Inviati in Italia dall’Albania 30 medici e infermieri: la comunità pievigina ringrazia con il messaggio del sindaco

La comunità di Pieve di Soligo, da sempre attenta a ciò che succede nel mondo, non è rimasta indifferente alle parole espresse dal primo ministro dell’Albania, Edi Rama (nella foto), nel suo discorso pronunciato a sostegno dell’Italia in questo momento delicato per la nazione.

L’Albania, riconoscente per quanto gli italiani hanno fatto per il suo popolo, senza girarsi dall’altra parte come hanno fatto altre nazioni vicine all’Italia, ha voluto inviare nel nostro Paese 30 medici e infermieri per l’emergenza sanitaria di queste ultime settimane.

“Desidero ringraziare a nome della comunità di Pieve di Soligo - ha scritto il sindaco Stefano Soldan in un post sulla pagina social ufficiale del Comune - il primo ministro dell’Albania, Edi Rama, per le profonde e sincere parole espresse a favore della nostra nazione e per l’importante contributo umano e morale a supporto”.

Il discorso del capo del governo albanese ha colpito tanti italiani che, soprattutto nei primi giorni dell’emergenza, avevano espresso la loro amarezza per la poca solidarietà di alcune nazioni verso l’Italia.

La situazione, però, si è ribaltata molto presto grazie alle numerose manifestazioni di solidarietà arrivate da tutto il mondo, con città che hanno proiettato i colori del Tricolore nei loro monumenti più importanti, fino ad arrivare agli aiuti concreti con la consegna di mascherine o l’invio di medici.

“Lo so che a qualcuno - ha dichiarato il capo del governo dell’Albania -, qui in Albania, sembrerà strano che 30 medici e infermieri della nostra piccola armata in tenuta bianca partano oggi per la linea del fuoco in Italia. So che 30 medici e infermieri non invertiranno il rapporto tra la forza micidiale del nemico invisibile e le forze in tenuta bianca che lo stanno combattendo nella linea del fuoco da quella parte del mare”.

Ma so anche che laggiù - continua - è ormai casa nostra, da quando l’Italia e le nostre sorelle e fratelli italiani ci hanno salvati, ospitati e adottati in casa loro quando l’Albania bruciava di dolori immensi. Noi stiamo combattendo lo stesso nemico invisibile e le risorse umane e logistiche della nostra guerra non sono illimitate. Oggi noi non possiamo tenere le forze di riserva in attesa che siano chiamate, mentre in Italia, dove si stanno curando negli ospedali di guerra anche albanesi, feriti dal nemico, hanno un enorme bisogno di aiuto”.

“È vero che tutti - conclude il primo ministro albanese, Edi Rama - sono rinchiusi dentro le loro frontiere e anche Paesi ricchissimi hanno girato la schiena agli altri, ma forse, esattamente perché noi non siamo ricchi e neanche privi di memoria, non possiamo permetterci di non dimostrare all’Italia che gli albanesi e l’Albania non abbandonano mai l’amico in difficoltà”.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: web).
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