Miane, don Maurizio dice no ai funerali in chiesa e nel bollettino parrocchiale una "lettera impertinente"

  • Miane
  • - 03 Maggio 2020

Domani, dopo l'accordo tra Cei e Governo, potranno essere celebrati i funerali nelle chiese, ma nella comunità parrocchiale di Campea, Miane e Premaor non accadrà: lo ha comunicato oggi don Maurizio Dassiè in un videomessaggio straordinario (link).

"Qui a Miane, per tutto il mese di maggio, non è possibile celebrare funerali e qualsiasi celebrazione eucaristica in chiesa perchè le condizioni per poterle fare non possiamo soddisfarle" afferma don Maurizio, che prosegue "Ai funerali possono partecipare 15 persone e, se sono 20, chi mando via? In secondo luogo ci deve essere un responsabile parrocchiale del Covid-19, devo misurare la febbre all'entrata della chiesa, dopo la celebrazione la chiesa deve essere sanificata pulendo banchi e pavimento con i prodotti appositi".

"Allora voi capite che qui è impossibile rispettare queste norme che ci sono state date dal Presidente del Consiglio e dalla Conferenza episcopale italiana - conclude don Maurizio -, quindi continuiamo con questo stile maturando la consapevolezza di costruire in famiglia la piccola Chiesa domestica".

Una scelta sicuramente controcorrente, anche se si presume non sarà un caso isolato, che però non stupisce vista la forte personalità di don Maurizio e le critiche ricevute anche in passato per il suo modo di essere molto diretto e a volte "pungente".

Sempre nella giornata di oggi, domenica 3 maggio, l'arciprete ha scritto nel bollettino parrocchiale una lunga riflessione per la comunità che egli stesso ha definito "lettera aperta e impertinente".

In essa analizza le criticità sociali, economiche, religiose dell'emergenza Covid-19, che reputa siano causate da atteggiamenti scorretti di una parte della società, di fronte ai quali la natura si è ribellata e pensa sia inutile invocare Dio per chiedere intercessioni.

Ne pubblichiamo alcuni passaggi significativi:

Noi esseri “umani”, non importa se cinesi, americani, italiani o kenyani o altro, siamo i primi responsabili di questa e di altre situazioni sociali e sanitarie difficili che generano disorientamento, paura, ansia, angoscia, malattia e morte. In tutto questo c’è la nostra mano: azioni, stili di vita irresponsabili, mentalità predatoria verso la natura e le sue risorse, oltre che verso i nostri “simili”, che hanno prodotto uno squilibrio ecologico forse irrimediabile.

La natura, di cui noi siamo parte, e non mi pare la migliore, ci presenta un primo conto. In tutto questo Dio non c’entra niente. Inutile quindi invocarlo, pregarlo, supplicarlo perché ci tiri fuori dai nostri disastri e inferni. Dio ascolta i peccatori pentiti; certamente ascolta i giusti, ma non mi risulta che ascolti categorie di idioti presuntuosi, di sfruttatori criminali e di predatori impenitenti quali sono molte multinazionali e molti governi, causa di tanti mali e danni.

Il proverbio dice: “Chi è causa del suo mal pianga se stesso” e stiamo piangendo. Anzi, stiamo morendo! E stiamo pure intossicandoci di paura e di angoscia, che quotidianamente le televisioni italiane distribuiscono a chi ancora va dietro a un’informazione manovrata e partigiana, priva di cultura e intelligenza.

Succede come succede con le guerre. Sono forse pensate, volute e progettate in Cielo? Sono forse desiderate e volute dal popolo? O sono la conseguenza del volere di criminali che governano nazioni, multinazionali e quant’altro? E chi paga? Chi soffre? Allora perché scandalizzarci, pregare, invocare, bestemmiare, se la causa è anche la stupida nostra amoralità?

C’è da rispondere a qualche domanda, a un appello che viene da tantissime persone che va raccolto. Che cosa ci importa veramente? Che cosa ci sta a cuore più di tutto? E’ una domanda personale ma anche sociale, collettiva. Domanda etica e spirituale. L’uomo si può capire e conoscere da quello che gli importa e gli sta a cuore, perché lo manifesta con i suoi comportamenti. Ma attenzione: non quello che ci sta a cuore in questo momento o per qualche giorno o settimana dopo la crisi, che sarà seguita da altra crisi. Ma quello che ci importa e ci sta a cuore della vita, delle persone, della natura, dei valori, della spiritualità. Che cosa siamo disposti a cambiare, ad abolire dal nostro stile di vita consumistico e demenziale? Del rapporto fra noi esseri “umani”? Del nostro rapporto con la natura, che ci presenterà sempre il conto? Continueremo a predare, distruggere, inquinare, sfruttare, far finta che…

Io, comunque, prego per voi, per tutti, convinto profondamente di quello che dico e faccio. Prego perché ci svegliamo dall’ottundimento delle coscienze, della mente e dello spirito. Prego perché si ritorni a credere nel valore assoluto della vita che distruggiamo. Si, vi porto tutti nella celebrazione dell’Eucaristia, ogni mattina, assieme alla marea di morti voluti da Caino".

 

(Fonte: Luca Nardi © Qdpnews.it).
(Foto: Parrocchia di Miane).
#Qdpnews.it

 

Print Friendly, PDF & Email

La comunità parrocchiale di Campea, Combai, Miane, Premaor e Farrò è digitale: attività e Vangelo su Facebook

  • Miane
  • - 03 Maggio 2020

Domani, lunedì 4 maggio, grazie all'accordo raggiunto tra il Governo Conte e la Cei (Conferenza episcopale italiana), i funerali riprenderanno ad essere svolti con la tradizionale celebrazione liturgica alla presenza di 15 persone. Le Messe invece dovrebbero essere celebrate in presenza dei fedeli dal 24 maggio, Ascensione, o 31 maggio, Pentecoste.

Un primo passo verso la tanto attesa normalità per ridare ai cattolici la possibilità di manifestare liberamente la propria fede dopo due mesi di chiusura. Un'emergenza che ha costretto la Chiesa a "reinventarsi" per continuare ad essere vicina ai credenti: una rivoluzione digitale che è avvenuta con successo nelle comunità parrocchiali di Campea, Combai, Farrò, Miane e Premaor.

Dal 19 marzo, implementando il servizio del sito (qui il link), è stata creata la pagina Facebook "Parrocchia di Campea, Miane e Premaor" (qui il link) che garantisce l'appuntamento della domenica con il commento al Vangelo di don Maurizio Dassiè, comunicazioni veloci e una serie di attività spirituali per giovani fedeli e famiglie.

Un'attività a distanza contraddistinta dal convincente hastag #LaComunitàNonSiFerma.

Il 26 aprile l'arciprete ha condiviso una particolare attività per bambini e ragazzi in sostituzione al catechismo, insieme ad una professione di fede e ad una preghiera da recitare insieme alla famiglia.

"Dal momento che non possiamo ritrovarci insieme in canonica a scoprire Gesù e la sua Parola - scrive don Maurizio -, vi proponiamo un'attività da fare insieme alla vostra famiglia, semplice ma molto creativa, entro l'8 maggio. Leggete attentamente la guida e poi mettetevi al lavoro insieme alla vostra famiglia".

"Abbiamo disegnato un albero fatto di tante figure (è scaricabile cliccando sul disegno) - prosegue la comunicazione - ognuno immagini di essere la figura nel tronco. Le figure nelle radici rappresentano chi ci ha trasmesso il Vangelo, le figure nella chioma sono coloro con cui condividiamo la fede in Gesù".

"Per i bambini più piccoli può essere un’occasione per colorare l’albero e magari scrivere i nomi delle persone care (genitori, nonni, catechisti, padrini, insegnanti di religione) che parlano loro di Gesù - scrive l'arciprete -. Per i più grandi e per i genitori è un’occasione di presa di coscienza che la fede di ognuno non è mai solo personale e privata, ma sempre frutto di relazioni, sempre comunitaria. Buon lavoro e buon divertimento!".

 

(Fonte: Luca Nardi © Qdpnews.it).
(Foto: Archivio Qdpnews.it).
#Qdpnews.it

Print Friendly, PDF & Email

Combai, l'azienda agricola "Crodi" del poeta contadino Diego Stefani compie 120 anni: una storia radicata nel territorio

  • Miane
  • - 15 Aprile 2020

C'era una volta un paesino a 395 metri di altitudine e una famiglia con un grande amore per il proprio territorio e la sua gente. Era il lontano 15 aprile 1900, il paese Combai di Miane e la protagonista è una famiglia di osti e contadini, la famiglia Stefani, genitrice della rinomata "Ostaria al Contadin".

Oggi la famiglia Stefani festeggia 120 anni di storia nati da un'idea coraggiosa del fondatore, Davide Stefani, che aprì la prima attività in Valbelluna, principalmente nella zona di Mel, perché adatta al commercio di marroni, insaccati, vino e mele.

OSTERIA AL CONTADIN

L’attività fu chiusa attorno alla metà del '900 perché il figlio Pietro aprì con la moglie Elisabetta Cesa l’attuale "Ostaria al contadin" con il nome locanda "Al cacciatore" o per i combaiotti "da Lisa". Successivamente, l'ostaria è stata “vinta a sorteggio” dal figlio maggiore Davide che, con la moglie Riccardina Buogo, ha dato il via alla terza generazione.

Dal 1972 alla guida dell'ostaria ci sono Diego Stefani, il "poeta contadino" famoso per le sue poesie in dialetto locale, e la moglie Carla Mattiola. I due sposi decidono di sviluppare ulteriormente l’osteria trasformandola in trattoria con cucina privilegiando l’autoproduzione di sopressa e di altri insaccati, rifornendosi da piccoli produttori a “km zero” prima ancora che questo termine esistesse.

Contadin8

In più di cento anni l’attività della famiglia Stefani si è evoluta tenendo fede alle proprie radici e rimanendo sempre nello stesso luogo in cui è nata, un punto di ritrovo imprescindibile per gli abitanti di Combai. Una tradizione di famiglia oggi curata con passione da Laura Stefani, figlia del poeta contadino, e da Alberto.

Parallelamente alla ristorazione e all'ospitalità, negli anni '80 la famiglia Stefani decide di rivalutare un’antica varietà autoctona, il Verdiso, e di vinificarla in purezza, contro il parere di molti.

Un’altra sfida più recente è stato produrre un taglio bordolese (Merlot e Cabarnet) denominato "500" perché proveniente da vigneti che si trovano a 500 metri sul livello del mare, una condizione estrema che conferisce caratteristiche uniche a questo vino rosso.

L’azienda oggi possiede quasi 6 ettari di vigneti condotti a biologico, tutti siti a Combai, dove si coltivano le varietà autoctone Verdiso, Perera, Bianchetta e Glera, ma anche i non locali Merlot e Cabernet Franc.

(Fonte: Luca Nardi © Qdpnews.it).
(Foto: Facebook - Ostaria al Contadin).
#Qdpnews.it 

Print Friendly, PDF & Email

Miane dice addio a Toni Bortolini: una persona a cui tutti volevano bene, domani pomeriggio l'ultimo saluto

  • Miane
  • - 20 Aprile 2020

La notte tra venerdì 17 e sabato 18 aprile è morto Antonio "Toni" Bortolini: l'uomo, di 67 anni, è stato ritrovato senza vita in casa sabato mattina e, probabilmente, è mancato a causa di un infarto.

"Personaggio" singolare di Miane, chiamato anche "Zenso", viaggiava per le vie del Comune con il suo scooter giallonero riconoscibile per la scritta "Valentoni 46".

Accanito tifoso del Milan e di Valentino Rossi, era un amante della musica e delle registrazioni di cassette e cd, che realizzava per i ragazzi del paese.

Non aveva famiglia, viveva solo e, per questo, era il parente adottivo di tutti, uno di famiglia ben voluto da tutti, ecco perchè l'epigrafe recita "Lo ricordano tutti coloro che gli hanno voluto bene e gli sono stati vicini".

In ricordo dell'uomo sul cancello della sua abitazione è stato appeso un cartellone con scritto "Ciao Toni, un saluto da tutti" e che chiunque può andare a fare una firma come segno di affetto per questa persona unica per bontà e simpatia.

In seguito a quanto stabilito dal Ministero della Salute, le esequie di Toni Bortolini saranno celebrate in forma privata domani, martedì 21 aprile, alle ore 15.


(Fonte: Luca Nardi © Qdpnews.it).
(Foto: Onoranze Funebri Gentili).
#Qdpnews.it 

Print Friendly, PDF & Email

Miane, l'amministrazione riconoscente verso i tanti gesti di solidarietà per famiglie bisognose, ospedali e volontari

  • Miane
  • - 12 Aprile 2020

Nuovo grazie alla comunità di Miane dal sindaco Denny Buso e da tutto il gruppo di maggioranza "Un futuro per Miane" (nella foto il Centro operativo comunale) per il grande impegno silenzioso di numerosi volontari noti e meno noti, insieme all'augurio per una Pasqua felice in famiglia a tutta la cittadinanza.

"In occasione della Santa Pasqua riteniamo doveroso ringraziare attività commerciali, associazioni (sportive, d'arma, comitati festeggiamenti, Coro Montecimon e tanti altri) e privati cittadini che in questo momento stanno facendo delle donazioni per i cittadini del Comune di Miane e per l'Avab Protezione civile Valsana, per gli ospedali di Conegliano e Vittorio Veneto stanno fornendo materiale sanitario (mascherine, guanti, gel, alcool), cibo/spese per famiglie in difficoltà e donazioni in denaro per l'acquisto di strumentazioni sanitarie".

"Ringraziamo anche tutti i cittadini che si sono messi a disposizione per fare i volontari e i volontari dell'Avab Pc Valsana per i servizi e l'impegno costante dall'inizio dell'emergenza".

Ieri pomeriggio, inoltre, è stato diffuso per le vie del Comune un messaggio preregistrato con le voci dei volontari, in cui, in primo luogo, si invitavano i cittadini a continuare a rispettare le disposizioni ministeriali in questi giorni di festa e, in secondo luogo, è stato trasmesso un augurio di buona Pasqua realizzato dai bambini di Miane. 

(Fonte: Luca Nardi © Qdpnews.it).
(Foto: Comune di Miane).
#Qdpnews.it

Print Friendly, PDF & Email

// Storie di Sport