I problemi dei trasportatori diventano una petizione nazionale. Battistuzzi: "Speriamo le richieste vengano accolte"

  • Conegliano
  • - 30 Marzo 2020

Le richieste avanzate dalle circa 52 aziende di trasporti di persone del Veneto, sono ora divenute materia di una petizione nazionale.

A dare nota di ciò è lo stesso Adriano Battistuzzi, titolare dell'omonima azienda di trasporti del coneglianese e rappresentante di quelle stesse 52 attività che, lo scorso 11 marzo, si sono riunite in videoconferenza per discutere di alcune richieste di sostegno, poi confluite in un documento.

Documento inviato agli enti competenti, tramite Mario Pozza, presidente della Camera di Commercio Treviso-Belluno, come aveva spiegato all'epoca Adriano Battistuzzi.

"Il mio documento - dichiara Battistuzzi - è stato recepito dai colleghi della Lombardia ed è diventato oggetto di una petizione nazionale".

"Lo stanno diffondendo in tutta Italia, - prosegue Battistuzzi - senza apportare modifiche o integrazioni. Speriamo che le nostre richieste vengano accolte".

"Ringrazio tutti coloro che, a vario titolo, ci aiuteranno a raggiungere lo scopo, - conclude Adriano Battistuzzi - ovvero salvare le imprese".

Il documento, redatto lo scorso 11 marzo, comprende tra le richieste anche la possibilità di uno spostamento dei mutui e l'allungamento del periodo di assicurazione per tutta la durata dell'emergenza.

Ora è diventato materia di una petizione nazionale, indirizzata al Governo, al presidente Giuseppe Conte, ai ministri dei Trasporti e dell'Economia.

"Imprese noleggio con conducente autobus al collasso. Proposte per evitare il fallimento" è il titolo della petizione pubblicata sulla piattaforma Change.org e, al momento, ha ben superato le 1.000 firme, a fronte di un obiettivo finale pari a 1.500.

(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto: Autoservizi Battistuzzi).
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Conegliano, il primario di Cardiologia Roberto Mantovan avverte: "Non trascuriamo le cardiopatie"

  • Conegliano
  • - 30 Marzo 2020

“Attenzione a non trascurare le cardiopatie”. A lanciare l’invito ai pazienti è il primario della Cardiologia dell’ospedale di Conegliano, dottor Roberto Mantovan.

“Stiamo assistendo ad un fenomeno preoccupante - sottolinea - alcuni pazienti cardiopatici per paura di recarsi in ospedale causa virus restano a casa con i sintomi a lungo, per giungere poi in cardiologia in condizioni gravi o troppo tardi”.

In questo periodo la Cardiologia di Conegliano supporta la rianimazione e i reparti internistici facendosi carico dei pazienti (anche non cardiologici) che non sono affetti dal Covid 19. Ha mantenuto tutte le attività cura, anche ambulatoriali, dei pazienti cardiopatici seri (ischemici, scompensati, aritmici, ecc).

“Le cardiopatie purtroppo non aspettano la fine della pandemia - prosegue il primario -. Temiamo di dover affrontare al termine dell’epidemia un incremento e un aggravamento di molti casi di cardiopatia, ora trascurata per paura. Invitiamo pertanto i pazienti cardiologici a continuare la terapia e sottoporsi ai controlli necessari. Inoltre essi devono tenere alta la guardia su alcuni sintomi come: dolore toracico, svenimento, cardiopalmo intenso e mancanza di respiro che possono essere un segno di allarme e contattare il medico, la cardiologia o direttamente il 118”.

(Fonte e foto: Ulss 2 Marca Trevigiana).
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Conegliano, primo funerale telematico sconvolge le regole della celebrazione: arriva in streaming il lutto a distanza

  • Conegliano
  • - 28 Marzo 2020

Tra le tante funzioni religiose che l’emergenza del Coronavirus ha provveduto a spegnere, c’è anche quella dei funerali: una celebrazione che da sempre si perpetua con un codice e una particolare procedura che, in questi mesi, si è dovuta del tutto rivoluzionare.

Ora anche nei funerali prende spazio la tecnologia e nella mattinata di oggi, sabato 28 marzo, a Conegliano si è celebrata la prima cerimonia  funebre online.

I familiari e gli amici del defunto hanno potuto assistere il maniera virtuale al rito della benedizione della salma, che precede la sepoltura, grazie alla tecnologia è stato possibile evitare dunque assembramenti e spostamenti che potrebbero aumentare la diffusione del virus.

“Oggi dopo 40 anni che questa azienda serve nel territorio coneglianese, - spiega Daniele Marchioni, amministratore unico dell’agenzia funebre Memorial - ci siamo ritrovati davanti una richiesta che ci ha spiazzati sia moralmente sia sentimentalmente".

"La cliente che ha commissionato il funerale di un’amica - continua -, vista l’età e la poca dimestichezza con la tecnologia, ci ha chiesto di fare una diretta live alla benedizione e all’ultimo saluto della salma trasmettendola ai familiari del defunto, che, abitando in un'altra regione, erano impossibilitati a partecipare alla funzione. La cosa ci ha sentimentalmente provato: noi, facendo questo lavoro, siamo sempre pronti a tutto, mai però avremo pensato di trovarci in una situazione del genere".

Tuttavia una volta capita l’importanza di questo momento per una persona che ha perso il proprio caro l'agenzia ha così accontentato la richiesta della cliente.

"Questa situazione di emergenza - afferma Marchioni -,  ci ha fatto capire come la tecnologia possa aiutare anche a dare l’ultimo abbraccio, seppur virtuale, a un proprio caro”.

In questi mesi il dolore per i cari defunti e il ricordo delle vite che se ne sono andate si dovranno comunque adattare ad un saluto telematico: una volta tornati alla normalità ci sarà la possibilità di tornare a ricordare tutti assieme le persone scomparse.

(Fonte: Simone Masetto © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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Conegliano, da Gorizia per prendere la madre con sintomi da Coronavirus all'ospedale: la denuncia sul web

  • Conegliano
  • - 29 Marzo 2020

Sta circolando sul web il video postato dalla giovane Giorgia Garofalo sul proprio profilo Facebook nella serata di ieri, sabato 28 marzo: un video "per ricevere delle risposte" su un fatto che è capitato alla madre, "con sintomatologia riconducibile al Coronavirus", all'ospedale di Conegliano (qui il video).

"Voglio metterci la faccia - così inizia il video di Giorgia Garofalo - ed esigo delle risposte, che al momento non ho ricevuto da nessuno. Mia madre è stata portata all'ospedale di Conegliano, perché presentava una sintomatologia riconducibile al Coronavirus: dopo le prime analisi e una tac, è stato conclamato che presenta una polmonite virale e con quasi estrema certezza si può dire che abbia il Coronavirus".

"La sua situazione clinica, al momento, non necessita di un'ospedalizzazione e, quindi, può rientrare al suo domicilio. - prosegue la giovane - La cosa che però mi ha lasciata interdetta è che, al momento delle dimissioni, le è stato detto che sarebbe dovuta rientrare da sola, perché non è previsto che il 112 la riportasse a casa, quando in realtà è arrivata in ospedale con un'ambulanza".

"Le è stato detto che sarebbe dovuta rientrare al suo domicilio, o a piedi o in taxi, che eventualmente avrebbero loro stessi chiamato. - continua il racconto di Garofalo - Sono rimasta interdetta e non credo di essere pazza quando dico come trovo allucinante che un paziente Coronavirus positivo o, comunque anche solo sospetto, venga dimesso e non gli venga garantito il servizio di trasporto con tutti i presidi che prevederebbe il trasporto stesso, ma che invece venga affidato al suo buonsenso il ritorno a casa e, addirittura, suggerito di prendere un taxi".

"Ora vorrei capire chi si prende la responsabilità di contagiare un povero tassista, ignaro di trasportare un Covid positivo" - è l'appello più volte ribadito dalla giovanissima, la quale riferisce nel video stesso di aver contattato i Carabinieri, la Polizia e il sindaco di Conegliano Fabio Chies, "che si è mobilitato, per poi constatare che questa è la prassi". Una telefonata confermata dallo stesso primo cittadino.

"Tutti hanno detto che ho ragione e che non sanno che dire" - ha sostenuto la giovane, la quale ha posto l'attenzione sul contrasto tra le norme seguite dalla popolazione e la condotta ospedaliera vissuta.

Garofalo riferisce, inoltre, di aver contattato gli stessi tassisti di Conegliano per sapere se fossero a conoscenza di tale prassi, sentendosi replicare "di non sapere nulla per questioni di privacy e di dover garantire il trasporto, trattandosi di un servizio pubblico".

"Chi è che si prende la responsabilità di contagiare questi tassisti ignari? - è il quesito posto dalla giovane - Io non me la sono sentita, per senso civico, di chiamare il taxi a mia madre: sono partita da Gorizia e sono andata a Conegliano e l'ho portata a casa sua, da sola. Non le hanno dato neppure una mascherina".

Una richiesta di risposte, quindi, fatta in un post sui social, dove sono stati taggati Polizia, Carabinieri e Comune di Conegliano, oltre alla Protezione civile del Veneto e al governatore Luca Zaia.

Una versione, però, smentita dall'ospedale di Conegliano, in particolare dal primario del pronto soccorso Enrico Bernardi.

"Il video - fa sapere Bernardi - fa riferimento a una signora poco più che 50enne, che ha attivato il 118 per un malore. Una volta in ospedale, la signora ha riferito anche di avere mancanza di fiato per cui, stante l'emergenza Covid, è stata sottoposta ad accertamenti che hanno evidenziato, oltre a un forte stato ansioso, anche una polmonite in fase iniziale (la signora è Covid negativa)".

"Ultimati gli accertamenti, - ha proseguito il primario - la signora è stata dimessa e, non trattandosi di una persona anziana o con problematiche di mobilità, il medico le ha chiesto se poteva raggiungere l'abitazione con mezzi propri. Per persone deambulanti, i protocolli vigenti non prevedono che vengano riaccompagnate a domicilio, quando lasciano il pronto soccorso, al fine di non impegnare in modo improprio i mezzi di soccorso, che devono essere disponibili per eventuali emergenze".

"Gli operatori del pronto soccorso - ha aggiunto Bernardi - non hanno mai suggerito alla paziente di usare il taxi. Risulta che la signora avrebbe contattato la figlia, residente in Friuli, che si sarebbe rifiutata di venirla a prendere".

Aggiornamento delle ore 21.45: L’Ulss 2 ha comunicato che querelerà l’autrice del video sopracitato, affidando l’incarico all’avvocato Fadalti.



(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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Conegliano, confermato il Meeting dei giovanissimi: l'appuntamento resta fissato dal 25 al 28 giugno

  • Conegliano
  • - 28 Marzo 2020

Il Meeting dei giovanissimi Conegliano-Valdobbiadene 2020, il più rilevante evento giovanile di ciclismo in Italia, si farà e l'appuntamento resta fissato dal 25 al 28 giugno prossimo.

A dirlo sono gli stessi organizzatori, che hanno dato l'avviso in questi giorni sulla pagina Facebook del Meeting: "Non possiamo fare previsioni su quanto durerà questa situazione. Il nostro desiderio di rispettare la tabella di marcia è intatto, il Meeting si farà nei giorni prestabiliti, dal 25 al 28 giugno, perché oggi, avendo ancora un po' di tempo per decidere, proporre delle alternative o rinvii non avrebbe senso".

"Poi, quando l'orologio ci dirà che il tempo a nostra disposizione è scaduto - prosegue l'annuncio - e dai vari decreti sapremo con precisione prospettive e date future, sarà nostra cura darvene immediatamente conto".

L'appuntamento sportivo è sostenuto dalla Regione Veneto e interessa giovanissimi ciclisti, di età compresa tra i 7 e i 12 anni.

Il calendario delle quattro giornate comprende un'inaugurazione della manifestazione a Conegliano, con una sfilata coreografica e sempre la città del Cima ospiterà la premiazione finale in piazza Cima.

Nei giorni successivi, due tracciati di lunghezza pari a 700 e 1.500 metri si snoderanno tra le vie cittadine in centro a Conegliano, tra viale Carducci, via Colombo, piazza Calvi e via Brigata Marche.

Tracciati ospitati anche a Soligo, frazione del Comune di Farra di Soligo, a metà strada tra la stessa Conegliano e Valdobbiadene.

(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto: Meeting ConeValdo 2020).
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