“I morti non sono morti finché non si dimenticano”. Queste parole proferite da Marcello Tomasi, sublimano il significato della cerimonia che si è svolta stamane al cimitero austroungarico di via Altariol a Follina, per commemorare i caduti e le vittime civili di ogni nazionalità e di tutte le guerre.




Tomasi, presidente del comitato di gestione del sacrario ha anche ricordato che “Le bandiere dei caduti non hanno colori”. Il sindaco di Follina Mario Collet rifacendosi ad una poesia letta dal consiglio comunale dei ragazzi, ha ricordato che la guerra “Non ha né occhi ne pietà” e soprattutto non ha “né vincitori né vinti”.

Numerose le autorità e le delegazioni intervenute dall’Italia e da molti dei paesi che hanno i loro caduti sepolti da cent’anni a Follina. L’ambasciatrice della Repubblica Ceca Hana Hubáčková nello scoprire la lapide dedicata ai caduti della Repubblica Ceca morti sul Piave durante la Grande Guerra, non ha nascosto la commozione.

Tra l’altro, da quei tragici eventi, scaturì la nascita della Repubblica Ceca. Dieter Allesch, presidente della Croce Nera d'Austria della Stiria, ha ringraziato gli amici e ora fratelli italiani per come viene tenuto il cimitero di Follina. Proprio in segno di ringraziamento, la Croce Nera ha devoluto 6 mila euro al comitato follinese.

La preghiera interreligiosa ha poi unito tutti i presenti di tutte le razze, nazioni e religioni. Tutti a chiedere al loro Dio misericordia per i caduti e le vittime civili di ogni nazionalità e di tutte le guerre.

La cerimonia è durata quasi tre ore, ma il tempo è volato per i tanti momenti toccanti che si sono continuamente susseguiti. Delegazioni dalla Romania e dall’Ucraina, soldati con i costumi d’epoca e soldati in armi, gagliardetti delle associazioni militari e gonfaloni dei comuni della sinistra Piave, non mancava proprio nessuno.

Una persona speciale però c’era, mescolata anonimamente tra la folla. Il Gran Duca Georg d’Asburgo Lorena, discendente diretto dell’imperatore Francesco Giuseppe. Lui è la dimostrazione di quante cose siano cambiate in questi 100 anni. Gli imperi sono tramontati e i nemici di allora oggi sono alleati nella comune casa europea, vogliosi di pace e contrari ad ogni forma di guerra.





(Fonte: Giancarlo De Luca © Qdpnews.it).
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