Pieve di Soligo, invito del consigliere regionale Villanova ai bengalesi integrati: “Condannate le violenze sui bambini”

Ha colpito molto l’opinione pubblica trevigiana la frase pronunciata da Omar Faruk, l’imam bengalese accusato di maltrattamenti verso minori durante alcune lezioni sul Corano, ospitate in un centro culturale islamico di Pieve di Soligo, in cui l’uomo, dopo aver ammesso lo sbaglio, avrebbe aggiunto che “nella sua cultura è così che si insegna ai bambini”.

La frase ha messo in imbarazzo le diverse comunità bengalesi presenti a Pieve di Soligo, da mesi nell’occhio del ciclone per gli errori commessi da alcuni loro rappresentanti.

Sono tanti, infatti, i bengalesi integrati protagonisti di diverse iniziative interculturali promosse in questi anni nel Comune di Pieve di Soligo per avvicinare le numerose realtà straniere presenti sul territorio pievigino.

Proprio ai bengalesi integrati, infatti, si rivolge Alberto Villanova, consigliere della Regione Veneto e presidente della VI commissione cultura in consiglio regionale, che ha dichiarato: “In Italia il Corano non è e non sarà mai legge".

"Picchiare i bambini con la scusa dell’insegnamento del Corano è un fatto gravissimo - afferma - che sembra ripetersi da troppo tempo nella “moschea” di Pieve di Soligo. I tanti bengalesi che qui si sono integrati devono essere i primi a vigilare perché questi scandali vergognosi non si ripetano mai più”.

Treviso e i trevigiani - prosegue Villanova - hanno dato tantissimo lavoro in questi decenni anche alla comunità bengalese. Questo perché noi veneti siamo disposti a dare molto, anche a chi viene da lontano purché si rispettino la nostra terra, le nostre leggi e la nostra cultura. In essi non rientra il picchiare i bambini o nascondere il volto di una donna con un burqa”.

“Per questo motivo - conclude il consigliere regionale residente a Pieve di Soligo - voglio invitare i bengalesi di buona volontà, che qui si sono integrati lavorando e inserendosi nel rispetto della nostra cultura, a condannare le intollerabili violenze nei confronti dei bambini. Una cultura che preveda il rispetto della persona e dei più deboli, una cultura che chi arriva in Italia non può in alcun modo permettersi di calpestare ed ignorare a suo piacimento”.

Intanto a Pieve di Soligo continuano gli incontri dei membri del gruppo “Cultural-Mente” che, consapevoli dell’importanza di coinvolgere le comunità straniere locali e i pievigini in un percorso di reciproca conoscenza, stanno preparando degli appuntamenti per la prossima primavera.

L’integrazione, come affermato dal consigliere comunale Valentina Lucchetta, coordinatrice di “Cultural-Mente, non può essere unilaterale ma deve coinvolgere tanto gli stranieri quanto gli italiani: gli eventi di “Cultural-Mente” andranno proprio in questa direzione.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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