Pieve di Soligo, tristezza per l’ippocastano collassato nel Soligo. Soldan: “Era un sorvegliato speciale”

“Era a tutti gli effetti uno di noi, almeno per chi conosce bene Pieve di Soligo”: queste le parole di amarezza del sindaco di Pieve di Soligo, Stefano Soldan, per commentare la giornata di ieri, domenica 17 novembre 2019, in cui il secolare ippocastano vicino al ponte sul fiume Soligo è collassato a causa delle raffiche di vento miste alla pioggia battente degli ultimi giorni.

Il voler “antropomorfizzare” una pianta, pezzo indiscutibile della storia della comunità pievigina, per alcuni potrà sembrare un’esagerazione anche se non la pensano così le tante persone che con tristezza hanno seguito i momenti concitati in cui l’albero è stato rimosso dal Soligo coinvolgendo circa 10 vigili del fuoco.

Dalle ore 9.15 alle ore 20 di ieri, infatti, anche per paura del possibile “effetto diga” nel caso in cui l’ippocastano, scontrandosi con il ponte, avesse potuto fare da tappo, la task force intervenuta per monitorare la situazione è stata di tutto rispetto.

La chiusura temporanea di via Vaccari, resa necessaria per tutte le operazioni utili a rimuovere l’albero dal fiume, ha sicuramente creato qualche disagio anche perché, bollettino alla mano, tutto è stato procrastinato in attesa dell’abbassamento del livello delle acque del Soligo, anche perché il bollettino meteo non era dei migliori.

Al flebile vento di polemica scaturito dal fatto che il rischio cedimento dell’albero fosse per alcuni più che prevedibile, risponde il primo cittadino Soldan spiegando bene la situazione: “L’albero era sicuramente sotto osservazione e, proprio per questo, doveva esserci una potatura graduale per garantire le condizioni di sicurezza. Vista l’età dell’ippocastano, che ogni pievigino conosceva, non si può mai sapere come possano andare realmente le cose ma la pianta aveva dato dei segnali nel 2007per cui era stata attuata una prima potatura importante e un sistema di cure".

“Ovviamente avevamo notato - continua Soldan - che da una parte fosse pieno di foglie mentre dall’altra ne fosse privo, ma in ogni caso era un sorvegliato speciale, che abbisognava di cure specifiche, come altri alberi che presto saranno tagliati. Un cedro al centro Balbi e un altro albero al parco del Balbi, insieme ad alcune piante a Barbisano, saranno oggetto di particolari forme di potatura per alleggerirli e renderli più sicuri per l’incolumità di tutti”.

“Ringrazio con il cuore - conclude il primo cittadino di Pieve di Soligo - i vigili del fuoco impegnati nelle operazioni di rimozione dell’albero dall’acqua del fiume. Un ringraziamento anche alla protezione civile, ai carabinieri, agli alpini e alla polizia locale impegnata fino a tardi per garantire che l’intervento si svolgesse in condizioni di sicurezza. Ora gli alpini hanno portato il grosso tronco davanti a palazzo Balbi ma l’area dovrà essere sgomberata entro venerdì sera, prima del mercato settimanale, da una ditta specializzata”.

Dalle parole del sindaco e dai commenti di tanti cittadini di Pieve di Soligo, che hanno espresso il loro stato d’animo anche nei social, traspare il senso di vuoto per la “perdita” di un simbolo del paese: quell’ippocastano tanto caro ai pievigini che amavano fotografarlo e fermarsi a guardarlo ormai da più di cent’anni.


(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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