Conegliano e Susegana, lunedì partono i lavori di restauro del ponte romano: intervento da 180 mila euro

Il sindaco di Conegliano, Floriano Zambon, ed il sindaco di Susegana, Vincenza Scarpa, esprimono apprezzamento per l'avvio dei lavori del ponte storico, detto ponte romano, che consentirà di creare anche un percorso ciclopedonale di circa 500 metri immersi nella natura, a due passi dal centro urbano. Il cantiere sarà allestito a partire da lunedì 27 marzo dalla ditta appaltatrice, la Artedilia di Vittorio Veneto. Il ponte viene ancora oggi chiamato "romano". In realtà una ricerca dell'architetto paesaggista Michele Potocnik lo stima al 1280.

L'intervento è stato reso possibile grazie al contributo regionale ricevuto per il restauro del ponte romano, che si trova in coincidenza del confine tra i due Comuni in località Paré. Un contributo regionale a fondo perduto di 140 mila euro, con l'integrazione di un contributo dei due Comuni di 38 mila euro, consente di rimettere in sesto il ponte ammalorato e quindi di creare anche un percorso ciclopedonale di circa 500 metri immersi nella natura, a due passi dal centro urbano.


Il ponte, incredibilmente salvo dalle distruzioni a tappeto di ponti del 1917 e quindi pesantemente utilizzato fino alla ricostruzione del ponte sul Crevada lungo la statale Pontebbana, è rimasto per quasi settant’anni abbandonato a se stesso, ma pur sempre utilizzato per il passaggio veicolare. La struttura ha continuamente subito, salvo che per un breve periodo tra il 1988 e il 1993 (grazie all’interessamento e all’intervento di taglio delle piante infestanti dei volontari del locale circolo di Legambiente Susegana-Conegliano), il degrado causato dal mancato governo e controllo della vegetazione spontanea sul manufatto stesso e anche sulle proprietà vicinanti, da usi impropri come lo scarico di rifiuti con passaggio sul ponte di mezzi pesanti (vietato dal 1988) e dal rialzamento dei terreni a quota arginale (lato Susegana), con il risultato di venir danneggiato e sempre più modificato nel suo contesto originario. Dal 2013 la neo costituita associazione ArcheoSusegana, operante nel campo dei beni culturali territoriali, ha di fatto “adottato” il ponte mettendo in atto una costante azione di controllo della vegetazione, sul manufatto stesso e nelle immediate vicinanze, e di monitoraggio del suo stato di conservazione.

In tale contesto pur degradato, ma ancora potenzialmente recuperabile in una possibile prospettiva di parco fluviale del Crevada e del Ponte Vecchio, va infine ricordata l’opportunità da sfruttare dell’Itinerario cicloturistico regionale I.4 “Anello del Veneto” (facente parte della Rete Escursionistica Veneta) che oggi percorre la vicina strada secondaria tra Susegana e Conegliano (vie dei Colli e Einaudi) e la possibilità di traslarne il percorso (in alternativa al passaggio sulla rotatoria della nuova Sp 38 e utilizzando il sottopasso ciclopedonale realizzato dalla Provincia di Treviso su Via Crevada), per un tratto significativo e suggestivo sulla storica strada Vecchia Trevigiana, già Postumia Alta, percorsa nel Medioevo dai pellegrini diretti a Roma e astutamente indirizzati da osti-barcaroli al servizio dei Conti Collalto verso i guadi plavensi di Colfosco-Nervesa e di Mandre-Spresiano in alternativa al passo pubblico di Lovadina.

(Fonte e foto: Comune di Conegliano).
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