Impegno corale per Pieve di Soligo capitale italiana della cultura 2021: il 2 marzo la presentazione del dossier

Questa non sarà soltanto la candidatura di Pieve di Soligo ma quella di un intero territorio”: più volte si è sentita questa frase durante l’appuntamento pubblico di questa mattina, sabato 18 gennaio 2020, per discutere di Pieve di Soligo capitale italiana della cultura 2021.

Un percorso impegnativo che vedrà il sostegno di numerose amministrazioni comunali, fondazioni, associazioni, mondo del volontariato e realtà private unite insieme per una nuova sfida dove ancora una volta l’Alta Marca Trevigiana sarà al centro di un progetto ambizioso come lo è stato il cammino verso il riconoscimento a Patrimonio dell’Umanità del paesaggio delle colline di Conegliano e Valdobbiadene.

Pieve di Soligo, cuore del nuovo sito paesaggistico dell’Unesco, punterà sulle sue eccellenze e sulla fortuna di aver ospitato e ispirato grandi personaggi della cultura italiana come il poeta Andrea Zanzotto (100 anni dalla nascita nel 2021), il sociologo ed economista, grande maestro della cooperazione, Giuseppe Toniolo (100 anni dalla morte nel 2018), la celebre cantante lirica Toti Dal Monte (45 anni dalla morte nel 2020) insieme al ministro Francesco Fabbri (100 anni dalla nascita nel 2021) e a tante altre personalità della letteratura, della musica, dell’arte e della socialità.

Marco Zabotti, direttore scientifico dell’Istituto Diocesano “Beato Toniolo”, ha parlato di un territorio che, anche grazie a questa candidatura, potrà riscattarsi dall’antica povertà con una concezione dinamica della cultura per venire incontro alle esigenze della modernità.

Questa ulteriore ambizione, secondo le parole dello stesso Zabotti, non sarà vissuta in solitudine ma vedrà l’impegno corale di chi ha intuito le grandi possibilità di crescita per tutta l’area, con l’approccio di chi è consapevole di aver ricevuto un dono importante da custodire.

Una cultura che dovrà ispirare, pensando alle “vite illustri” che sono l’espressione più alta del territorio pievigino, una cultura che sarà capace di creare, grazie al marchio di fabbrica dell’intraprendenza di chi fa del lavoro il suo vero valore aggiunto e una cultura che dona ed è capace di offrire bellezza, arte, musica, enogastronomia e turismo di qualità, senza dimenticare la dimensione del volontariato e della cooperazione per tagliare grandi traguardi.

In tanti oggi non hanno fatto mancare la loro presenza a Pieve di Soligo con la promessa di un impegno fattivo per sostenere Pieve di Soligo, la sua gente e le sue peculiarità.

Dal Consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene Docg, con il suo presidente Innocente Nardi, sono arrivate parole di speranze per i giovani che, anche grazie a questo percorso, potranno trovare nuovi stimoli per rimanere sul territorio immaginando di poter costruire qui il proprio futuro.

Presenti all’incontro il sindaco di Pieve di Soligo Stefano Soldan con la giunta pievigina, il consigliere della Regione Veneto Alberto Villanova, Albino Cordiali, consigliere della provincia di Treviso e sindaco di Vidor, tanti sindaci e amministratori dei Comuni dell’Alta Marca Trevigiana, Mauro Canal, sindaco di Refrontolo e presidente dell’Ipa “Terre Alte” insieme a diversi rappresentanti di enti, associazioni, fondazioni e imprese del territorio.

Ora arriva forse il momento più difficile, con l’elaborazione del dossier per la candidatura di Pieve di Soligo capitale italiana della cultura 2021, che sarà presentato il prossimo lunedì 2 marzo 2020, con i tavoli di lavoro e tutte le sinergie che si dovranno instaurare per uno scopo finale il cui percorso, come è stato evocato più volte, sarà sicuramente l’elemento premiante.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto e video: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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