Pieve di Soligo oltre la psicosi “coronavirus”: parte dai social l’iniziativa della cena nel ristorante gestito dai cinesi

A Pieve di Soligo il “coronavirus” si combatte con un’originale proposta lanciata nei social: tutti a cena nel ristorante pievigino gestito dai cinesi per abbattere i pregiudizi e alcune ingiustificate paure per il possibile contagio.

L’allarme “coronavirus”, con nuovi episodi di contagio e decessi, sta infatti cambiando le abitudini degli italiani e anche in Veneto le attività gestite dai cinesi stanno subendo delle perdite molto pesanti.

È notizia di questi giorni, infatti, la sospensione della tappa di Bologna del Festival dell’Oriente, famosa manifestazione che porta le culture asiatiche in giro per l’Italia, proprio perché l’edizione di Milano, partita all’inizio della diffusione della notizia del “coronavirus”, aveva più che dimezzato le presenze di pubblico.

Anche nel Trevigiano, per la paura del contagio, sono tante le persone che evitano di frequentare attività commerciali e ristoranti gestiti da cinesi, anche a causa del continuo bombardamento mediatico sull’argomento.

A Pieve di Soligo, invece, c’è chi ha usato il gruppo social “Sei di Pieve di Soligo se” per lanciare una proposta contro la psicosi “coronavirus”.

“Mi piacerebbe andare a cena al sushi di Pieve - scrive una donna iscritta al gruppo social pievigino - un po’ per solidarietà, un po’ perché mi piace la cucina orientale. Qualcuno vorrebbe aderire a questa iniziativa?”.

Il ristorante giapponese di Pieve di Soligo, anche se propone la cucina nipponica, è gestito da cittadini di origine cinese e alcuni mesi fa, suo malgrado, era stato colpito indirettamente da un’altra vicenda che aveva rischiato di interrompere bruscamente l’attività appena iniziata: l’episodio della gastroenterite virale contratta dopo aver consumato un’insalata di alghe “tossiche” che, in realtà, non era stata servita in questo locale ma in altri ristoranti della Provincia di Treviso.

In merito alla proposta della “cena solidale” al ristorante asiatico di Pieve di Soligo, sono stati tanti i commenti positivi e alcune persone sarebbero già pronte ad organizzarla, non avendo perso la voglia di gustare le pietanze orientali nonostante l’allarmismo generalizzato che si respira in Italia.

Le autorità sanitarie italiane sono al lavoro per garantire la massima sicurezza per tutti i consumatori e per le persone che, direttamente o indirettamente, potrebbero esporsi a dei reali rischi di contagio.

Il panico, spesso ingiustificato, continua comunque a regnare anche se episodi come quello di Pieve di Soligo fanno capire che c’è ancora voglia di guardare avanti senza rivoluzionare le proprie abitudini di vita: ora in molti attendono la data della cena.


(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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