Il grande caldo che da settimane interessa il Veneto sta mettendo alla prova anche i vigneti delle colline del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg: temperature elevate, notti tropicali e una prolungata assenza di precipitazioni stanno causando uno stress sempre più evidente alle piante, anche se al momento la situazione resta sotto controllo e non viene considerata compromessa.
Saranno però decisive le prossime ore e soprattutto l’arrivo della pioggia. A soffrire maggiormente le piante giovani, mentre resistono quelle più anziane sulle quali non si manifestano i segni dello stress del caldo e della mancanza d’acqua.
A fare il punto è l’agronomo del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, Mario Pizzol, che spiega come quella in corso sia un’annata caratterizzata da temperature sopra la media praticamente fin dall’inizio della stagione vegetativa.
“Non si parla di ondate di calore soltanto negli ultimi giorni – spiega Pizzol – ma praticamente dall’inizio della stagione. Già aprile è stato caratterizzato da temperature superiori alla media storica e da carenza di acqua. Abbiamo una serie di dati che parte dal 1959 e il caldo registrato quest’anno è decisamente anomalo. Soltanto nella seconda decade di maggio abbiamo avuto un periodo più fresco, poi dalla fine del mese è iniziata la prima vera ondata di calore con diversi giorni consecutivi oltre i 30-35 gradi. A giugno, invece, il caldo è diventato persistente”.
A pesare non sono soltanto le temperature massime, ma anche quelle minime con le notti che stanno registrando le cosiddette notti tropicali, con valori che restano abbondantemente sopra i 18 gradi e in alcuni casi vicini, se non superiori, ai 25. Questo impedisce alla vite di recuperare durante la notte e, insieme alla scarsità d’acqua, induce la pianta a chiudere gli stomi per limitare la perdita di umidità rallentando di conseguenza anche l’attività fisiologica.
“Osserviamo diversi sintomi di stress termico e idrico – aggiunge Pizzol -. Gli apici vegetativi diventano più verticali, le foglie modificano la loro posizione cercando di esporsi meno ai raggi solari. È una reazione naturale della pianta per difendersi dal caldo eccessivo”.
Nonostante questo è ancora troppo presto per parlare di allarme: al momento non si registrano danni irreversibili e una perturbazione nei prossimi giorni (secondo le previsioni già questa sera) potrebbe riportare rapidamente la situazione entro limiti di normalità.
“La situazione non è compromessa – rassicura Pizzol -. È chiaro che una pioggia nel breve periodo sarebbe fondamentale per ridare equilibrio ai vigneti. La vite ha una buona capacità di recupero e, se le precipitazioni arriveranno presto, portando anche a un calo delle temperature, gli effetti di questo periodo potranno essere limitati”.
Più complicata, invece, è la quotidianità dei viticoltori, costretti a lavorare per ore sotto temperature elevate. Le operazioni in vigneto richiedono maggiore attenzione sia per la salute degli operatori sia per evitare ulteriori stress alle piante.
Per affrontare queste condizioni, il Consorzio sta promuovendo diverse strategie. Nell’immediato, dove possibile, vengono effettuate irrigazioni di soccorso e si presta particolare attenzione alla gestione della parete fogliare, evitando interventi che possano esporre eccessivamente i grappoli al sole.
Parallelamente proseguono i progetti per aumentare la resilienza del territorio. “Stiamo lavorando alla realizzazione di nuovi microinvasi per garantire una maggiore disponibilità d’acqua – spiega l’agronomo – ma anche sulla gestione del suolo, aumentando la sostanza organica che permette di trattenere molta più acqua. Inoltre si stanno valutando nuovi portinnesti più resistenti allo stress idrico e pratiche agronomiche che riducano il fabbisogno idrico delle viti”.
(Autore: Simone Masetto)
(Foto e video: Simone Masetto)
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