Le piscine di Montebelluna chiudono ma aspettano ancora il “ristoro” di aprile, la preoccupazione di Giovanni Menegon

Il governo promette risarcimenti immediati ma le piscine comunali di Montebelluna (e Valdobbiadene) aspettano ancora la “mancetta” di aprile.

Giovanni Menegon, presidente della Montenuoto, società che gestisce gli impianti sportivi comunali di Montebelluna e Valdobbiadene è un fiume in piena e ci parla, ormai con una certa sconsolazione, della critica situazione in cui si versano le casse dell’associazione sportiva: “Abbiamo stipendi e bollette da pagare, oggi, non in un futuro non ben precisato. Nei quattro mesi di chiusura precedente abbiamo perso circa 400mila euro d’incassi, il governo ci ha riconosciuto il 10% sul solo mese di aprile, pari a 15mila e 400 euro, ma neppure quei pochi soldi sono ancora arrivati”.

Con la riapertura la Montenuoto ha inoltre investito cifre considerevoli per adeguarsi alle normative, investimenti che hanno dato i loro risultati visto che non si sono verificati casi di contagi da Covid-19: “Ci avevano invitato ad adeguarci alle disposizioni - dice Giovanni Menegon -, le abbiamo seguite alla lettera, come hanno fatto altre centinaia di piscine in tutta Italia. Da tutti i controlli effettuati nessuna è risultata fuori regola. Si sono investiti parecchi soldi in attrezzature e sorveglianza. Perché penalizzarci così, dalla sera alla mattina, se non si sono riscontrati problemi di sorta? Ora l’impianto è chiuso e ci spiace molto anche perché non possiamo offrire un servizio che siamo riusciti a garantire ai cittadini in massima sicurezza”.

Cosa succederà alle piscine comunali che, tra l’altro, a Montebelluna avevano in scaletta ulteriori ristrutturazioni per un ammontare di 200mila euro di opere, queste interamente finanziate da Comune e Regione?

Se non arrivano contributi immediati ci troveremo in grossa difficoltà - risponde il presidente Menegon -, non so davvero come faremo. Proveremo a chiedere la sospensione dei pagamenti, ma non è detto che le ditte fornitrici accettino. Volevano chiudere a tutti i costi? Bene, ma prima dovevano essere predisposti ed erogati i rimborsi adeguati. Questo vale per tutte quelle attività coinvolte da quello che è un nuovo vero e proprio lock-down. Avevamo programmato di chiudere in prossimità delle vacanze natalizie per poter eseguire i lavori di ristrutturazioni previsti, non credo che riusciremo ad anticipare i tempi approfittando della chiusura forzata, i lavori hanno i loro bandi con relative scadenze”.

 

(Fonte: Flavio Giuliano © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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