Cansiglio, ambientalisti in allarme: "Anche noi al tavolo con sindaci e Regione per decidere il futuro dell'antica foresta"

Ambientalisti in allarme dopo la notizia che si è nuovamente riunito, dopo parecchio tempo, il Tavolo del Cansiglio, per ricominciare a discutere tra sindaci e regione Veneto il futuro dell’Antica Foresta. 

"Ecoistituto del Veneto ed Mountain Wilderness - spiegano Michele Boato e Giancarlo Gazzola -  esprimono la loro preoccupazione per questo modo di procedere della regione in merito al Cansiglio,
poiché sembra che i sindaci siano gli unici interlocutori riconosciuti, tutti gli altri attori possibili sembrano non contare nulla. Non sappiamo che cosa si siano detti i sindaci ed i rappresentanti della giunta, ma nei giorni scorsi sono comparsi articoli locali in cui si chiede alla regione di non limitare in foresta la presenza di mountain bike e cavalli".

Per gli ambientalisti invece "Va mantenuta la regola che le mountain bike, soprattutto ora che sono sempre più numerose quelle elettriche, possano transitare solo sulle strade bianche, non sui sentieri che sono riservati agli escursionisti, ed anche i cavalli vanno limitati, poiché creano parecchi problemi al fondo dei sentieri. Ci immaginiamo che fra non molto torneranno fuori anche le richieste per aprire le strade forestali ai fuoristrada, ai quod e alle moto, come già avvenuto più volte in passato".

Quando diversi anni fa la Regione propose il Tavolo del Cansiglio, le associazioni ambientaliste chiesero di farne parte. La proposta sembrava fosse accettata, infatti il decreto regionale che istituiva il Tavolo, prevedeva oltre ai sindaci anche la presenza anche dei rappresentanti delle categorie economiche, degli operatori culturali e delle associazioni ambientaliste.

"Ma questo non è mai successo - accusano - e agli incontri sono stati presenti solo i sindaci". E per questo Ecoistituto del Veneto e Mountain Wilderness chiedono ora di partecipare agli incontri del Tavolo del Cansiglio con pari dignità e funzioni.

"Non solo i sindaci dicono -, ma anche gli operatori culturali ed economici e le associazioni ambientaliste devono esserci, ognuno portando il proprio punti di vista e le proprie proposte. Pur riconoscendo l’importanza della presenza delle comunità locali, le associazioni ambientaliste sono riconosciute, per legge nazionale, come portatori di interesse di una comunità più ampia di quella locale, quindi di un interesse più generale e diffuso. Il Cansiglio non può diventare un luogo in cui le attività economiche devono prevalere su tutto, né una delle foreste più importanti in Italia dal punto di vista naturalistico può diventare una specie di parco urbano in cui poter fare tutte le attività del tempo libero possibili senza alcuna limitazione nè valutazione sull’impatto complessivo di tutte le attività umane".

(Fonte: Fulvio Fioretti © Qdpnews,it)
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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