Cent’anni fa a villa Giusti a Padova veniva firmato l’armistizio.

L’atto, con il quale si sanciva la fine vittoriosa della guerra contro l’Impero Austroungarico, fu sottoscritto il 3 novembre ed entrò in vigore il giorno successivo, il 4 novembre di cent’anni fa.

“I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza”. Con queste parole contenute nel celebre bollettino della vittoria, il generale Armando Diaz, comandante delle forze armate italiane comunicò alla nazione e al mondo la fine vittoriosa del conflitto.

Oggi, un secolo dopo, Pieve di Soligo si è ritrovata per ricordare non solo quegli eventi, ma soprattutto le vittime e quanti soffrirono in quegli anni, a causa di quei tragici accadimenti.

La sofferenza dei soldati al fronte e quella dei civili, nelle loro case, in balia dell’esercito invasore. Da Caporetto a Vittorio Veneto fu un anno tragico, per il quale l’intero Quartier del Piave pagò un prezzo altissimo.

La cerimonia è iniziata con l’alzabandiera al quale, oltre alle autorità civili e militari e alla popolazione, hanno partecipato anche le scolaresche, in un ideale passaggio di testimone della memoria storica. Al termine della messa nel duomo a suffragio dei caduti di tutte le guerre, un corteo è partito in direzione del monumento dei caduti per deporre una corona d’alloro.

Con l’occasione è stata inaugurata una stele con il nome dei 44 caduti di Pieve di Soligo, capoluogo durante il conflitto. Un atto dovuto e fortemente voluto dall’amministrazione comunale e dal gruppo alpini di Pieve di Soligo.

Una minuziosa ricerca storica portata a termine dal professor Enrico Dall’Anese, un perenne ricordo che Pieve di Soligo ha voluto, grata “ai suoi figli” morti nel fiore della vita per la libertà di tutti.

Nelle parole del sindaco Stefano Soldan, del capogruppo degli alpini di Pieve di Soligo Albino Bertazzon e del parroco monsignor Giuseppe Nadal, tutta la gratitudine della comunità pievigina per tutti coloro che a causa della Guerra hanno sofferto, con uno sguardo al futuro che si spera sia di pace.

I ragazzi del collegio "Balbi Valier" e dell'istituto comprensivo "Giuseppe Toniolo", con musica e canto hanno portato l’omaggio delle nuove generazioni al sacrificio di allora. La giornata si è conclusa con il taglio della torta gigante offerta dalla pasticceria Gerlin.

(Fonte: Giancarlo De Luca © Qdpnews.it).
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