È andato aumentando in questi ultimi anni il numero di persone, prevalentemente anziane, colpite da decadimento cognitivo.
Si tratta di situazioni non facili da gestire per le famiglie, che si trovano a dover assistere in casa un proprio familiare con questo problema.
Spesso l’assistenza da garantire è continua, giorno e notte.
Nel nostro territorio, la Regione Veneto in questi ultimi anni ha intensificato lo sforzo per creare opportunità di sollievo per i cosiddetti caregiver, ossia i familiari che si assumono l’onere di sorvegliare e curare il loro congiunto malato.
Sono nati così i Centri Sollievo, luoghi che offrono, per alcune ore la settimana, compagnia e assistenza alle persone con demenza lieve, in modo che i caregiver possano essere sollevati almeno per un po’ di tempo dalla preoccupazione di dover stare continuamente con la persona con demenza.
I Centri Sollievo sono gestiti da volontari con la supervisione e il supporto formativo di esperti professionisti.
Scegliere di fare il volontario in un Centro sollievo è entrare in punta di piedi nella vita di persone fragili, spesso molto segnate dal decadimento cognitivo, e nelle storie delle loro famiglie. È offrire tempo, sì, ma soprattutto presenza, ascolto e umanità.
Nel Quartier del Piave l’Associazione “Fabrizio Viezzer” gestisce ormai da diversi anni due Centri, uno a Soligo e l’altro a Sernaglia della Battaglia. Di circa una ventina di ospiti si prendono cura a turno ventiquattro volontari.
“La loro disponibilità è un bene prezioso per la comunità, perché svolgono il servizio con una forte motivazione e competenza”, ha fatto sapere l’associazione.
Ovviamente la preparazione di un volontario che presta servizio in un Centro Sollievo può e deve sempre essere migliorata. Ecco perché l’Associazione “Fabrizio Viezzer” ha organizzato un nuovo corso di formazione per i propri volontari.
Il corso, iniziato il 10 marzo nella sede dell’associazione, in via Carlo Conte a Soligo, si sviluppa in tre incontri e affronta temi quali le caratteristiche della demenza, i linguaggi e gli strumenti per stabilire relazioni significative e le attività stimolanti in queste situazioni.
Il corso è guidato da Sara Sabbadin, psicologa esperta di contesti dove si affrontano situazioni di fragilità cognitiva.
“Quando una famiglia affida il proprio caro a un Centro sollievo, affida qualcosa di prezioso. Sapere che i volontari sono formati trasmette fiducia e serenità. Il corso non è solo un investimento sui volontari, ma è un segnale forte alle famiglie nel vedere il personale preparato e che si prende cura con competenza – ha affermato l’associazione – Fare volontariato è un servizio profondo ed emotivamente impegnativo. Il corso aiuta a comprendere il senso di ciò che si fa, a rinnovare le motivazioni e a trovare sostegno nel gruppo. Perché il volontariato non è solo ‘fare qualcosa’, ma è scegliere di esserci”.
Per ulteriori informazioni, è possibile contattare l’associazione Viezzer, chiamando il numero 0438-82651 (dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 12) oppure scrivendo all’indirizzo mail ass.viezzer@libero.it
(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: archivio Qdpnews.it)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata






