L’amore della famiglia e il valore dell’amicizia sono stati gli aspetti posti in risalto quest’oggi nel ricordare Stefano “Nino” Busetto, il 31enne morto lo scorso lunedì a Pieve di Soligo. Nel duomo gremito per il funerale, la comunità si è fermata per dire addio ad un ragazzo che, nonostante le avversità che il destino gli ha riservato, ha saputo lasciare un segno nella vita di tante persone.

Sulla bara, portata in spalla dagli amici lungo la navata, posate insieme alle rose bianche c’erano due maglie da calcio: quella della Juventus con nome e dedica di Alessandro Del Piero e quella del Contà, la contrada pievigina alla quale Nino apparteneva.

Cresciuto frequentando il patronato Careni di via Guglielmo Marconi, nelle tante attività portate avanti dalla parrocchia Nino aveva messo tutta la sua passione e il suo entusiasmo.

Dal grest estivo al cinema Careni, passando per l’organizzazione di tornei sportivi, su tutti la sfida calcistica tra le contrade del Trevisan e del Contà, Nino col tempo era diventato un punto di riferimento importante, ricoprendo anche la carica di presidente del circolo Noi “Beato Giuseppe Toniolo”, l’associazione che gestisce l'attività degli oratori.

Proprio in quest’ambito Nino aveva saputo guadagnarsi la stima e soprattutto l’amicizia di tantissime persone, le stesse che quest’oggi erano presenti in chiesa per dargli l’ultimo saluto, compresi i giovani sacerdoti che negli anni si sono avvicendati come vicari nella parrocchia di Pieve di Soligo.

Sei stato generoso Stefano, non solo quando arrivavi in oratorio con i dolci preparati da te, che sognavi di fare il pasticcere, ma per tutto il tempo che hai donato ai ragazzi e ai giovani - ha detto don Giuseppe Nadal durante l’omelia - Sei stato coraggioso e hai combattuto le tue battaglie. Il Signore è pronto a donarti la sua corona di gloria, soprattutto perché te, Stefano, eri una persona buona. Che tu possa essere d’esempio ai giovani per fare di più”.

Dopo avere frequentato il Cfp di Lancenigo, Nino era diventato panettiere. Nove anni fa l’incidente stradale che l’ha costretto alla quasi totale immobilità, lui che aveva consacrato la propria vita allo stare insieme attivamente con gli altri.

Per tutto questo lungo periodo è stato accudito con grande amore dai genitori Guido e Annalisa e dalla sorella Silvia, assistito anche nel continuare a portare avanti le tante iniziative nelle quali era coinvolto, una dedizione ricordata nella predica di don Giuseppe: “Spesso dimentichiamo - ha sottolineato il sacerdote - che in mezzo a noi ci sono tanti esempi di persone che sanno amare nell’umiltà e nel silenzio: a loro diciamo grazie per tutto quello che hanno fatto”.

La cerimonia è proseguita con la preghiera dei fedeli letta dagli amici ed poi è terminata, prima della processione verso il cimitero, con la lettura di una commovente lettera d’addio scritta dai volontari del cinema Careni: “Caro Nino, porteremo nel nostro cuore un ricordo speciale di te e ti vorremo per sempre bene”.



(Fonte: Edoardo Munari © Qdpnews.it).
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