Pieve di Soligo, l’istituto Marco Casagrande a Lampedusa nel segno della memoria e della solidarietà

C’erano anche due studenti del liceo Casagrande di Pieve di Soligo fra le scuole che hanno commemorato a Lampedusa le vittime del tragico naufragio avvenuto nell’ottobre 2013, causa della morte di 368 migranti che, insieme agli altri sopravvissuti, erano alla ricerca di una vita migliore in terra europea.

Per il terzo anno consecutivo, l’istituto pievigino si è recato a Lampedusa con una delegazione di due studenti, formata da Nicola Canzonieri e Alessio Gatto, in occasione della settima Giornata della Memoria e dell’Accoglienza: per gli studenti del Casagrande, accompagnati dalla referente del progetto prof.ssa Enza Carbone, è stato momento autentico di racconto ed esperienza viva di memoria e di umanità.

In un periodo particolarmente tragico, in cui la pandemia che sta affliggendo il mondo intero ha comportato una notevole diminuzione dei partecipanti, i ragazzi della 4D Lsa dell’Isiss “Marco Casagrande” hanno deciso di essere lo stesso a Lampedusa “per combattere l’indifferenza, padrona di questa società, e comprendere l’importanza della corretta comunicazione, rendendosi testimoni di vicende che vedono tutti i giorni centinaia di vittime nel ‘Mare nostrum’ ”. L’iniziativa si è svolta nel completo rispetto delle norme vigenti in materia di coronavirus.

Il lavoro prodotto e presentato al concorso “Le porte di Lampedusa” è stato un sito web dedicato alla Xenia, parola di origine greca che oggi è intesa come “accoglienza”; il progetto è frutto di una cooperazione tra il “Marco Casagrande” e il Liceo Europeo di Francoforte.

Essere stati a Lampedusa - affermano gli studenti pievigini all’unisono - ha significato prendere un impegno concreto per dare ascolto e farci portavoce delle urla disperate di quelle persone a cui è stato tolto tutto e, inoltre, di prodigarci per ridare loro la dignità umana”.

Nei tre giorni di soggiorno nell’isola delle Pelagie, i ragazzi hanno potuto visitare i luoghi degli sbarchi nei quali inizia la seconda vita di chi riesce ad attraversare il Mediterraneo e hanno discusso di migrazioni, tratta di esseri umani, minori stranieri non accompagnati, rifugiati nel mondo, con l’aiuto di esperti, giornalisti e addetti ai lavori.

Hanno incontrato anche i protagonisti delle vere vicende, quei migranti le cui storie finiscono per perdersi nel silenzio, nascoste dalla narrazione che ne fanno i media.

È stata davvero un’occasione unica e preziosa per conoscere direttamente una delle pagine più drammatiche del nostro tempo, ancora una volta opportunità concreta di formazione e di crescita per i giovani studenti di un istituto superiore di riferimento per l’intera Alta Marca Trevigiana.


(Fonte: Beatrice Zabotti © Qdpnews.it).
(Foto: Nicola Canzonieri).
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