Miane, primi lavori conclusi sulla strada silvo-pastorale verso malga Mont. Al via il prossimo weekend il secondo stralcio

  • Miane
  • - 02 Settembre 2019

Pronta risposta dell’amministrazione comunale di Miane alle lamentele mosse dei gestori di malga Mont, che chiedevano una maggiore manutenzione della strada silvo-pastorale che conduce alla malga (vedi articolo).

Un intervento, tiene a precisare l’amministrazione Denny Buso, già programmato dopo la tempesta Vaia e non conseguente alle lamentele.

Sabato scorso, 31 agosto, è stato concluso il primo stralcio dei lavori, che si sono svolti nei seguenti tratti: Troi dei Cavai, Posa Puner-Forcella Mattiola e Forcella Mattiola-Mont.


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Maggiori precisazioni sono arrivate dal sindaco: “Era un intervento programmato dal nostro Comune, che è stato realizzato la scorsa settimana da una ditta esterna in collaborazione con gli operai del Comune di Borgo Valbelluna (fusione di Lentiai, Mel e Trichiana, ndr)".

Sono stati realizzati i lavori più urgenti - continua Buso -, ossia la rimozione degli alberi abbattuti e la sistemazione delle frane, così da garantire il migliore svolgimento possibile della manifestazione “Malghe tra Miane e Borgo Valbelluna", avvenuta ieri”.

“Dal prossimo finesettimana - annuncia il primo cittadino di Miane - sarà realizzato anche il secondo stralcio grazie ad un accordo con la Protezione civile regionale, che svolgerà un’esercitazione fondamentale per concludere l’intervento su questa strada silvo-pastorale comunale. In particolare saranno realizzate le canalette per lo scolo dell’acqua piovana e sarà completato il fondo stradale nella zona sistemata la scorsa settimana e in altri tratti”.

Nessuna polemica dall'amministrazione Buso nei confronti dei gestori di malga Mont, anche se l'obiettivo è creare in futuro una maggiore collaborazione per garantire la reciproca manutenzione del patrimonio montano di Miane.


(Fonte: Luca Nardi © Qdpnews.it).
(Foto: Comune di Miane).
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Miane, weekend a Posa Puner: una rievocazione storica a 75 anni dal rastrellamento nazifascista del Cansiglio

  • Miane
  • - 26 Agosto 2019

Da un’idea di Federico Gusatto, originario di Campea di Miane e grande appassionato di storia locale e militare, è ritornata sabato la terza edizione di “Bandenkampf 1944” in località malga Ai Pian, nei pressi del rifugio Posa Puner.

Una rievocazione storica dall’alto valore culturale e sociale che mira a far rivivere, a 75 anni dai fatti, ciò che accadde sul monte Pecol nella prima mattinata del 31 agosto 1944.

Fu una delle fasi iniziali del rastrellamento nazifascista nell’altopiano del Cansiglio contro la brigata partigiana comunista “Giuseppe Mazzini”: un’operazione militare mirata che avvenne parallelamente alle violenze contro i civili del Quartier del Piave, della Vallata del Soligo e del Vittoriese.

Sul monte Pecol, situato tra i Comuni di Miane e Mel, i partigiani locali cercarono di rallentare l’avanzata tedesca e fascista, per poi ritirarsi in Cansiglio, dove si trovava il comando della divisione Garibaldi “Nino Nannetti”, passando per Salvedella, Praderadego, Pian de le Femene, Col Visentin e il Fadalto.

Protagonisti di quel breve scontro armato, in cui perse la vita il malgaro Pietro Spada, furono i “banditen” guidati dal pievigino Lino Masin (Nardo) e dal mestrino Dionisio Munaretto (Danton).

Dopo una settimana di combattimenti in Cansiglio e ben consapevoli dell’evidente inferiorità numerica e di mezzi, i partigiani dell’alto Trevigiano riuscirono a sfuggire dall’accerchiamento nazifascista grazie ad un eccellente manovra di sganciamento, che determinò la successiva pianurizzazione a piccoli gruppi.

Per queste ragioni il rastrellamento del Cansiglio non ebbe le drammatiche conseguenze di quello che accadde nel massiccio del Grappa due settimane dopo.

“Bandenkampf 1944” ha voluto raccontare in due giorni una delle fasi cruciali della Seconda guerra mondiale nel nostro territorio attraverso la realizzazione di diverse attività, quali la predisposizione degli accampamenti partigiano e tedesco con scene di vita quotidiana, una marcia in assetto da combattimento di un plotone di Luftwaffe svolta in zona infestata da bande partigiane e una marcia in manovra di sganciamento di un battaglione partigiano.

In entrambe le giornate è stato predisposto un display che ha illustrato le due fasi della battaglia del monte Pecol e mostrerà ai visitatori un rapido attacco a sorpresa dei partigiani a un campo tedesco.

(Fonte: Luca Nardi © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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Miane, strada dissestata per raggiungere malga Mont. Il sindaco: “Gestore invitato ad un confronto su tali problematiche”

  • Miane
  • - 22 Agosto 2019

La bella stagione sta portando molti turisti nel comprensorio prealpino che si estende tra i comuni di Segusino, Valdobbiadene e Miane, dando soddisfazione alle realtà ricettive e alle malghe locali. In questa fase finale della monticazione, però, non è mancata una lamentela.

La critica mossa verso il Comune di Miane è arrivata dall’azienda agricola di Luigi Zanus, che da otto anni gestisce malga Mont e che lamenta le inadeguate condizioni della strada comunale che porta alla malga, con inevitabili ricadute sulla clientela.

“La nostra non vuole essere una polemica - hanno affermato i gestori -, malga Mont è facilmente raggiungibile dal Quartier del Piave e dalla Vallata, in più ci troviamo a lavorare in un luogo bellissimo tra le province di Belluno e Treviso. Tuttavia, la strada che porta alla malga era già molto accidentata e lo è ancora di più dopo il maltempo dello scorso autunno”.

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“Il problema è dovuto alle buche, ai grossi ciotoli e all’assenza di canalette per lo scolo dell’acqua piovana - continua la famiglia Zanus - I clienti si lamentano, spesso hanno avuto dei danni ad auto e bici, noi stessi abbiamo distrutto due macchine, i disabili non possono raggiungerci”.

Chiediamo all’amministrazione comunale di occuparsi regolarmente della manutenzione della strada - concludono i gestori di malga Mont-, visto che la stessa è per il 90 per cento di proprietà del Comune Miane e per il 10 per cento di Mel. In questi otto anni non è mai successo niente, ma se dovessero esserci delle emergenze per prestare soccorso ci sarebbero evidenti difficoltà. Il sindaco è già stato informato del nostro disagio”.

Immediata la replica del nuovo cittadino di Miane, Denny Buso: “L'amministrazione comunale già da tempo si era prodigata per la risoluzione di queste problematiche, anche interessando enti sovracomunali di competenza. Quello che sta più a cuore a questa amministrazione è risolvere i problemi senza se e senza ma, per questo motivo il gestore della malga è stato invitato a partecipare ad un incontro/confronto su tali problematiche, nel pieno rispetto delle responsabilità di ciascuno”.

(Fonte: Luca Nardi © Qdpnews.it).
(Foto: per gentile concessione dei gestori di Malga Mont).
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Miane, cordoglio per la 59enne Martina Zanus: domani alle 10.30 il funerale nella chiesa arcipretale

  • Miane
  • - 23 Agosto 2019

Un’altra giovane vita spezzata, un’altra madre scomparsa prematuramente. È grande il dolore a Premaor e in tutta la comunità di Miane per la morte della 59enne Martina Zanus, avvenuta ieri sera, giovedì 22 agosto, dopo una lunga malattia all’ospedale di Vittorio Veneto.

I due figli Francesco e Serena Breda la ricordano come una donna devota al sacrificio e agli altri, una donna molto forte che ha lottato fino all’ultimo contro una grave malattia. Una vita di sacrifici prima come operaia in una nota azienda di Cison di Valmarino e, poi, combattendo a lungo la sua malattia con grande determinazione.

Insieme ai due figli la ricordano con affetto Wendy e Damiano, la nipotina Aurora, Guglielmo e tutti coloro che le hanno sempre voluto bene, in particolare nei momenti più difficili della sua vita.

Il rosario in suffragio della 59enne sarà recitato questa sera alle ore 20 nella chiesa arcipretale di Miane, dove domani, sabato 24 agosto, sarà celebrato il funerale alle 10.30.

(Fonte: Luca Nardi © Qdpnews.it).
(Foto: Onoranze Funebri Colletto).
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Miane, iniziata la distribuzione delle 100 bottiglie del torchio solidale: il ricavato andrà alla scuola elementare

  • Miane
  • - 20 Agosto 2019

Dalle macerie della guerra in un piccolo paese senza speranze nacque una generosa realtà solidale, cento anni dopo quel gesto fraterno è ritornato a vivere grazie all'impegno delle Pro Loco di Combai e Miane e delle quattro associazioni d'arma.

È la bella storia del torchio solidale montato su ruote che, nei primi anni Venti del secolo scorso, fu trainato di casa in casa da una vacca tra Combai, Miane e i paesi limitrofi per trasformare l’uva appena vendemmiata in un vino dal valore speciale.

I protagonisti furono alcuni reduci della Grande Guerra residenti a Combai, che decisero di offrire un servizio gratuito di torchiatura dell’uva in cambio di un po’ di vino.

Una piccola ricompensa da vendere in frasche e osterie che utilizzarono per garantire un piccolo contributo per il sostentamento di vedove e orfani di guerra del paese, ma anche per la realizzazione del monumento ai loro compaesani caduti.

torchio

Nel centenario della Grande Guerra, il torchio tenuto in affido dal “poeta contadino di Combai”, Diego Stefani, è stato restaurato dalle quattro associazioni d’arma di Miane, agevolati dall’aiuto prezioso di Aldo Bortolini, Mario Cason, Aldo Dall’Arche, Franco De Biasi e Pietro Possamai.

Rinato a nuova vita e fatta conoscere la sua storia nelle più importanti manifestazioni annuali comunali, il torchio solidale ha permesso di produrre cento bottiglie numerate dalla vinificazione delle uve della vendemmia 2018 e, proprio in queste settimane, sta iniziando la loro distribuzione.

Un ennesimo gesto di solidarietà che mira a raccogliere fondi per la scuola elementare di Miane e il testimone di quei generosi reduci brutalmente invecchiati dagli orrori della guerra, ma desiderosi di donare un futuro roseo alle mogli e ai figli dei loro paesani “andati avanti”.

(Fonte: Luca Nardi © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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