Nasce il gruppo "Marcia Stop Pesticidi" di Miane: segnalati fango e detriti in via Rive e sulle Tenade

  • Miane
  • - 03 Ottobre 2019

Si amplia il movimento “Marcia Stop Pesticidi”, il gruppo ambientalista che da anni si batte contro l’uso indiscriminato pesticidi in agricoltura e l’impianto di nuovi vigneti soprattutto in aree ritenute critiche.

E’ di questi giorni la notizia della costituzione del Gruppo di Miane, nato sull’onda della protesta per l’impianto di un nuovo vigneto nella collina di via Rive a Premaor a ridosso di un gruppo di case e per l’uso di pesticidi nella piana e sulle colline di Premaor e Campea.

Miane LocTenade011019

Il nuovo Gruppo si rende subito attivo con la segnalazione delle criticità che si sono venute a creare con le piogge di questi giorni e lo fa con un comunicato che pubblichiamo integralmente:

Il movimento Marcia Stop Pesticidi nel suo gruppo locale di Miane segnala come siano bastate poche ore di pioggia a far venire alla luce le criticità di due dei nuovi vigneti in fase di realizzazione in comune di Miane. Il grande vigneto in via Tenade, che già aveva dato luogo a episodi di smottamenti questa estate, ha prodotto dilavamenti di fango abbondanti e ristagni di acqua che hanno reso difficilmente transitabile la strada delle Tenade per la considerevole quantità di terra scesa sulla carreggiata. Nel fare un sopralluogo con la loro auto i cittadini testimoniano di aver rischiato di rimanere impantanati per lo strato di vari centimetri di fango depositatosi sulla strada. Dalla collina in via Rive a Premaor, dove quest’estate in una decina di giorni sono stati tagliati 8000 metri quadri di bosco per realizzare un nuovo vigneto, sono scesi stanotte terra, sassi e detriti che hanno coperto parte della strada per arrivare fino ai cancelli delle abitazioni sottostanti e agli ingressi dei cortili. Il sistema di scarico delle acque e la tenuta del terreno sono stati messi in crisi da una pioggia battente di breve durata. Qui non si tratta di un vigneto isolato tra le “rive” ma di un’opera realizzata in pieno centro abitato. Cosa succederà con i fenomeni piovosi più cospicui tipici della stagione autunnale che sta per iniziare? Ricordiamo che sotto questa collina dalle forti pendenze (a circa 5 metri di distanza e 4 metri più in basso) sorgono quattro case a schiera, i cui abitanti hanno già comunicato in maniera formale al sindaco di Miane le loro grandi preoccupazioni per la tenuta del terreno e il rischio idrogeologico, oltre che per le derive dei pesticidi in caso di realizzazione del vigneto. Le quattro famiglie hanno raccontato più volte pubblicamente a giornali e tv le loro preoccupazioni. Il primo agosto scorso in particolare hanno organizzato un corteo in collaborazione con il movimento Marcia Stop Pesticidi, che ha radunato circa 400 persone, corteo che ha manifestando un’attenzione e una solidarietà vivissime degli abitanti del territorio per il loro caso e in generale per il tema degli impianti di nuovi vigneti in prossimità dei centri abitati e del taglio sempre più frequente dei boschi per far posto ai filari. Ci attendiamo che le autorità comunali e gli enti preposti a garantire la sicurezza e la salute pubbliche prendano consapevolezza dei rischi che stanno correndo il territorio e i suoi abitanti. Non è possibile continuare a impiantare nuovi vigneti ovunque, anche nei centri abitati, sacrificando boschi e prati, in spregio alla biodiversità, e mettendo a rischio la sicurezza e la salute delle persone”.

Gruppo di Miane - Comitato Marcia Stop Pesticidi

(Fonte: Giancarlo De Luca © Qdpnews.it).
(Foto: Comitato "Marcia Stop Pesticidi").
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La miniera di lignite di Campea e la "Busa Scalona" di Pedeguarda: sulle tracce di minatori e cavatori

  • Miane
  • - 29 Settembre 2019

Il viaggio del Quotidiano del Piave alla scoperta di grotte e anfratti in Vallata prosegue.

Dopo la grotta del ciclamino di Cison di Valmarino e la grotta del Landrel di Miane (qui l'articolo), l’elmetto è tornato in testa per entrare nell’affascinante miniera di lignite di Campea.

A guidare la spedizione Cristina Munno, assessore alla cultura del Comune di Cison di Valmarino e coautrice del libro ”La luce della montagna – Grotte, abissi e cavità della Vallata e della valle del fiume Soligo” e Mirca Biz, speleologa.

La storia di un territorio si può raccontare anche attraverso la storia del lavoro dell’uomo, che da sempre lo ha modellato e anche sfruttato per le sue esigenze.

È il caso della miniera di Lignite posta a sud dell’abitato di Campea, in un tratto di bosco non distante alla strada provinciale 152 che porta verso il Ligonto.

Un luogo dal fascino antico, che ci riporta a fine Ottocento, quando i lanifici della zona e le industrie mosse da energia a vapore richiesero l’utilizzo delle risorse fossili, come quelle presenti nelle colline situate nel triangolo Campea, Miane, Refrontolo.

Formatasi 10 milioni di anni fa, la lignite si origina da una fascia di paludi e laghi salmastri e i filoni si assottigliano fino a scomparire man mano che ci si avvicina a Vittorio Veneto. L’estrazione nell’area mineraria ebbe inizio nel 1864 per terminare nel 1948.

Per raggiungere il sito si percorre un sentiero seminascosto dalla vegetazione fino ad arrivare all’ingresso della miniera.

Caschetto in testa e giù fino ad immergersi nell’acqua, avanzando lentamente per una cinquantina di metri: il livello della stessa in certi punti oltrepassa il bordo degli stivali

L’acqua e i processi di calcificazione nel corso di oltre un secolo hanno “lavorato,” realizzando mineralizzazioni rilevanti sotto forma di piccole stalattiti e perle di roccia.

Sulle pareti si notano ancora le tracce degli inserimenti, dove venivano posti i candelotti esplosivi necessari per sviluppare la miniera.

Il pensiero va alle condizioni di vita sicuramente “disumane” dei minatori che all’epoca lavoravano senza alcun dispositivo di protezione.

Dal rischio di esplosioni, alla fatica con i picconi e nella spinta dei carrelli carichi di carbone, senza dimenticare il duro lavoro di cernita per separare il carbone dalla parte scarta battendo il materiale con una piccola zappa, lavoro quest’ultimo affidato alle donne, la vita del minatore e delle famiglie era una vita grama.

All’interno della cavità svolazzano pipistrelli “destati” dalle luci e nelle rocce si notano delle splendide salamandre. Ripercorrendo a ritroso la galleria e ci si ritrova nuovamente nel bosco con una nuova meta:la "Busa Scalona".




Si cambia Comune dirigendosi a Follina in località Marzolle di Pedeguarda.

Di fatto la "Busa" è una cava, le cui pietre per le loro caratteristiche e per l’uso che ne è stato fatto, sono conosciute come “crode molere”.

Essendo per loro caratteristiche omogenee, con un grado di cementificazione lavorabile e resistente, fin dal 1600 vennero utilizzate per ricavarne macine per i mulini della zona.

Per raggiungere il sito servivano delle enormi scale, da qui il nome di Busa Scalona, dato a questa è una rara cava di tipo verticale.

Sono ancora visibili sulle pareti delle forme circolari, che non sono altro che i negativi delle pietre estratte, che poi venivano sgrezzate fino a trasformarsi in macine.

Ma a rendere questa cavità artificiale ancor più interessante ha contribuito sicuramente la leggenda popolare. Si narra che, per rispondere alle domande indiscrete dei bambini sulle donne incinte, fosse detto loro che le stesse nascondessero per nove lunghi mesi sotto i vestiti una borsa, con i soldi raccolti giorno dopo giorno per “comprare” i bambini.

Quando la somma necessaria veniva raggiunta, le donne gravide si recavano alla “Busa Scalona”, dove una vecchia dispensava bambini.

Se queste donne si fossero inoltrare nella grotta senza l’aiuto della “siora” levatrice o se si fossero presentate senza i soldi sufficienti, non avrebbero fatto più ritorno a casa.


La vecchia custode della caverna nella leggenda era descritta come arrogante e presuntuosa e consegnava alla donna di turno un bambino a caso, avvolto nella foglia di una zucca. Non c’erano possibilità di scelta; bello, brutto, buono, cattivo, sano o malato, quello era.

La mamma poi, stremata dal viaggio, doveva starsene un bel po’ a letto per riposarsi. Un modo singolare per spiegare la gravidanza e il parto che metteva a tacere la curiosità dei bimbi, legando nello stesso tempo un luogo di lavoro alla tradizione popolare.




(Fonte: Giancarlo De Luca © Qdpnews.it).
(Foto e video: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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Miane, 2 posti per il Servizio civile universale nei servizi sociali: scadenza del bando giovedì 10 ottobre 2019

  • Miane
  • - 23 Settembre 2019

È aperto il bando per la selezione dei volontari del servizio civile universale 2019. Quest'anno il Comune di Miane ha messo a disposizione 2 posti per i servizi sociali.

Possono partecipare al bando i giovani in età compresa tra i 18 e i 28 anni, maschi o femmine. La durata del servizio è di 12 mesi, per un impegno complessivo di 25 ore settimanali. Il volontario percepirà un compenso mensile di 439,50 euro, avrà ferie e giorni di malattia retribuiti, oltre a permessi studio.

Maggiori precisazioni sono arrivate dall’onorevole Angela Colmellere, assessore comunale ai Servizi sociali: “Tendenzialmente avremmo necessità di impiegare i volontari in servizi sociali come la consegna dei pasti a domicilio ed altre attività. Poi, a seconda della professionalità che queste persone possiedono, il progetto iniziale potrebbe subire dei cambiamenti”

La scadenza del bando è fissata per giovedì 10 ottobre 2019 alle ore 14 e la domanda andrà presentata esclusivamente online all’associazione Comuni dell’Alta Marca Trevigiana mediante la piattaforma “Domande on line” (Dol).

Per avere ulteriori informazioni i candidati possono rivolgersi al Comune di Miane contattando il numero 0438/8993, scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure consultare il sito www.comunedimiane.it.

(Fonte: Luca Nardi © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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Miane, perde il controllo dell'auto e si schianta contro il pullman della Mom: ferita una donna

  • Miane
  • - 24 Settembre 2019

Perde il controllo dell'auto e si schianta contro il pullman, una donna è in ospedale a Conegliano, ma le sue condizioni non sarebbero gravi.

È successo questa sera in piazza Risorgimento a Miane, attorno alle 18.30: una corriera di linea della Mom proveniente da Follina e diretta a Valdobbiadene, e più precisamente la corsa 121, percorrendo via Roma per cause che sono al vaglio dei carabinieri della stazione di Col San Martino, si è scontrata con una Nissan Micra nera.


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Alla guida dell’automobile una donna, le cui condizioni in un primo momento sembravano preoccupanti, e per questo i soccorsi intervenuti da terra, l'ambulanza del Suem 118 con una squadra dei Vigili del fuoco e una pattuglia dei carabinieri, hanno fatto intervenire per precauzione l'elisoccorso dal Ca' Foncello di Treviso.

La donna che ha riportato diverse lesioni, però, è stata stabilizzata sul posto e trasportata in ambulanza all'ospedale di Conegliano, dove è stata sottoposta alle cure del caso e ulteriori accertamenti. L'elicottero è rientrato vuoto.


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Le sue condizioni non sarebbero gravi, mentre del tutto incolumi autista e passeggeri del pullman diretto a Valdobbiadene


I carabinieri, che hanno effettuato i rilievi, per la rimozione dei mezzi e gli accertamenti in sicurezza hanno disposto la chiusura del tratto di strada interessato per una quindicina di minuti, mentre le auto di passaggio nel paese sono state deviate sulle laterali via Prè Jacomino e via Carlo Fassina.

(Fonte: redazione Qdpnews.it).
(Foto Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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Blitz dei carabinieri in un'abitazione a Miane, rinvenute 21 piante di marijuana: nei guai un 50enne

  • Miane
  • - 20 Settembre 2019

Nella mattina di ieri, giovedì 19 settembre 2019 i Carabinieri della Stazione di Col San Martino, nell’ambito di una specifica attività di indagine per combattere il traffico di sostanze stupefacenti, hanno colto in flagranza di reato e arrestato S. J. italiano classe 1969, disoccupato, pregiudicato, residente in Miane.

Nel corso della perquisizione sono state rinvenute 21 piante di marijuana, 5 nel giardino e altre 16 all’interno di un armadio della camera da letto, adibito a serra con impianto di riscaldamento e lampade di illuminazione.

carabinieri miane

S.J. è stato arrestato per il reato di coltivazione e traffico di sostanze stupefacenti e ristretto in regime di arresti domiciliari su disposizione del Pubblico Ministero di turno.

(Fonte e foto: Compagnia Carabinieri di Vittorio Veneto).
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