Pieve di Soligo e Refrontolo, messaggi dei sindaci sui cittadini positivi al Covid-19: “Rispettiamo la privacy”

In questi giorni, nei gruppi social di Pieve di Soligo si è discusso dei primi casi di positività al Covid-19 in paese.

Rispetto a questo tema, c’è chi vorrebbe avere una comunicazione ufficiale dall’amministrazione comunale pievigina e chi, invece, preferisce che sia l’Ulss 2 Marca Trevigiana a gestire la situazione, risalendo ai contatti degli eventuali contagiati e predisponendo quarantene o isolamenti preventivi.

La discussione è proseguita ininterrottamente nei social, soprattutto in merito al confronto con altri Comuni vicini che avevano fornito i numeri dei contagi, soprattutto durante i primi giorni dell’emergenza.

Per rassicurare i pievigini e gli abitanti di Refrontolo invitando tutti al rispetto della privacy, sono intervenuti il primo cittadino di Pieve di Soligo, Stefano Soldan, e di Refrontolo, Mauro Canal, con un messaggio social.

“In questo periodo - si legge nel messaggio - i social ci tempestano di notizie, più o meno utili, più o meno vere. Come ho avuto modo di scrivere più volte, riferitevi ai soli siti istituzionali, che pubblicano solo notizie verificate. Da parte nostra abbiamo cercato di pubblicare solo notizie utili. Tra esse, non rientrano quelle relative ai casi di positività riscontrati nel nostro Comune”.

FOTO SOLDAN 2 copy

“Quando emerge un caso di positività - proseguono -, il personale sanitario dell’Ulss provvede a verificare i contatti significativi che la persona sintomatica ha avuto nell’ultimo periodo e ad avvisarlo immediatamente. Che la persona risultata positiva al tampone sia residente a Pieve di Soligo o in altro Comune ha ben poco significato; ciò che conta è verificare con quali persone la stessa sia venuta in contatto. A questo punto ci pensa il personale dell’Ulss”.

“Quindi - precisano -, anche se i casi a Pieve di Soligo sono pochi, quello che dobbiamo fare tutti noi è tenere alta la guardia, perché il virus è trasmesso anche dagli asintomatici, e ognuno di noi lo potrebbe essere. Il virus lo dobbiamo combattere e l’arma che dobbiamo usare siamo noi stessi, limitando all’indispensabile i contatti con le altre persone e adottando le buone prassi igieniche”.

“Raccomandiamo a tutti il rispetto della privacy - concludono - nei confronti di quelle persone che sono risultate positive al Covid-19. Teniamo presente che dietro a un freddo numero spacciato sui giornali o sui media, ci sono delle persone, che come tali meritano tutto il nostro rispetto, in particolar modo adesso che si trovano in difficoltà. In caso di necessità non esitare a chiamare o scrivere”.

 

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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