La storia dell’autunno attraverso una collezione di foglie cadute: gli scatti in macro di Gianni Marciano

Se le foglie cadenti sono il simbolo dell’autunno, la collezione di fotografie macro catturate da Gianni Marciano disegna un’evoluzione che avviene dentro la stagione stessa, con il passare dei giorni, l’arrivo della pioggia e del vento: da diversi anni Gianni, sincero conoscitore delle colline, porta avanti questa passione, fotografando i dettagli delle foglie in questa stagione e regalando una nuova prospettiva sia a chi è appassionato di fotografia naturalistica che di botanica e di erbe spontanee.

Venature, muffe, crepe, forature e segni di piccoli insetti: nel suo nuovo video espositivo (qui il link) è possibile sorprendersi di quanto una foglia, se vista da vicino, possa essere ricca di dettagli e sfumature utili a ricostruire la storia atmosferica di una determinata zona.

Sono in molti a definire l’autunno come la stagione preferita dei fotografi, questo per via dei colori e del clima fresco ma ancora mite: decine di appassionati salgono in Cansiglio per scattare ritratti della foresta rigogliosa all’alba o al tramonto ma non serve recarsi oltre Fregona per scattare in macro.

Basta essere buoni osservatori - racconta Gianni - e anche sui nostri sentieri, nel sottobosco, possiamo trovare delle foglie davvero particolari e scenografiche”.

Tra tutte le specie, l’acero è senz’altro il più fruttuoso: foglie larghe, palmate e lobate che col tempo si scuriscono e creano sfumature sorprendenti, ma anche le foglie di castagno, se cadute a terra, possono dare qualche soddisfazione. Il disfacimento della foglia, fondamentale per questo tipo di fotografia, viene catturato con una luce radente, in modo da evidenziare i contrasti.

Gianni scatta con un’Olympus OM5, munita di uno Zuiko macro da 60 millimetri e contribuisce ogni giorno a riempire la sua collezione di “macro” incontri, oltre alle foglie è attento alle orchidee, alle erbe spontanee e anche agli insetti, di cui ha approfondito anche le caratteristiche.

Così, quando si parla di patrimonio naturalistico, secondo Gianni è bene ricordare la ricchezza del territorio non soltanto attraverso ampie panoramiche sulle colline, ma anche zoomando su questi dettagli, che in una passeggiata, spesso capita di tralasciare o calpestare.

 

(Fonte: Luca Vecellio © Qdpnews.it).
(Foto: Gianni Marciano).
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