Onorati i “martiri del gelo” della Campagna di Russia: commozione per lo spettacolo in loro memoria

Tanta commozione e tutto il pubblico in piedi per applaudire il gruppo “I Sgrafalopa”, i cantastorie del Montello che ieri sera, sabato 18 gennaio 2020, hanno messo in scena all’auditorium “Battistella Moccia” di Pieve di Soligo una toccante rappresentazione con testimonianze e canzoni per ricordare la Campagna di Russia e la ritirata.

Presenti in sala gli artiglieri pievigini, con il presidente Fabio Decet, insieme a tutte le sezioni degli alpini del paese, con il presidente del gruppo alpini di Pieve di Soligo, Albino Bertazzon, il capogruppo degli alpini di Solighetto, Aldo Pradella e anche dei rappresentanti per il gruppo di Barbisano, vista l’assenza del presidente Bruno Calderari.

Il titolo dello spettacolo, “Italianski Karasho’ (italiani brava gente), si riferisce all’espressione che la popolazione russa ha utilizzato durante la Seconda guerra mondiale per definire i soldati italiani.

Sono stati tanti, infatti, gli episodi di solidarietà tra la popolazione locale e i soldati italiani, andati a combattere una guerra assurda con condizioni meteorologiche estreme.

Lo scopo dell’evento - come raccontano i cantastorie del Montello, gruppo nato a Biadene - è quello di raccontare la memoria storica delle vicende che hanno visto il coinvolgimento del Corpo di Spedizione Italiano in Russia, rinominato poi Armata Italiana in Russia. Si calcola che su 220 mila partiti, 90 mila furono i nostri connazionali caduti, dispersi e vittime della prigionia che non tornarono”.

“Ascoltando lo spettacolo - proseguono - sembra di vedere quella lunga marcia di soldati con i piedi congelati, le barbe ispide coperte di ghiaccio, assediati dalla fame e dal gelo, che avevano abbandonato l’ansa del Don per sfuggire all’accerchiamento dell’armata russa. Hanno combattuto undici cruente battaglie con armamenti gravemente insufficienti e senza alcun rifornimento. Il 26 gennaio del 1943 arrivarono a Nikolajewka presidiata da ingenti forze russe”.

“Al sottopassaggio della ferrovia - concludono - hanno dovuto combattere l’ultima disperata battaglia per uscire dalla sacca e riguadagnare la strada verso l’Italia, le loro case e le famiglie, lontane migliaia di chilometri. Hanno subito innumerevoli privazioni fisiche e morali, senza dimenticare il senso di abbandono da parte della loro patria, maledicendo chi li aveva mandati in quel macello”.

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Verso la fine della serata, nell’auditorium si è sentito un silenzio avvertito solo di rado in passato. Tante le persone commosse e gli sguardi concentrati sulle strazianti immagini proiettate sullo schermo.

Foto e video di soldati disperati, mandati a combattere in luoghi ostili, resi ancora più inospitali dalle rigide temperature che scendevano oltre i 40 gradi sottozero.

Il capogruppo degli Alpini di Pieve di Soligo, Albino Bertazzon, ha ribadito l’inutilità di tutte le guerre, anche di quelle attuali, sottolineando la fortuna di poter vivere in un periodo di pace.

Il vicesindaco di Pieve di Soligo, Luisa Cigagna, presente insieme all'assessore Danilo Collot in veste di rappresentanti dell’amministrazione comunale pievigina, non ha trattenuto le lacrime ricordando l’esperienza del padre, anche lui protagonista, suo malgrado, di quella triste pagina di storia per la quale è d’obbligo il ricordo in memoria dei “martiri del gelo”.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto e video: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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