È morta a 80 anni suor Maria Armida, fu infermiera all’ospedale di Montebelluna e faceva il tifo per Platini e Alboreto

Suor Maria Armida è volata in cielo. Aveva 80 anni e i meno giovani a Montebelluna se la ricorderanno infermiera per molti anni all’ospedale di Montebelluna. Un’intera vita donata al prossimo, il suo cuore ha cessato di battere a Villa Salus, la Casa riposo delle suore di Mestre.

I funerali si terranno venerdì 15 gennaio, alle 15, nel Duomo di Montebelluna.
Il vero nome di suor Maria Armida era Rita Simioni, zia del vicepresidente del Tennis Club Ostani di Montebelluna, Gianmaria Simioni.

Era nata il 16 giugno del 1940, a Barcon di Vedelago, aveva preso il velo giovanissima, a 18 anni, a Lamporecchio di Pistoia ed era entrata nell’Ordine della Serve di Maria Mantellate. Settima di nove fratelli (lascia in vita Nazzareno, Angelina ed Elena) Rita Simioni, raccontava, si era fatta suora dopo aver visto le atrocità della guerra.

Anche per questo motivo decise di entrare in ambito sanitario e divenne infermiera professionale. Carriera che iniziò all’ospedale vecchio di Montebelluna, per poi passare all’ospedale nuovo di San Valentino, di cui fu tra le fondatrici, nel reparto di Medicina Donne.

Venne poi trasferita all’ospedale di Correggio (Reggio Emilia) e fu promossa a caposala. Lì conobbe e divenne amica del cantante Ligabue. L’ultimo impegno professionale la vide impegnata all’ospedale di Firenze, sempre come caposala.


Oltre a quella per la musica aveva anche altre due grandi passioni, sportive. Era tifosissima della Juventus e adorava Michel Platini, e della Ferrari (in particolare tifava per Michele Alboreto).

 

(Fonte: Flavio Giuliano © Qdpnews.it).
(Foto: per concessione della famiglia).
#Qdpnews.it

Print Friendly, PDF & Email

// Storie di Sport