Ghetto ebraico di Ceneda, storia poco conosciuta: nel '500 una comunità per risollevare l'economia (video)

Ceneda I magazzini dei cereali del ghetto di CenedaCeneda è uno dei due grandi agglomerati urbani che costituiscono la città di Vittorio Veneto. Ricca di palazzi e monumenti, ha una storia millenaria di cui tutti più o meno siamo a conoscenza. Quel che forse sfugge ai più, è che a partire dalla fine del XVI secolo si insediò una comunità ebraica che durò per ben quattro secoli. Il ghetto – così ancora oggi viene chiamata l’area in questione – era collocato nella congiunzione di tre arterie stradali: via Daniele Manin (prima chiamata via Salsa), via Lorenzo Da Ponte (già via Calcada o Calcalda) e via Beniamino Labbi (detta la Bella Venezia).

Un piccolo borgo, costituito da abitazioni, una sinagoga e un magazzino per cereali dove gli ebrei svilupparono le loro attività commerciali. Ma è dal 1597 che l’afflusso iniziò per volontà del vescovo Marcantonio Mocenigo che volle la loro presenza in città in un periodo di forte contingenza economica.

È noto infatti che gli ebrei fossero abili commercianti ed era altrettanto conosciuto il loro meccanismo di prestito di denaro nel banco di pegno che anche qui trovò collocazione grazie a Missier Israel Ebreo originario da Conegliano. Proprio questo aspetto contribuì non poco a dare nuova linfa all’economia locale, anche se non mancarono le ostilità nei confronti di questi ebrei, che per la loro intraprendenza negli affari venivano visti molto spesso come una minaccia. Tra i vari personaggi che vissero nel ghetto, si ricorda Lorenzo Da Ponte, qui nato come Emanuele Coneian nel 1749 e divenuto il famoso librettista di Mozart.

Ceneda Foto depoca famiglia di ebrei del ghetto di Ceneda

La presenza della comunità andò a calare progressivamente fino quasi a scomparire definitivamente durante il secondo conflitto mondiale ed oggi di questo mondo ci rimane ben poco. La sinagoga, documentata già nel 1646, fu smantellata negli anni Cinquanta e nel 1964 trasferita con tutto l'arredo al Museo d’Israele di Gerusalemme, mentre alcuni oggetti vennero ceduti al Museo Israelitico di Venezia. Il cimitero è ancor oggi visibile in via Cal de Prade, a sud di quello cattolico, mentre in via Manin una lapide, datata 1771, riporta in lettere ebraiche e latine un versetto della Bibbia.

Di grande interesse i vecchi magazzini dei cereali, databili al 1771 e posti lungo via Manin. Oggi purtroppo versano in totale stato di abbandono tanto da non consentire nemmeno le visite per pericolo di crollo. Sarebbe auspicabile una loro ristrutturazione, come sostenuto da alcune rappresentanze di cittadini coordinate dalle esperte di storia ebraica Silvia Tomasi e di ebraismo Lydia Cevidalli, che vorrebbero farli tornare a nuova vita come importante simbolo di storia legata a Vittorio Veneto. I magazzini sono stati candidati “Luogo del Cuore” Concorso Fai 2016.



(Fonte: Giovanni Carraro © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it ® riproduzione riservata).

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