Fitofarmaci nei vigneti, arrivano le telecamere Rai di "Report": le testimonianze del Quartier del Piave

Farra Vigneti strisce arancioni2BL’attenzione mediatica suscitata dal movimento anti-fitofarmaci inaugurato da quelle che sono state ribattezzate le “mamme di Revine” ha attirato nel nostro territorio anche le telecamere di “Report”, famoso programma di approfondimento giornalistico in onda su Rai 3. Giovedì 28 luglio scorso “Report” ha raccolto prima le testimonianze di un nutrito gruppo di persone riunitesi a Revine (erano circa in 40), per poi procedere con interviste e gli approfondimenti anche a Refrontolo, Farra di Soligo e nei Comuni della Vallata del Soligo.

Sono stati proprio tre ex cittadini di Farra a portare la loro testimonianza ai giornalisti Rai di “Report”. G.S., classe 1963, si trasferì nel 2002 nel comune farrese, scelto per il suo pregio paesaggistico e “perché c’era molto verde”. Inizialmente non vi era nessuna anomalia, tutto procedeva secondo il normale corso degli eventi. Nel 2004 qualcosa cambia, sotto i vigneti l’uomo inizia a scorgere le ormai famose “strisce arancioni” che corrono sotto i filari.

In 4 anni la moglie scopre di essere affetta da un tumore ovarico: dopo la prima operazione e le cure, la donna subisce due recidive. La terza, insieme alle grandi sofferenze patite, indurrà la donna, nel 2008 ad un gesto estremo. Oggi l’uomo abita a Tarzo, lontano da quel luogo che rappresenta, con i fatti ad esso connessi (e i suoi vigneti), un tremendo ricordo.

D.C., classe 1970, racconta alle telecamere una storia diversa, fatta di violazioni del regolamento di polizia rurale nei vigneti che “accerchiavano” la sua abitazione. Orari di trattamento con i pesticidi mai rispettati, irrorazioni mai preventivamente comunicate, la miscelazione delle sostanze chimiche effettuate all’aria aperta, distanze di sicurezza sempre violate. La donna fece più volte intervenire anche le forze dell’ordine, a causa di una situazione ormai diventata insopportabile, culminata con il trasferimento di circa due anni fa. Anche la donna ha riscontrato problemi di salute riguardanti l’apparato endocrino (e quindi gli equilibri ormonali).

auto pesticidi

L.D.M., classe 1952, ha vissuto vicende ancora diverse: prima di trasferirsi a Farra, risiedette per 20 anni a Valdobbiadene, scoprendo, nel 1985, che il figlio di 5 anni era stato colpito da un linfoma. Operato a Padova, dove subì un autotrapianto di midollo, è riuscito a salvarsi. Poi il cambio di casa, nel farrese, dove ha vissuto per 8 anni e dove, come a Valdobbiadene, “venivano effettuati trattamenti continui”. La donna (nella foto la sua auto sporca di fitofarmaci durante gli anni '90),  che nella sua vita ha già effettuato due trasferimenti a causa dei pesticidi, ha in comune con le altre due persone che hanno dato la loro testimonianza a “Report” proprio il fatto di aver vissuto nello stesso piccolo borgo di Farra di Soligo in cui hanno trascorso parte della loro vita G.S. e D.C..

In quel borgo più della metà dei residenti ha riscontrato problemi di salute: tutti si trovano però nella stessa – tragica – situazione di non riuscire a dimostrare una causalità diretta ed efficiente tra l’uso dei pesticidi e le condizioni di salute proprie o dei famigliari. Posso no solo far sentire la propria voce, aiutati anche da un movimento – quello che si oppone all’uso della chimica nociva in agricoltura – che sta crescendo di giorno in giorno.

(Fonte: Roberto Silvestrin © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it ® riproduzione riservata).

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