Una vicenda che dura da vent’anni e che sembra non avere fine. È il caso delle aree Pip di Col San Martino e Soligo, le due zone industriali che furono realizzate espropriando una quarantina di residenti.

Pochi giorni fa il Comune di Farra di Soligo ha ricevuto una seconda ingiunzione di pignoramento bancario che, dopo quella del 3 giugno 2016, rischia di bloccare nuovamente la macchina amministrativa comunale. Gli espropriati, che hanno già vinto la causa contro il municipio di via dei Patrioti, chiedono quasi 10 milioni di euro.

La vicenda era iniziata nel 1998, quando i terreni espropriati dal Comune furono pagati 11 euro al metro quadro. Negli anni seguenti il loro valore fu valutato al rialzo per due volte: nel 2007 la Corte Europea fissò la cifra a 30 euro al metro quadro, nel 2013 il valore iniziale dei terreni fu quasi sestuplicato dal tribunale di Treviso, arrivando a toccare i 60 euro al metro quadro.

Seguirono una serie di ricorsi da parte degli espropriati, che tra il 2013 e il 2014 riuscirono ad ottenere in Corte d'Appello circa 12 milioni di euro di rimborso totali per i terreni che, secondo i giudici, furono pagati troppo poco.

Malgrado i numerosi tentativi di trovare un accordo tra privati espropriati, Comune e aziende proprietarie dei lotti realizzati nelle nuove zone industriali, ad oggi non si è ancora giunti ad una soluzione definitiva, per questo, oggi, il Comune di Farra di Soligo è di nuovo a rischio default.

Porre fine a questa vicenda, sanando il debito attuale di circa 10 milioni di euro, è sempre stata la nostra principale priorità - dichiara il sindaco Giuseppe Nardi (nella foto)  - A fronte di tagli pressoché insignificanti, negli anni abbiamo fatto continui versamenti nella cassa depositi e prestiti comunale per sanare il nostro debito”.

“Dopo questa seconda istanza di pignoramento – prosegue Nardi – abbiamo bloccato tutti i servizi non essenziali per Comune e cittadini. In particolare sono stati sospesi tutti i progetti dei lavori pubblici: la maggior parte sono coperti da finanziamenti regionali, che rischiamo di perdere. È stata sospesa anche l’assistenza comunale ai ragazzi che seguono cure in particolari strutture, in quanto, purtroppo, non sono considerati dei servizi essenziali”.

“Ciò non bastasse il Comune sarà costretto a far fronte a nuove spese legali, nonostante la controparte abbia già ricevuto dal Comune sostanziose offerte di parecchi milioni, che coprirebbero circa tre quarti del dovuto e che consentirebbero di porre subito fine a questo ventennale contenzioso. Sta di fatto che gli espropriati continuano a rifiutare la nostra proposta”.

(Fonte: Luca Nardi © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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