a 15 accompagnatori tra città come Roma e Venezia, esperienze a cui ha partecipato anche Ilaria Naef, prima atleta in Italia di skate in carrozzina, presente anche all'appuntamento di domani.

Il progetto promosso da Vanni Oddera è nato 10 anni fa, nel 2009, quando il campione si trovava in Russia. "Mi ricordo che ero pronto per andare a una festa - ha spiegato il campione - e ho preso un taxi: lì ho conosciuto il conducente, senza gambe, che era seduto sulla propria urina: doveva lavorare e non aveva la possibilità di andare in bagno".

"Gli ho dato tutti i soldi che avevo e me ne sono ritornato in hotel. - ha proseguito Oddera - Ho capito quanta fortuna ci voglia nella vita e ho pensato che volevo iniziare a cambiare il mondo attorno a me". Si è parlato anche di accessibilità e barriere architettoniche nel corso di una mattinata, dove l'appello lanciato ai giovanissimi studenti è stato quello di tenersi alla larga dai falsi miti e dalle false prospettive.

"Con questo progetto possiamo capire quanto non dedichiamo il nostro tempo agli altri. - ha dichiarato il sindaco di Conegliano Fabio Chies - Dobbiamo aiutare le altre persone, ma quando stiamo bene con noi stessi e quando abbiamo trovato un equilibrio dentro di noi".

(Fonte e foto: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
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