Paura alla Guardia Medica di Pieve di Soligo: un uomo tenta un approccio con una giovane dottoressa

Paura alla Guardia Medica (Continuità Assistenziale) di Pieve di Soligo dopo l’ultimo episodio che ha riguardato un uomo, con chiaro accento dell’Est Europa, che nella notte tra sabato 19 settembre e domenica 20 settembre si è presentato nell’ambulatorio di via Luigi Lubin con l’unico obiettivo di ottenere delle attenzioni da una dottoressa di 26 anni in servizio a quell’ora.

A raccontare la vicenda è la giovane donna che ricorda di aver vissuto degli attimi di terrore, mantenendo il sangue freddo fino alla chiamata ai carabinieri.

“L’uomo si era già presentato in Guardia Medica a Pieve di Soligo nella notte tra il 6 e il 7 settembre scorsi - spiega la dottoressa - Era venuto da noi senza aver telefonato prima, anche se la nostra prassi è quella di ricevere i pazienti dopo che ci hanno chiamato. Aveva detto di avere un problema ai denti e, quando gli ho chiesto i documenti, ha spiegato di non avere nulla con sé e di venire dall’Albania. Dopo averlo visitato gli ho prescritto una tachipirina e dell’ibuprofene e lui è tornato a casa”.

“Sabato sera è ritornato verso le ore 23 e io l’ho riconosciuto subito - continua la donna - Questa volta ha sostenuto di avere ancora male ai denti ma, essendo nuovamente sprovvisto di documenti, non l’ho fatto entrare anche se lui ha negato di essere il signore che si era rivolto al nostro ambulatorio l’altra volta. Intorno alle ore 3.10 si è ripresentato, affermando di avere con sé i documenti e di avere un forte mal di testa. A quel punto, e qui forse ho sbagliato ma ero preoccupata che avesse qualche problema più serio, l’ho fatto entrare”.

“Successivamente ho scoperto che lui non aveva con sé i documenti e che quindi mi aveva ingannato - aggiunge la dottoressa 26enne residente a Conegliano - Allora gli ho fatto compilare il modulo per la visita e lui ha fornito un nome e un cognome diversi oltre a un falso indirizzo di casa. Per la data di nascita, inoltre, il mese e il giorno erano quelli forniti l’altra volta mentre l’anno era differente. Vedendo il suo comportamento mi sono rifiutata di dargli dei farmaci e, dopo la sua firma sul documento, gli ho chiesto di uscire”.

“Davanti alla mia richiesta l’uomo è rimasto fermo con la porta di uscita alle sue spalle - conclude la dottoressa - Allora si è rivolto a me dicendomi: “Tutto qui?” Io gli ho risposto di sì e gli ho chiesto più volte di andarsene altrimenti avrei chiamato i carabinieri. Lui è uscito dalla stanza ma, dopo aver camminato per un po’, si è fermato nell’atrio. Io l’ho seguito, mantenendomi sempre a distanza di sicurezza, finché lui mi ha chiesto come si aprisse la porta per poi dirmi: “Non hai capito perché sono qui?”. Allora ho tirato fuori il telefono per chiamare i carabinieri e solo in quel momento lui ha deciso di uscire”.

Negli ultimi 10 giorni l’uomo si era presentato più volte alla Guardia Medica di Pieve di Soligo e anche le altre colleghe della giovane dottoressa hanno affermato di averlo visto.

Questa mattina la donna si è recata nella stazione dei carabinieri di Pieve di Soligo per sporgere denuncia ma le è stato riferito che il soggetto in questione non sembra essere un volto noto in paese.

Le indagini sono in corso ed è caccia all’uomo nel Quartier del Piave; intanto la dottoressa ha raccontato di aver tremato per tutta la notte tra sabato e domenica e di aver avuto un forte senso di nausea e di vomito: “Se al mio posto ci fosse stata una persona meno vigile e tranquilla cosa sarebbe potuto accadere?”.


(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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