Quando in piazzetta Duca d’Aosta si faceva rifornimento: il volto di una Conegliano che cambia

Passeggiando oggi per piazzetta Duca d’Aosta, nel cuore di Conegliano, è difficile immaginare che questo elegante spazio urbano, circondato da negozi e caffè, sia stato un tempo un punto nevralgico per il rifornimento automobilistico. Eppure, negli scatti in bianco e nero del fotografo Vittorio Celot Celotti, la piazzetta appare animata dalle pompe di benzina che, negli anni Cinquanta e Sessanta, rappresentavano il simbolo della modernità e del progresso.

Le fotografie ritraggono una Conegliano in trasformazione, proiettata verso un futuro industriale e dinamico. L’automobile cominciava a sostituire il carro trainato dai cavalli, e la piazzetta — oggi luogo di incontro e di passeggio — diventava punto di riferimento per i viaggiatori e per i cittadini che scoprivano la nuova libertà del motore. Attorno, le facciate dei palazzi conservavano ancora il fascino sobrio del primo Novecento, mentre le insegne commerciali si adattavano al gusto di un’Italia che cresceva e cambiava rapidamente.

Osservando quelle immagini, si percepisce la sensibilità con cui Celot Celotti sapeva cogliere il rapporto tra la città e il suo tempo. Il fotografo non immortalava soltanto scene urbane, ma raccontava un modo di vivere: la curiosità della gente che si fermava a osservare le automobili, il chiacchiericcio dei passanti, la quiete di una piazza che, pur attraversata dal progresso, non perdeva il suo carattere umano.

Oggi la piazzetta Duca d’Aosta ha cambiato volto. Le pompe di benzina non esistono più, sostituite da dehors e spazi pedonali, ma l’impianto architettonico e l’atmosfera raccolta restano intatti. Camminare qui significa attraversare un frammento di storia recente, dove il passato industriale e la vita quotidiana si intrecciano con eleganza. Fermarsi un momento, magari seduti a un tavolino, permette di osservare lo stesso scenario da un punto di vista diverso: quello di chi riconosce nei dettagli — una cornice, una vetrina, un’insegna — il filo sottile che unisce le generazioni.

Riscoprire la Conegliano com’era attraverso gli scatti di Vittorio Celot Celotti è un invito a leggere la città come un archivio vivo. Ogni immagine diventa una pagina del suo racconto: la piazzetta, le auto, le persone e la luce che filtra tra i palazzi compongono un mosaico che parla di cambiamento, ma anche di continuità. Visitare questi luoghi con la consapevolezza del loro passato significa restituire profondità allo sguardo, e comprendere che la vera bellezza di Conegliano sta proprio nella sua capacità di trasformarsi restando se stessa.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: per gentile concessione di Alberto Celot Celotti)
(Articolo e foto di proprietà di Dplay Srl)
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