Farra di Soligo, chiusa la “partita” delle aree Pip: firmato l'accordo tra comune, espropriati e industriali

Farra di Soligo esce definitivamente dalla ventennale “partita” delle aree Pip di Col San Martino e Soligo: la scorsa settimana tutti gli espropriati e gran parte degli industriali hanno firmato l’accordo definitivo con il Comune approvato dalla maggioranza durante il consiglio comunale dello scorso 16 settembre (vedi articolo).

Questo l’accordo: i quasi 9 milioni di euro saranno versati in quattro rate agli espropriati dal Comune di Farra di Soligo grazie all’ingente “sforzo” economico delle aziende che acquistarono le aree Pip.

Queste ultime salderanno quasi il 73 per cento del debito comunale (circa 7 milioni di euro) entro la scadenza delle singole rate. Il Comune, quindi, pagherà il rimanente 27 per cento, più di 2 milioni di euro, utilizzando l’avanzo di amministrazione dal 2016 in poi.

Grande la soddisfazione del sindaco Mattia Perencin per il recente risultato: “Nella serata di venerdì 27 settembre si è concluso l’annoso capitolo relativo delle Pip di Col San Martino e Soligo con la firma dell’accordo transattivo da parte di tutti i 72 espropriati. Giorni prima era stato concluso anche l’accordo con gli assegnatari, che ha consentito al Comune di dotarsi della provvista necessaria per pagare gli espropriati. Questo lunedì, 30 settembre, è stata versata regolarmente dal Comune la prima rata, pari al 40 per cento del totale, come concordato nell’accordo”.

“Al termine di questo lavoro - prosegue Perencin - il mio ringraziamento va agli uffici comunali, alla mia squadra di assessori e consiglieri, all’avvocato del Comune Antonio d’Alesio, agli avvocati di espropriati ed assegnatari e al segretario comunale di recente insediamento. Siamo arrivati a costruire proposte serie e concrete che hanno convinto e che hanno portato a perfezionare intese che, finalmente, riportano la pace in un territorio per troppo tempo diviso su fronti opposti”.

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Per la prima volta, concluso l’accordo, ha voluto far sentire la propria voce anche legale degli industriali, l’avvocato Fulvio Andreola: “Negli ultimi mesi il sottoscritto, unitamente ai colleghi Paolo Neri, Antonio Pinamonti e Francesca Bernardi, si è confrontato quotidianamente con la nuova amministrazione nel tentativo di trovare una soluzione che evitasse il commissariamento dell’ente e che ponesse fine al ventennale contenzioso e all’incertezza che tanto hanno pesato sul tessuto produttivo locale. Ne è conseguito un accordo che può essere considerato almeno di buon senso, in quanto le aziende hanno ritenuto, pur con enormi sacrifici ma con grande senso di responsabilità, di contribuire con risorse rilevanti alla definitiva chiusura di una spiacevole vicenda nella quale la realtà ha superato di gran lunga la fantasia”.

Non dimentichiamo che gli assegnatari avevano acquistato quasi vent’anni fa dei terreni edificabili - prosegue l’avvocato Andreola -, che erano stati proposti loro ad un prezzo cosiddetto “agevolato”, per poi trovarsi a dover manlevare l’amministrazione per dei valori che erano raddoppiati per Soligo e triplicati per Col San Martino. La scelta di contrastare la pretesa dell’ente è stata obbligata e dovuta in ragione della percezione di aver subito un’ingiustizia, essendo rimasti comunque estranei a tutti i contenziosi tra il Comune e gli espropriati, senza quindi aver avuto la possibilità di far valere le proprie legittime istanze”.

Il coraggio di questa nuova amministrazione comunale di affrontare in così poco tempo dall’elezione, senza esitazioni e preclusioni, il problema aprendosi al dialogo con entrambe le parti è stato senza dubbio decisivo e non ha potuto che trovare nei miei assistiti il giusto apprezzamento e la disponibilità ad un sacrificio importante, affinché si potesse giungere ad un accordo tombale che consentisse alle aziende e alla cittadinanza di poter finalmente voltare pagina”.

Positive anche le parole dell’avvocato Primo Michielan, legale dei 72 espropriati: “Finalmente si conclude una ventennale vertenza su una complessa materia espropriativa con beneficio di entrambe le parti, quella pubblica e quella privata. Le richieste dei miei assistiti sono state quasi totalmente soddisfatte con due garanzie: in primo luogo, la nomina di un commissario prefettizio, nella persona del prefetto Laganà, qualora si dovessero verificare dei ritardi o il mancato pagamento delle somme concordate; in secondo luogo, il pegno azionario di tutte le partecipazioni comunali detenute nella società Asco Holding spa (pari ad oltre 3 milioni di euro) come garanzia di assolvimento delle somme da depositare in quattro rate alla Cassa Depositi e Prestiti”.

(Fonte: Luca Nardi © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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