Capitale Italiana della Cultura 2022. Nessuna corsa in solitudine per Pieve di Soligo: candidatura di un territorio



All’inizio della sua avventura amministrativa il sindaco di Pieve di Soligo non avrebbe mai pensato di poter parlare un giorno da primo cittadino di un paese entrato nella short list delle 10 città finaliste per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2022.


Nessuna sfida in solitudine per Pieve di Soligo che condividerà con le Terre Alte della Marca Trevigiana l’ultimo step di questa avventura nella quale la commozione per la notizia di essere tra le dieci finaliste è stata sostituita in poco tempo dalla determinazione di chi sente di avere la responsabilità di onorare fino in fondo questa battaglia.

Un obiettivo ambizioso per un territorio che ha saputo costruire intorno a questo progetto tanti consensi grazie a numerosi patrocini, ad oggi 65, che hanno trasformato un’utopia in una sfida dove Pieve di Soligo, grazie alla qualità del suo dossier, si potrà giocare tutte le sue carte fino all’ultimo istante.

Per questo, come sottolineato dal sindaco Stefano Soldan nella conferenza stampa di oggi nella sala consiliare di Palazzo Vaccari, i prossimi due mesi richiederanno un lavoro a testa bassa da parte dell’amministrazione comunale pievigina, del gruppo di coordinamento e del comitato scientifico che ha lavorato all’elaborazione del dossier.

Nella conferenza stampa di questa mattina erano presenti anche il vicesindaco e assessore alla cultura di Pieve di Soligo, Luisa Cigagna, il coordinatore territoriale e primo promotore della candidatura, Marco Zabotti, il coordinatore tecnico, Federico Della Puppa, il consigliere regionale Alberto Villanova, il presidente del Gal dell’Alta Marca Trevigiana, Giuseppe Carlet, e in collegamento da remoto Marina Montedoro, presidente dell’associazione delle colline Unesco, e Michele Genovese, direttore del Gal dell’Alta Marca Trevigiana.

Il sindaco Stefano Soldan ha spiegato che la notizia dell’ingresso della sua città nella lista delle 10 finaliste per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2022 è stata un’emozione inattesa che premia il lavoro di molte persone.

“Ringrazio chi ha espresso la propria vicinanza a Pieve di Soligo e al territorio delle Terre Alte della Marca Trevigiana - ha affermato il sindaco Soldan - La commissione scientifica ha elaborato un dossier che è stato premiato perché ha saputo rispondere con delle progettualità specifiche alle richieste del bando”.

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Per Marina Montedoro, che ha annunciato di voler dare a questo progetto il patrocinio dell’associazione delle colline Unesco, il fatto di rientrare tra le dieci città finaliste non rappresenta un sogno perché Pieve di Soligo e l’area delle colline Patrimonio dell’Umanità possono competere a testa alta in sfide di questo tipo.

Per il vicesindaco Luisa Cigagna, che non ha nascosto la difficoltà dell’impresa, il dossier di candidatura contiene degli elementi importanti che potranno fare la differenza grazie all’idea di cultura diffusa e condivisa con tutto il territorio.

Il coordinatore tecnico Federico Della Puppa ha presentato i cinque punti del dossier: progetti attivatori (dalla decostruzione generativa al distretto del cibo), progetti moltiplicatori (ad esempio il parco letterario), produzioni come quella tra arte e percezioni del paesaggio, vie (dalla Via del Prosecco alla Via del sacro e della bellezza) e luoghi ritrovati.

Marco Zabotti, che per primo ha lanciato l’idea della candidatura, ha ribadito che Pieve di Soligo le Terre Alte della Marca Trevigiana valevano una sfida nazionale perché i doni straordinari ricevuti in eredità meritano di essere custoditi e valorizzati da un territorio che ha bisogno di credere maggiormente in sé stesso.

Ora tutti attendono l’audizione del 14-15 gennaio a Roma e la decisione finale del 18 gennaio per capire se il sogno di Pieve di Soligo diventerà realtà.


(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto e video: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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