Montebelluna dice “No al 5G”, il Consiglio approva la delibera che ne vieta, al momento, la sperimentazione

Il consiglio comunale di Montebelluna dice “No al 5G”: dopo una lunga discussione e alcune posizioni contrarie il consiglio comunale di Montebelluna ha approvato ieri sera, martedì 30 giugno 2020, una delibera che sostanzialmente si dichiara contraria alla sperimentazione 5G, con la sola opposizione dei consiglieri de L’Alternativa Giusta, Francesco Bortignon e Fernanda Favotto.

Siete contro il progresso, state facendo una battaglia di retroguardia e state con la minoranza della scienza complottista”, ha tuonato Bortignon dalle poltroncine dell’auditorium della biblioteca comunale, dove ieri sera si è svolto il Consiglio comunale, il primo non in videoconferenza dopo la fase acuta dell’emergenza Covid.

“Nemmeno la scienza vive di certezze, l’emergenza sanitaria ci ha fatto capire quanto sia fragile il mondo scientifico, dove prevale la ricerca del prestigio personale - ha detto il sindaco Marzio Favero presentando la delibera contro il 5G - Non è un ordine del giorno contro la tecnologia, bensì richiama al principio di saggezza e responsabilità. L’Oms completerà entro 2022 i suoi studi sul 5G, la nostra posizione è essere attendisti. Il 5G, ci dicono, porterà l’Internet degli oggetti, si potrà operare a distanza in laparoscopia,favorirà la domotica e potremo così trovare il cibo caldo quando rientriamo a casa, oltre ad ulteriori funzioni interessante. Ma, questo prevederebbe la moltiplicazione del numero di antenne, ogni 150-200 metri per riverberare il segnale e raggiungere tutte le persone".

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"Sono incorso accertamenti da parte dell’Arpa e del ministero alla sanità - ha aggiunto il primo cittadino -. Montebelluna può anche permettersi di aspettare qualche mese per decidere se è opportuno o meno adottare questa tecnologia. Un tempo gli slogan tecnologi dicevano che finché non è dimostrato che fa male lo si deve impiegare, oggi si è arrivati al rovesciamento di tale assunto. Siamo già immersi mondo tecnologico e non credo fanatismo ecologico, consumiamo idrocarburi anche perché non abbiamo tutti i soldi per utilizzare mezzi meno inquinanti. Osservo con piacere che lo sviluppo tecnologico si sta finalmente incanalando in percorsi etici e filosofici, tanto che oggi è “in” usare l’auto che inquina poco, piuttosto che il macchinone di grande cilindrata. Sulla sperimentazione del 5G resto dell’idea che la “Prudenza sia serva della saggezza”.

Ma, secondo Bortignon “tante piccole antenne diminuiscono la potenza che deve essere utilizzata”, con minore rischio, quindi, di inquinamento elettromagnetico. “Sono perplesso - aggiunge - che questo atto d’indirizzo non abbia una scadenza, arriverà il 6 e 7G, noi saremo ancora con il 4G a manovella. Le onde elettromagnetiche non hanno effetti cancerogeni, solo un paio scienziati complottisti ne sono convinti. Le stesse proteste furono fatte per le normali antenne, come per l’elettrodotto di Busta, ma non mi risulta ci siano stati problemi. All’inizio del Novecento ci fu un’opposizione per l’elettricità. State facendo l’occhiolino a coloro che dicono che 5G trasporta il coronavirus. La luce solare è migliaia di volte più potente del 5G”.

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Su questo terreno la replica del sindaco è stata immediata: “Ricordiamo tuttavia che sul nucleare chi diceva che c’erano rischi era un mentecatto, poi accadde ciò che secondo la scienza non sarebbe mai potuto accadere, prima a Cernobyl poi a Fukushima. L’Italia aveva detto ‘No’ al nucleare, scelta sbagliata o giusta che fosse. Sul 5G, seppure dovrebbe essere dimostrato che è innocuo, temo che risulteranno determinanti le pressioni fortissime delle compagnie telefoniche fortissime, e l’imposizione potrebbe arrivare dall’alto. Oltretutto, Montebelluna è cablata al 90% con la fibra ottica, la velocità in Internet non manca”.

Anche la minoranza del Pd-Il futuro è Adesso ha sostenuto la linea della maggiorana: “La nostra opinione resta quella espressa quando pervenne la richiesta di installare antenne - ha detto il capogruppo Davide Quaggiotto -, la scienza non ha i tempi della politica e dei mass media. C’è un grande lavoro sul territorio sull’argomento da parte di sindaci di centrosinistra e destra. Non demonizziamo il 5G, siamo positivi verso il progresso, ma rispettiamo il principio di prevenzione dettato anche dall’Europa. Aspettare è una posizione di buon senso”.

Il consigliere di maggioranza Adalberto Bordin ha tagliato corto: “Il 5G non ci serve per fare merenda domattina. Per restare in Italia, sull’amianto sappiamo bene quanto è accaduto a distanza di 30 anni, l’amministrazione comunale deve pensare prima alla salute dei cittadini”.

 

(Fonte: Flavio Giuliano © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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