Nel cuore di Follina, dove il paesaggio delle colline si intreccia con una lunga tradizione artigianale, la storia di Mario Tasca si impone come un racconto esemplare di dedizione, creatività e amore per il proprio mestiere. Un percorso che attraversa più di mezzo secolo di moda e tessitura, iniziato a Biella e approdato poi al Lanificio Paoletti, uno dei luoghi simbolo della manifattura del territorio. Qui, tra telai, fibre pregiate e colori che mutano a seconda delle stagioni, Mario ha trascorso una vita professionale intensa, fatta di scoperte, evoluzioni e continui ritorni alla sua più grande passione: il tessile.
Il suo viaggio lavorativo comincia negli anni della giovinezza, quando la curiosità lo porta nelle aziende biellesi, culla dell’industria laniera italiana. È lì che apprende le prime tecniche, osserva il lavoro dei maestri e sviluppa una sensibilità particolare per le stoffe, intuendo quanto la materia prima possa trasformarsi in creazioni capaci di raccontare la personalità di chi le indossa. Questa esperienza lo prepara alla svolta successiva, quella che lo condurrà a Follina, in una realtà storica come il Lanificio Paoletti, dove il passato dialoga ancora oggi con le esigenze della moda contemporanea.
Entrare nel lanificio significa immergersi in un mondo dove la tradizione incontrava costantemente l’innovazione. Qui Mario trova il luogo ideale per far crescere il proprio talento: analizza fibre, studia trame, sperimenta accostamenti insoliti e collabora con stilisti provenienti da tutto il mondo. Ogni collezione è una sfida, ogni tessuto una possibilità nuova. Nel tempo, il suo ruolo diventa quello di una figura di riferimento, una memoria vivente del saper fare locale capace di orientare le scelte produttive con una competenza rara.
Anche quando arriva il momento della pensione, Mario non sceglie di allontanarsi da ciò che ha sempre amato. Al contrario, la sua passione lo spinge a continuare a frequentare il lanificio, contribuendo alla ricerca sui materiali e mettendo a disposizione la sua esperienza. Una presenza discreta ma preziosa, capace di infondere entusiasmo e di trasmettere alle nuove generazioni il valore della precisione, dell’osservazione attenta e della cura artigianale. Il tessile, per lui, non è un semplice lavoro: è una forma d’arte che richiede sensibilità, intuizione e una mano esperta.
Il territorio di Follina, con la sua storia secolare legata alla lana e ai mulini alimentati dall’acqua purissima, diventa la cornice naturale di questo percorso umano e professionale. Passeggiando nelle vicinanze del lanificio, tra le vecchie strutture industriali riqualificate e le vie che costeggiano il fiume, si percepisce il legame profondo tra comunità e artigianato, un intreccio che ha alimentato per secoli economia, creatività e identità locale.
La storia di Mario Tasca si inserisce perfettamente in questo contesto: è la testimonianza di una passione che non si esaurisce con l’età, di un talento che continua a fiorire e di un mestiere che, nonostante le trasformazioni del mondo della moda, rimane vivo grazie a figure come lui. Visitare Follina e conoscere la sua tradizione tessile significa anche rendere omaggio a persone che hanno dedicato la vita a valorizzarla, contribuendo a mantenere questo patrimonio unico come uno dei tratti distintivi dell’Alta Marca.
Un racconto che, proprio come un tessuto ben fatto, intreccia passato e presente, lavoro e vocazione, tecnica e creatività. E che continua a ispirare chiunque scelga di avvicinarsi al mondo affascinante della lana e dell’artigianato d’eccellenza.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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