Mareno di Piave, una raccolta fondi a supporto dei detenuti in Camerun: la sfida di Arianna Giandon

La scorsa settimana un terribile incendio è scoppiato nella prigione centrale di Douala, dove lavoravo durante il mio servizio civile fino a qualche mese fa. Alcuni detenuti hanno perso la vita, altri sono rimasti feriti, e moltissimi hanno perso tutto”.

È questo l’inizio del messaggio che Arianna Giandon, ventiseienne di Mareno di Piave, ha diffuso qualche giorno fa nella rete per chiedere aiuto.

Arianna è una volontaria che, dopo aver concluso gli studi universitari, ha deciso di seguire quell’impulso di “fare qualcosa di concreto”.

Dopo una prima esperienza in Bosnia con l’organismo benefico Caritas, si è trovata a far parte del Coe (centro orientamento educativo) svolgendo il servizio civile da marzo 2019 a febbraio 2020 a Douala, in Camerun.

Il suo contributo è consistito nel mettere in atto attività di animazione, formazione e miglioramento delle condizioni di detenzione nella prigione centrale di Douala insieme agli operatori locali, in collaborazione con l’ente Maison des Jeunes.

È proprio in quella prigione che a fine maggio è scoppiato un incendio di notevoli dimensioni che ha distrutto la struttura e gli averi dei detenuti. Arianna, sempre dando ascolto all’istinto di agire, ha deciso insieme a una collega di iniziare una campagna per raccogliere fondi a supporto dei locali e della ricostruzione della prigione.

Vi chiedo di aiutarmi ad aiutarli, uno degli aperitivi, delle cene o degli appuntamenti dall'estetista a cui abbiamo rinunciato in quarantena può ridare a uno di loro tutto quello che ha perso nell'incendio. Coinvolgete chi può aiutarli, ogni aiuto è prezioso, ogni minuto è prezioso” conclude nel suo appello.

Arianna è tornata a casa da poco ma già freme per ripartire: “Avrei dovuto spostarmi a Roma ma data la situazione le prospettive di muovermi per ora sono scarse, soprattutto verso l’estero”.

La giovane racconta che, a causa del Covid-19, la situazione è diventata drammatica anche in Camerun e i detenuti, che di solito possono contare su aiuti dall’esterno per migliorare il loro standard di vita in carcere, sono in difficoltà perché le associazioni che di solito li supportano nei loro bisogni primari per ora non possono intervenire direttamente.

Chiunque volesse contribuire può farlo con una donazione attraverso il seguente link (qui il sito). Le donazioni saranno raccolte e inviate in Camerun alla Maison des Jeunes et des Cultures di Douala.


(Fonte: Alice Zaccaron © Qdpnews.it).
(Foto: Cameroon-Info.Net).
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