Santa Lucia di Piave porta lo Stato in tribunale. Il sindaco Szumski: ci deve essere restituito quello che ci spetta

Lo scorso giugno la Corte Costituzionale si è espressa, per la prima volta nella sua storia, con una sentenza epocale: ha dichiarato illegittimi i tagli della spending review fatti dal governo Monti nel 2013 che, nel caso specifico di Santa Lucia di Piave, hanno sottratto al comune una cifra pari a 144 mila euro.

Un provvedimento che ha riacceso la speranza di riavere quanto indebitamente trattenuto, arrivato dopo anni ormai insopportabili di diatribe con lo Stato, ma che ha dato l’inizio a quello che sarà un lungo processo. “I Comuni come il nostro, e come la maggior parte di quelli della Marca trevigiana, sono in sofferenza – racconta il sindaco di Santa Lucia di Piave Riccardo Szumski (nella foto sopra, a sinistra) - in quanto destinatari di trasferimenti da parte dello Stato in maniera ridotta”.

Tra tagli e organici ridotti, una lotta che gli enti locali devono affrontare ogni giorno e che ha costretto i sindaci dei Comuni ad una gestione più oculata delle (poche) risorse a disposizione. “Sono stati penalizzati i comuni virtuosi – spiega l’avvocato Luca Antonini (nella foto, a destra), al fianco del sindaco in questa battaglia – ovvero quelli che spendono molto per i servizi ai cittadini e poco per i loro dipendenti”. Un termine di paragone lampante fatto in merito: il Comune di Roma presenta lo stesso numero di dipendenti di tutti i Comuni del Veneto.

Santa Lucia Szumski Antonini 1
Come effetto della sentenza, mancando il fondamento della legge, lo Stato dovrebbe essere tenuto a restituire le somme sottratte in maniera indebita: l’istanza è stata presentata ai ministeri competenti, che non hanno però dato alcuna risposta entro i termini stabiliti. La decisione è stata quindi quella di portare la questione davanti al giudice civile del Tribunale di Venezia, per chiedere allo Stato l’adempimento del provvedimento.

Un caso giunto fino al presidente della stessa Corte Costituzionale e al presidente della Corte dei Conti, incontrati a Roma da Antonini, e che si sono detti sconcertati dal fatto che lo Stato non abbia applicato la sentenza emanata lo scorso anno. Arriverà in estate, una risposta: il 15 luglio, al Tribunale di Venezia è fissata la prima udienza. “Il mio dovere come sindaco è quello di difendere i miei cittadini e di ottenere giustizia se lo Stato dichiara guerra – conclude Szumski – chiediamo che il provvedimento venga rispettato e chi ci venga restituito quello che ci spetta”.

(Fonte: Giada Fornasier © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it ® riproduzione riservata).
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